gen 13
“Perché camminava in punta di piedi se era una cosa così ridicola? Perché l’impossibile esiste al limite estremo dell’esistenza. Il più piccolo movimento sbagliato, il minimo disturbo e può succedere qualcosa. Il ridicolo può trasformarsi in qualcosa di terribile”.
Così riporta la quarta di copertina del secondo romanzo di John Ajvide Lindqvist, già talentuoso autore di Lasciami entrare.
Ho affrontato questa lettura con buona predisposizione, senza dubbio: ed è un bel rischio, perché si può rimanere delusi quando le aspettative sono molto alte. Ed è quello che ho un po’ rilevato in rete: le recensioni si snocciolano tiepidine, e mi viene il dubbio che questa zombie-story manchi della propulsione che la pellicola ben realizzata da Tomas Alfredson aveva assicurato.
Mi sono congedato dall’ultima pagina pocanzi: la scrittura di Lindqvist mi affascina e colpisce, portandomi in un universo di tristezza verosimile, quasi uno specchio di quel che vedo andando al lavoro, tornando a casa, ma in una stanza dalla luce oltremodo perfetta, iperreale.
Non mi dilungherò nell’elencazione delle vicende che il romanzo affronta; ho trovato un’ottima recensione, a mio vedere, e la segnalo, a mano di Lenny Nero.
L’unica cosa che voglio ribadire è che non serve essere appassionati di horror, cosa che non sono, per apprezzare la penna di Lindqvist. Può anzi esser vero il contrario: lo scrittore svedese si discosta fortemente dai topoi del genere, piegandolo a una trattazione originale e ambiziosa; un foglio lucido imposto sulle strade consuete, gli consente di disegnare macchie scure discrete, ombre civili, piegando il sovrannaturale costretto all’asprezza di un romanzo realista.
La pubblicazione è, felicemente, per i tipi dell’Editore Marsilio.
dic 24
Be’ domani è Natale.
Tanti auguri a chi passa, a chi c’è e a chi non c’è.
Il mio regalo per il 2009 è il consiglio di una lettura.
In questi giorni sono alle prese con l’ottimo romanzo di John A. Lindqvist, Lasciami entrare, Edizioni Marsilio.
Riporto dal sito della casa editrice:
«Uccido perchè devo.
Non esiste un altro modo.
Uccido perchè voglio vivere.
Proprio come te»
A Blackeberg, quartiere degradato alla periferia ovest di Stoccolma, il ritrovamento del cadavere completamente dissanguato di un ragazzo segna l’inizio di una lunga scia di morte. Sembrerebbe trattarsi di omicidi rituali, ma anche c’è anche chi pensa all’opera di un serial killer.
Mentre nel quartiere si diffonde la paura, il dodicenne Oskar, affascinato dalle imprese dell’assassino, gioisce segretamente sperando che sia finalmente giunta l’ora della rivalsa nei confronti dei bulletti che ogni giorno lo tormentano a scuola. Ma non è l’unica novità nella sua vita, perchè Oskar ha finalmente un’amica, una coetanea che si è appena trasferita nel quartiere. Presto i due ragazzini diventano più che semplici amici. Ma c’è qualcosa di strano in Eli, dal viso smunto, i capelli scuri e i grani occhi. Emana uno strano odore, non ha mai freddo, se salta sembra volare e, soprattutto, esce di casa soltanto la notte…
Lasciami entrare è una tenera e crudele storia d’amore, vendetta e vampiri, un racconto fantastico e commevente sul dolore dell’infanzia e la forza dell’amicizia, dove sangue e orrore devono piegarsi alla potenza dell’amore e alla voglia di vivere.
Posso solo aggiungere che, come lasciava presagire il prezioso film di Tomas Alfredson, Lasciami entrare è una lettura appassionante e complessa, ben lungi dalle vampire stories attualmente in voga: il genere è piegato all’approfondimento psicologico di adolescenti in formazione e adulti in decadimento, lasciando nel mezzo un abisso infinito di possibilità.
Ecco invece il trailer del film che, come detto, non tradisce lo spirito crudo, rigoroso ma ugualmente affascinante del romanzo.
Un bel regalo per Natale!
A.