Gilmore Girls di Amy Sherman-Palladino
Potrebbe trasformare la persona più mite in un serial killer
Lorelai Gilmore è una ragazzona che ha da non molto passato i trenta; a differenza della maggior parte delle sue coetanee, però, ha già una figlia di sedici anni, Rory, avuta da un compagno di scuola quando lei stessa era ancora adolescente. Grazie al carattere allegro di Lorelai e alla non molta differenza di età, la giovane Rory considera sua madre la sua migliore amica e il rapporto tra le due è estremamente aperto e profondo.
Qui termina tutto ciò che di sano posso dire a proposito di “Gilmore Girls”. Senza timore di esagerare, trovo che questo sia il telefilm più irritante che Italia 1 abbia mai trasmesso. Tralasciando il facile bersaglio della protagonista Lorelai, con la sua diarrea verbale, le battutine scadenti e l’inconcepibile stupidità concentrata dagli autori nel personaggio, possiamo in effetti affermare che l’INTERO cast di co-protagonisti, comprimari, caratteri secondari, comparse e figuranti è una inaudita orchestra di personaggi irritanti, un presepe vivente di deficienti insopportabili che difficilmente il caso potrebbe riunire, nel mondo reale, tutti in una sola cittadina.
Che poi, in realtà, questa serie non è neppure brutta – nel senso più stretto della parola: non è un problema di incapacità a sceneggiare o di una produzione comunque generalmente sciatta. Gli autori di “Gilmore Girls” sembrano sapere esattamente dove vogliono andare a parare, e da come hanno sviluppato determinati aspetti dei protagonisti c’è da dire che non si tratta affatto di scribacchini sprovveduti. Quella di essere irritanti è una SCELTA.
Avete presente quelle tipiche commediole americane che non fanno ridere e sono zeppe di personaggi con la parlantina che dicono stronzate a vanvera? “Una mamma per amica” VUOLE essere un’estensione infinita di quei filmacci odiosi, con l’unica salvezza che, essendo spezzettata in episodi di quaranta minuti, il desiderio di veder crepare ogni singolo personaggio sullo schermo è arginato dal fattore-tempo. Ma eccedete nella dose, ed ecco che il quoziente di fastidiosità di “Gilmore Girls” vi porterà a sentire un improvviso bisogno di UCCIDERE.
Per questo, attenzione: un’esposizione prolungata a questo telefilm potrebbe trasformare la persona più mite del mondo in un perfetto serial killer.