Sousei no Aquarion di Shoji Kawamori
Non è uno scherzo, purtroppo
Cos’è Aquarion? Chiariamolo subito: è l’ennesima merda di cartone di robot che scimmiotta Evangelion e si è scordato che siamo nel 2006. Traduzione? Ci sono gli angeli, c’è il tasso di sincronia, c’è gente che parla per mezz’ora e non si capisce un cazzo di quello che dice; di contro, ci sono ragazzini di dodici anni chiamati a salvare il mondo pilotando un robot gigantesco (quando in realtà riuscirebbero a malapena a parcheggiare una liger), alieni che passano 24 ore su 24 nel ponte comandi della loro base progettando UN MOSTRO PER VOLTA da lanciare contro Aquarion, e le più classiche mandrie di poveri umani che scappano mentre il robottone e il suo avversario si battono nel centro della città.
Tolta infatti la confezione pseudo-moderna (e cioè una grafica 3d sparata a palla “che fa tanto videogame + deliri di varia natura “che fanno tanto Evangelion”), Aquarion è un prodotto che sembra uscito direttamente dagli anni ‘70 e approdato nella nostra epoca modificato solo nell’estetica, lasciando inalterate certe dinamiche narrative che ci eravamo lasciati alle spalle dai tempi di Goldrake.
Insomma, per chiarirci, lo schema di un episodio è il seguente:
-cazzeggi vari tra i personaggi (tanto per far vedere che “sono persone normali pure loro”)
-un allenamento speciale che ai ragazzi sembra una cosa inutile
-l’arrivo di un mostro alieno durante l’allenamento
-battaglia che sembra disperata, quando all’improvviso i piloti capiscono che l’allenamento fatto quella mattina è essenziale per sconfiggere (guarda caso) PROPRIO QUEL MOSTRO
A questo aggiungiamo amorazzi vari sospesi nel nulla, amici morti da vendicare e quello che nella mente degli autori doveva essere il dettaglio ORIGINALISSIMO di Aquarion: i piloti, nel fondersi col robottone, provano piacere sessuale.
EHLLALLA’, ma che estro! So’ proprio matti questi qui, che trovata inaudita!
Quindi, oltre a tutto il resto, preparatevi a vedere i protagonisti che a ogni fusione gemono e godono come ricci, oltretutto sempre con la stessa sequenza che viene riciclata dalla prima all’ultima puntata.
Un capitolo a parte poi lo meriterebbe Apollo, il protagonista. Gli autori, sempre nel loro estro creativo, hanno pensato che sarebbe stato interessante mostrare la contrapposizione tra la sua vita precedente (quando era un bellissimo angelo guerriero coi capelli fluenti e le lacrime a brillantina che volano al vento) e la sua attuale incarnazione, in cui la personalità del ragazzo è stata forgiata da fame, guerra e devastazione.
Come?
Per sottolineare appena appena appena (ma giusto un pizzico) come Apollonius/Apollo si sia un attimo inselvatichito nel suo passaggio alla natura umana, hanno pensato di fargli fare le seguenti cose:
-mangiare topi, rane e lucertole VIVE
-fargli infilare costantemente le dita nel naso e poi mangiarsi le caccole
-farlo andare a caccia come una bestia nel bosco (per poi, come sopra, degustare le sue prede ancora vive)
-farlo occasionalmente scorreggiare
-mostrare spesso e volentieri le assenti abitudini igieniche del giovine, che puzza come un caprone e ha presepi viventi nelle scarpe.
E se tutto questo non era sufficiente a fare di Aquarion una galleria demential-freak, ci si sono aggiunti anche quei testa di cazzo che hanno curato l’edizione italiana (e in particolare la versione in onda su MTV che, a dispetto della comune credenza, E’ CENSURATA); per non turbare le menti dei possibili spettatori, infatti, hanno avuto la bella idea di togliere enfasi al doppiaggio delle suddette scene di fusione, indi per cui vediamo questi tizi contorcersi, arrossire, fare la faccia di Moana Pozzi ai tempi d’oro e commentare il tutto con un tiepido “Che incredibile potenza.”.
A questo punto, sembrerebbe che Aquarion sia un prodotto da buttare nella spazzatura… Senza contraddire quanto detto sopra, in effetti un pubblico di riferimento per questa chiavica di cartone c’è: se infatti siete appassionati di animazione robotica, in particolare quella classica, è probabile che Aquarion susciti in voi quello che viene comunemente definito “guilty pleasure”: sapete che fa schifo, ma non potete farne a meno e nella vostra collezione non manca neanche un dvd della serie.
Concludo rinnovando il mio disgusto per quella piaga della censura, nemico che sembrava essere stato sconfitto ma che torna puntualmente strisciando nell’ombra: gran parte di quello che vediamo, infatti, non solo è censurato, ma la cosa non viene neppure segnalata e noi di conseguenza non possiamo sapere che il prodotto che compriamo è stato manipolato. Questa io la chiamo truffa.
La citazione:
“Gli esseri umani provano amore quando intravedono un frammento della propria anima in quella di un’altra persona. Tuttavia, nel momento in cui si rendono conto di non potersene impossessare, provano gelosia. La gelosia è la voce dell’anima che reclama il proprio frammento.”