! Viva la Muerte !
Set 7th, 2007 by Daisy
di Arrigo Petacco
ecco, non vorrei appoggiare l’adagio oscurantista per cui nomen omen, ma forse questo libro (non posso definirlo saggio, perchè è STUPIDO) sarebbe stato diverso se l’autore si fosse chiamato, che so, lenino togliatti.
non ho nulla contro una storiografia “interpretata”, anche in base a convinzioni politiche: nella ricostruzione storica non esistono fatti, ma solo interpretazioni, che sono preziose per capire qualcosa in più del nostro tempo (a che servirebbe altrimenti la storia?) e per portare alla luce eventi e particolari che da un’angolazione ideologicamente diversa magari sarebbero sfuggiti. nella storia, più che in altri ambiti, è IMPOSSIBILE non prendere posizione, e il bravo storico è quello che lo fa apertamente, dando al lettore la possibilità di accorgersene (in questo fa scuola il grande mathiez), e rispettando una serie di convenzioni e regole che controbilancino la parzialità attraverso la chiarezza e il rispetto scrupoloso delle fonti.
questa regola petacco la ignora completamente, e non so se accada perchè non la conosce, o perchè fa orecchie da mercante. nella sua scadente ricostruzione della guerra civile spagnola (nel senso che ne costruisce un’altra tutta diversa) non ci sono note a piè di pagina, ci sono mille frasi virgolettate (comprese presute conversazioni telefoniche) e zero riferimenti (assenti anche per le immagini), le citazioni sono utilizzate con asimmetria, e soprattutto c’è un uso ambiguo delle parole, un uso scorretto, reticente, ai limiti del criminale, lo stesso che ricorre nei sussidiari quando si parla della piemontesizzazione d’italia o della guerra d’abissinia.
la guerra civile spagnola secondo petacco: in seguito alle elezioni del 1931 sale al governo la sinistra, e qui inizia la rovina e vengono gettati i semi della futura guerra civile. (della precedente dittatura liberticida e bigotta di primo de rivera petacco non fa parola: dal nulla, i comunistacci iniziano a vessare chiesa e borghesia con leggi assurde e criminali, tipo la riduzione dei privilegi degli ufficiali e la confisca di proprietà della chiesa. pazzesco!) poi questi rossi maledetti non si mettono mai d’accordo, ci sono divisioni perfino nelle loro file e per questo il paese è nell’anarchia (questo non vi ricorda qualcosa?). il colpo di stato degli ufficiali per riportare l’ordine è giocoforza: il conflitto si infiamma, tra mosse militari dei ribelli e carneficine del governo di sinistra, finché entrano in scena i “volontari” fascisti (virgolette mie) e i “volontari” internazionali di sinistra (virgolette sue).
da qui in poi, se possibile, la narrazione degenera. la guerra di spagna diventa il resoconto dei movimenti militari fascisti e delle ripiegate comuniste, e della spagna martoriata, distrutta dalla guerra civile più tragica d’europa, resta solo la scacchiera, i nomi delle città e dei valichi nei quali si muovono i buoni e i cattivi. la società civile orrendamente dilaniata è ignorata è messa da parte: descrivere i contrasti spagnoli a petacco non serve più, ora che ci sono gli italiani di cui parlare.
questo atteggiamento è lo stesso che ha permesso a soldati e uomini stranieri di combattersi ferocemente su un territorio che non era il loro in nome di un’ideologia, spargendo sangue e distruggendo case di spagnoli ridotti alle comparse che vengono massacrate per prime nelle scene di massa dei film.
questa non è storia, è immondizia.
con molta amarezza, però devo aggiungere anche che i lettori non sono tutti smaliziati ed esperti come me, scusate la modestia. se petacco ha scritto una robaccia simile per far cambiare idea a qualcuno, e gliel’hanno pubblicata, probabilmente ci riuscirà - anche se è più probabile che VIVA LA MUERTE serva solo a corroborare la fede di chi la pensa già allo stesso modo.
non ne abbiamo bisogno, lo so, ma putrtoppo la realtà è questa. gli spagnoli che reagirono in armi al colpo di stato erano “miliziani”, l’intervento dei fascisti italiani è l’”avventura spagnola”, i giornali che dopo una dittatura di destra sono liberi di fare satira e critica scrivono “pornografia”, gli aztechi facevano barbari sacrifici umani e sono stati “evangelizzati”, gli arabi mettono il velo alle donne e vanno “democratizzati”, gli agnelli stipati in batteria a impazzire per l’immobilità forzata vivono in “allevamenti intensivi”. è tutta una questione linguistica, e finché la gente come petacco continuerà a sporcare le parole in questo modo, usandole per mistificare anzichè per spiegare, la vittima sarà l’integrità morale della società intera.

Vabbè, dai, penso anche che il lettore poco smaliziato e inesperto (cioè uno che legge poco) difficilmente si butterebbe su un “”"”"saggio storico”"”"”.
Comunque pure te, santo cielo… vai a comprare un libro di uno che ha scritto cose come “Vita intrepida di Ettore Muti” e “Faccetta nera: alla conquista di un impero”, che ti aspetti? Già è un miracolo che non ti abbiano dato in regalo la suoneria di “Vincere e vinceremo”… O_o
hai ragione, il fatto era che ero di fretta e dovevo scegliere questo libro in regalo (contentino, almeno non l’ho pagato) e anche se il nome PETACCO mi ha fatto suonare una campanella in testa, ho pensato di essermi sbagliata.
detto questo, tu non immagini la pletora di neofascisti con cappellino e camicia inamidata che si precipitano su libri del genere per confermare le proprie idee nostalgiche. ti sei mai chiesta chi si compra la millesima raccolta di DVD e dispense sulla seconda guerra mondiale che esce in edicola?
vita intrpida di ettore muti, santo dio… quello che ha per titolo AMMAZZATE QUEL FASCISTA… non mi fa’ parla’, va’…
Purtroppo ’sti neofascisti me li immagino, anzi, ne ho pure conosciuto qualcuno… Però mi riferivo a un eventuale pubblico di gonzi che, capitati in libreria per caso (tipo per sfuggire a una catastrofe nucleare), vanno a pescare qualche libro a caso perché hanno un mobile con un piede rotto (che poi è uno dei pochi modi in cui il “”"”"”saggio”"”"” di petacco potrebbe tornare utile all’umanità). Difficilmente un pubblico diverso dal lettore assiduo comprerebbe un saggio storico, e difficilmente un lettore diverso da un burinotto neofascista comprerebbe ’sta roba (a parte te, ma sei un caso a parte :-D)
Comunque, se vuoi rifarti un po’ la bocca, ti consiglio di leggere “Il popolo bambino” di antonio gibelli, un saggio very interessante che decostruisce pezzo pezzo la pedagogia di massa di mussolini - di cui petacco è probabilmente un residuato bellico. Mo’ però mi hai incuriosito: lo voglio leggere anch’io!!
[...] Come ho già sperimentato, l’argomento “guerra civile spagnola” è un tantino intricato, scotta, ancora oggi. Noi abbiamo le nostre gatte da pelare parlando di partigiani, di fascisti, di repubblica di salò, ma al confronto dei problemi che hanno gli spagnoli le nostre sono dispute accademiche. Anche Zapatero ha detto la sua, ultimamente, ma non è che ci abbia chiarito le idee. [...]