Fragile - A ghost story
by Elly on Set.27, 2007, under Chiacchiere da Bar
di Jaume Balaguerò
Horror abbastanza scontato
Un’infermiera (Calista Flockhart) viene spedita nel solito ospedale pediatrico inquietante e pieno di scricchiolii, dove i bambini denunciano misteriose fratture a opera di uno spettro da più di trent’anni senza che nessuno si prenda la briga di indagare, limitandosi a bollare gli eventi come “fantasie infantili”. Ovviamente la nostra infermiera non ci sta e ce la mette tutta per salvare i fanciulli dal fantasma spaccaossa.
“Fragile” non sarebbe neppure pessimo (per lo meno, se paragonato alla maggior parte delle produzioni contemporanee); è vero che la tematica della bambina fantasma sta ampiamente rompendo le palle (basta, davvero, al centododicesimo film ormai non fa più paura) e che la pellicola è disseminata di sequenze ai limiti del ridicolo (come quella finale), ma in fondo, come ho detto, c’è di peggio.
Anche se trita e ritrita, la storia ha il pregio di mantenere un po’ sulle spine, se non altro per la curiosità di scoprire i perché e i percome a proposito del mistero di base; a questo si aggiungono atmosfere cupe che, per quanto spudoratamente mutuate da “The ring”, conferiscono al film quel senso di tristezza e desolazione che ben si adatta al genere.
Insomma, in questo senso “Fragile” resta nella schiera degli horror mediamente sufficienti, né particolarmente belli, né particolarmente scadenti. Ma a peggiorare del tutto la situazione ci pensa la sequenza finale.
(SPOILER) Siamo in un ospedale infestato da uno spettro spaventoso, che fa esplodere le cose e spappola qua e là le ossa a chiunque; cosa decide di fare la solita maledetta bambina protagonista? Ovvio: invece di scappare o infilarsi in un angolo a riempirsi le mutande di merda, come avrebbe fatto qualunque moccioso nella sua situazione, la stronzetta pensa bene di salire due piani di scale (mentre tutto crolla), andare nel posto esatto dove il fantasma sorge ogni notte - ovviamente al buio in una notte tempestosa - mettersi a cercare la sua stradannata coperta alla Linus, abbandonata lì in una predente e altrettanto paradossale situazione, perché senza non può proprio rischiare di portare in salvo la pelle. Tipico, no? (FINE SPOILER)
Alla luce di questo affondo finale, che corona una serie di sequenze analoghe (mai sia che in un horror qualcuno si caghi sotto ad andare da solo in posti che farebbero accapponare la pelle anche al signor Spock), la considerazione per “Fragile” scende di parecchi punti e forse gli fa perdere anche il titolo di film mediamente sufficiente.
La citazione:
“Non conta dove una persona ha vissuto o è morta: il suo spirito resta vicino alle cose che ha amato.”
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