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	<title>Al bar dello sport</title>
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	<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 07:54:13 +0000</pubDate>
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		<title>Fix You, Fred Knipple</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jul 2008 23:07:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Barista</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arti &amp; Digitali]]></category>

		<category><![CDATA[Chiacchiere da Bar]]></category>

		<category><![CDATA[Coldplay]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi io e Laura abbiamo visto su Cult un documentario che raccontava l&#8217;esperienza dello Young@Heart Chorus, un coro composto da splendidi ultrasettantenni americani che sfidano malattie e acciacchi intonando brani dei Sonic Youth, David Bowie, Coldplay.
Il documentario è sobrio e toccante, ripercorre l&#8217;allestimento di una tournee del gruppo di due anni fa, durante il quale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Oggi io e Laura abbiamo visto su Cult un <a href="http://www.imdb.com/title/tt1064224/">documentario</a> che raccontava l&#8217;esperienza dello <a href="http://www.youngatheartchorus.com/index.php">Young@Heart Chorus</a>, un coro composto da splendidi ultrasettantenni americani che sfidano malattie e acciacchi intonando brani dei Sonic Youth, David Bowie, Coldplay.<br />
Il documentario è sobrio e toccante, ripercorre l&#8217;allestimento di una tournee del gruppo di due anni fa, durante il quale due membri vennero meno.<br />
Il video propone uno dei momenti più intensi del documentario, in cui un intenso Fred Knipple, nobilita il bel brano dei ColdPlay<a href="http://it.youtube.com/watch?v=oRUkGDGbJpk"> &#8220;Fix You&#8221;</a>. Altri estratti dell&#8217;ottimo lavoro di Stephen Walker sono presenti su Youtube.</p>
<p></br><br />
 </br>
<div class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:355px;">
<p id="vvq4883d735a5e39"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=n-3IT4TeSxY">http://www.youtube.com/watch?v=n-3IT4TeSxY</a></p>
</div>
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		<title>Il Dono</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 23:31:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Barista</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Racconti da Bar]]></category>

		<category><![CDATA[Raalp]]></category>

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		<description><![CDATA[Il pubblico riempiva l&#8217;Arena come un cuore incapace di alimentare alcuna circolazione. La città giaceva uccisa dall&#8217;infarto, il petto gonfio, sempre più gonfio, e le vene, le arterie sbiadite.  L&#8217;esaurimento dei biglietti aveva lasciato presagire un avvenimento indimenticabile; agli ingressi, le vendite clandestine dei pochi posti disponibili si intrecciavano con sordide truffe, un business inimmaginabile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style=" text-align: justify;">Il pubblico riempiva l&#8217;Arena come un cuore incapace di alimentare alcuna circolazione. La città giaceva uccisa dall&#8217;infarto, il petto gonfio, sempre più gonfio, e le vene, le arterie sbiadite.  L&#8217;esaurimento dei biglietti aveva lasciato presagire un avvenimento indimenticabile; agli ingressi, le vendite clandestine dei pochi posti disponibili si intrecciavano con sordide truffe, un business inimmaginabile appena poche settimane prima.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Madre e padre dinanzi al Dono; furbescamente le acquisizioni di paternità e maternità avevano mantenuto una definizione unilaterale del segno, ignorando il pagamento di un corrispettivo decisamente oneroso al Sistema. Il Dono era solo una fase intermedia del processo, pur rappresentandone il primo concreto approdo. La fase preparatoria consentiva all&#8217;utenza di spendere i propri fondi nell&#8217;acquisizione di Talenti e dotazioni; la fase successiva nel pagamento di un abbonamento obbligatorio da cui dipendevano i servizi vincolanti sviluppo e crescita del prodotto.</p>
<p style=" text-align: justify;">La famiglia P460 aveva ricevuto ovviamente una decina di biglietti riservati. Senior non aveva avuto alcun dubbio: li avrebbe messi all&#8217;asta poco prima dello scadere, riuscendo a recuperare almeno due anni di investimento nella Crescita del suo adorato Pjunior. Madre e padre della giovane promessa avrebbero seguito <em>l&#8217;incredibile sfida</em> attraverso la Rete.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">La scelta dei Talenti e delle dotazioni era stata vincolata a lungo a una serie di parametri di base vincolanti, la Norma. Non ci volle molto che la decisione fosse messa in discussione dall&#8217;evidente rischio di una discriminazione timocratica, avevano sostenuto le associazioni dei genitori; e i fornitori dei servizi non erano in disaccordo, trovandosi dinanzi a un mercato livellato verso il basso. Attraverso una graduale dismissione degli articoli di Norma, si era approdati alla completa determinazione del Dono, sacrificabili alcuni elementi di base per poter acquisire Talenti più costosi.</p>
<p style=" text-align: justify;">Pj era solo, in attesa. Non aveva allenatori, nè manager; Senior e Madre si erano occupati di ogni preparativo. Si era connesso per gli ultimi messaggi dei sostenitori, cercando la giusta determinazione. Le pressioni erano forti: aveva mantenuto il gusto di ascoltare della vecchia musica per isolarsi nei momenti appena precedenti l&#8217;impatto con l&#8217;Arena.  Nessuno comunque gli si sarebbe avvicinato almeno fino a conclusione dell&#8217;evento. Poi, se non fossero intercorsi imprevisti, sarebbe stato compito di Senior e Madre strapparlo all&#8217;entusiasmo della folla.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">La conseguenza della Liberalizzazione del Dono fu una serie di svolte combinatorie non sempre efficaci e sostenibili. Molti tentativi si rivelarono fallimentari; doni tacitamente soppressi o consegnati morti fecero la fortuna delle nascenti Società di Assicurazione sul Dono. Le famiglie più distanti dalla classe A investivano ogni risorsa nell&#8217;adozione di Talenti e dotazioni col sogno di una scalata sociale altrimenti impossibile.</p>
<p style=" text-align: justify;">Il tabellone olografico posizionato al centro dell&#8217;Arena fu spento, interrompendo le divagazioni degli sponsor. Di colpo il clamore fu schiacciato dal buio: i fari zittiti, le luci di sicurezza smorzate. Pj sapeva che quello era il suo momento; preparato accuratamente l&#8217;evento sarebbe giunto in pochi minuti al suo culmine. Senior e Madre guardavano abbracciati sul divano il loro Dono ormai pronto a ricambiare anni di investimenti e sacrifici. Fu il fuoco a ridar voce al pubblico; ripresosi dalla parentesi di vuoto, un applauso fragoroso accolse Pj sotto migliaia di osservatori in assedio.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">L&#8217;industria dei Talenti aveva dovuto reagire alla nuova reticenza del mercato, sviluppando un marketing meno aggressivo: approssimazioni alle funzioni necessarie e sufficenti, arricchite da pacchetti convenienza. Avevano investito inoltre ampie percentuali di fatturato nell&#8217;intrattenimento, ricavando nuovi utili dall&#8217;esibizione di Doni perfettamente riusciti. Come mecenati di un riscatto non più minato da tragici epiloghi. E un nuovo esercito di eroi sfidava l&#8217;evoluzione, alimentando l&#8217;immaginazione collettiva.</p>
<p style=" text-align: justify;">Pj conosceva bene la scenografia allestita, per averla visionata più volte durante la progettazione tridimensionale. Ma nell&#8217;Arena era tutto più grande, maestoso.<br />
Arrivarono le gabbie. Appena sbloccati gli argini duecentrotrenta Umani irruppero confusamente nell&#8217;Arena.<br />
Correvano impazziti, gli Umani, vestiti con gli abiti tradizionali di alcuni anni addietro: erano impiegati, commesse, militari o operai, politici o pescatori senza esserlo mai stati. Il Sistema aveva avuto cura di non consentire l&#8217;estinzione del genere ma inevitabilmente si trattava di semplice progenie da studio, se pur in una pregiata selezione. Pj lasciò che il pubblico si divertisse a seguire i movimenti casuali degli Umani; attivò la scansione progressiva appena giunto a tre quarti dell&#8217;Arena, trasmise l&#8217;ingrendimento di dettagli maestosi: bocche spalancate in spasmodiche distensioni, lacrime salate e secrete con ritmo differenziato. Quindi attivò i laser. L&#8217;obiettivo era colpirli tutti prima che fosse trascorso un secondo. Sapeva, dai test, di poterne colpire facilmente anche duecentocinquanta; ma indugiò volutamente su alcuni corpi, alimentando con successo il pathos prima dell&#8217;ovazione finale.</p>
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		<title>L&#8217;insonnia dell&#8217;Immortale</title>
		<link>http://www.albardellosport.net/2008/07/02/insonnia_dell_immortale/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 09:09:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Barista</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Racconti da Bar]]></category>

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		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Vivrò per sempre e mi sento un luogo comune.
Che farò, ha un senso per me il futuro? Impazzirò non riuscendo a dare valore al tempo? Patirò la pena di veder morire le persone che amo, compirò i crimini più efferati non temendo castighi o resistenze, potrò saltare da altezze inverosimili o lanciarmi nel fuoco?
Sono immortale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Vivrò per sempre e mi sento un luogo comune.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Che farò, ha un senso per me il futuro? Impazzirò non riuscendo a dare valore al tempo? Patirò la pena di veder morire le persone che amo, compirò i crimini più efferati non temendo castighi o resistenze, potrò saltare da altezze inverosimili o lanciarmi nel fuoco?</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Sono immortale da sempre. E scanso con chiara difficoltà le banali conseguenze di questo status.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Cerco di non stare troppo a lungo nello stesso posto; quando mi sono trattenuto stabilendo relazioni tanto intime da<span> </span>consentire un sospetto è sempre finito tutto a puttane. Salvare una donna bellissima donandogli il cuore? Chi non lo farebbe? Io l&#8217;ho fatto, strappandomelo con le mani dal petto. Me n&#8217;è rispuntato un altro, ma intorno s&#8217;era sparso tanto sangue quanto veleno. Mi atterrisce il fragore degli occhi strabuzzanti. E il lamento di una folla che mi adora furiosa: mi adora, come magica riserva di pezzi da trapiantare.<br />
Il segreto consuma, ancor più se condiviso. Quando mi sono concesso una confidenza sigillata dal riserbo ho ottenuto servi fanatici o amici gelosi, il cui abbandono era fratello della dipendenza che maturavano, odio misto a necessità di esser privilegiati dalla mia vicinanza.</p>
<p>Così non ho una casa, nè una famiglia. Non so se posso aver figli immortali. Finora l&#8217;unico che ho avuto me l&#8217;hanno scagliato in un fossato, appena nato. È morto. La madre al risveglio mi ha chiesto perchè. E io non ho saputo risponderle. Non ho avuto altri figli. Nè prima nè dopo quella sciagura.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">L&#8217;immortalità mi permette di non mangiare per sopravvivere ma ho un gusto e sento la fame. Ho provato le droghe, tutte credo, ma alla distanza mi hanno annoiato. Non disdegno di bere però, mi piacciono le feste in compagnia allegra, corteggiare una donna senza troppe timidezze. Lavoro; so fare molte cose. Ho accumulato enormi ricchezze nei secoli, potrei anche non far nulla. Ma è l&#8217;ansia di ridurmi a un vizioso avizzito che mi porta nelle fabbriche, o nei campi, alla fatica. Il lavoro è custode del tempo, mi piace crederlo; così, almeno finchè ne ho voglia, mi spezzo la schiena.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Quante epoche ho visto passare? Non penso di poter ricordare tutto, cerco di selezionare le cose che mi interessano altrimenti l&#8217;eternità sarebbe insopportabile. Prendo note, ho tatuato sulla schiena le macchie lunari di Galileo; sul collo invece un bucaneve.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Ma poi sarà vero che non morirò mai? Mi chiedo anche se per equilibrare la mia presenza l&#8217;universo non preveda anche un uomo che non vivrà mai. Se lui venisse al mondo, forse, toccherebbe a me morire. Credo sia un&#8217;ipotesi che abbia poco senso. Sono l&#8217;Immortale: non posso smettere di esserlo. Posso smettere di pensare alle cazzate invece, questo sì. E cercare di dormire, almeno fino a domani, almeno stanotte.</p>
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		<title>Sofia disse &#8220;Addio&#8221;</title>
		<link>http://www.albardellosport.net/2008/06/30/sofia_disse_addio/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 08:59:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Barista</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Sofia guadava le stelle. Nella piccola finestra della sua cabina ritagliava angoli d&#8217;universo. La velocità del modulo era la variabile determinante di quel paesaggio. Quando il nero sbiadiva leggermente e le stelle diventavano linee sottili Sofia diceva &#8220;Addio&#8221;, e aspettava di rallentare.
Sofia sceglieva tra le stelle. Tra tutte quelle che poteva contare ne sceglieva due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Sofia guadava le stelle. Nella piccola finestra della sua cabina ritagliava angoli d&#8217;universo. La velocità del modulo era la variabile determinante di quel paesaggio. Quando il nero sbiadiva leggermente e le stelle diventavano linee sottili Sofia diceva &#8220;Addio&#8221;, e aspettava di rallentare.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Sofia sceglieva tra le stelle. Tra tutte quelle che poteva contare ne sceglieva due e provava a non perderle di vista fino al successivo sbalzo. Poi, le salutava, diceva &#8220;Addio&#8221;.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Sofia aveva appena finito la scuola. Non si era mai curata troppo del cielo. Scoprì che il cielo aveva dei progetti per lei appena compì la maggiore età. Il papà e la mamma non le porsero una torta gentile come era capitato ai suoi amici. E il sogno di un motorino, le ansie per la prima volta con qualcuno dei compagni di vacanze, il seno troppo piccolo, tutto si ritrovò compresso in un plico plastificato posto sul tavolo dinanzi a lei.<span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Non se la passavano bene, Sofia sapeva che quell&#8217;estate sarebbe stata l&#8217;ultima estate spensierata. Aveva in programma di cercare lavoro dopo qualche settimana di riposo, non le dispiaceva l&#8217;idea di contribuire alle spese. Ed essere almeno in parte indipendente. I suoi amici avrebbero probabilmente proseguito gli studi, ma Sofia non amava i libri, preferiva usare le mani, costruire le cose. Sin da piccola aveva seguito il padre al cantiere e guardava ammirata gli operai chini a sfidare la ferocia del sole.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Il viaggio di Sofia era privo di un prefissato percorso. L&#8217;Ente Spaziale aveva stabilito la necessità di realizzare una serie di test di movimento per i nuovi moduli esplorativi; inoltre era stata adottata una selezione casuale degli spostamenti, dopo aver sottoposto ai calcolatori un&#8217;enorme quantità di dati. Il progetto Random, era stato chiarito durante gli incontri preliminari, non sarebbe stato ripetuto. E il modulo non sarebbe mai rientrato.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Accompagnarono Sofia all&#8217;appuntamento. Come da ordini, Sofia aveva preparato uno scarno bagaglio: il modulo aveva in dotazione tutto quel che le sarebbe servito. Salì sull&#8217;automobile. L&#8217;autista era visibilmente eccessivo nella sua cortesia forse temendo qualche scenata. Le regalò una maglietta con il logo del Progetto Random. Rosa. Sofia la indossò, per non guardare fuori dal finestrino al momento della partenza; sempre più lontani, i suoi genitori sparirono.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span class="postbody">Sofia guardava uno spicchio di Terra. Il modulo aveva rallentato, appena dietro la Luna. Disse “Addio”, sperando di allontanarsi prima di vederla tutta. Rossa, la Terra; come un fiore vanesio, o il sangue. Bruciava sfidando il sole feroce.</span></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
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		<title>Oasi</title>
		<link>http://www.albardellosport.net/2008/06/23/oasi/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 09:15:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Barista</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Racconti da Bar]]></category>

		<category><![CDATA[Raalp]]></category>

		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[La sabbia non poteva che rispettare l&#8217;assenza di scosse. Placida e costante circondava l&#8217;Oasi Lunare.
La fila per gli approvvigionamenti era, come ogni lunedì, oggetto di discussioni accalorate. Non era semplice rispettare il proprio turno quando ogni pacco poteva essere l&#8217;ultimo.
Era abitudine del Palazzo Grande stabilire in maniera casuale le quantità di risorse da destinare al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La sabbia non poteva che rispettare l&#8217;assenza di scosse. Placida e costante circondava l&#8217;Oasi Lunare.<br />
La fila per gli approvvigionamenti era, come ogni lunedì, oggetto di discussioni accalorate. Non era semplice rispettare il proprio turno quando ogni pacco poteva essere l&#8217;ultimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Era abitudine del Palazzo Grande stabilire in maniera casuale le quantità di risorse da destinare al satellite; il Palazzo Piccolo d&#8217;altra parte, al di là di qualche schermaglia di facciata, approvò il provvedimento, destinato a condizionare decisamente la vita, e la morte, degli Emigrati dopo le sommosse del 2088.<br />
Erano passati dunque tre anni dall&#8217;illusorio movimento di Bastiano, capace di avvincere l&#8217;intera popolazione terrestre in uno spettacolo vibrante ben oltre qualsiasi simulazione di guerra. A posteriori il movimento di Bastiano risultò assai sopravvalutato e forse ingigantito ad hoc dagli sponsor dei flussi informativi; i più maligni ipotizzarono che fosse un bluff necessario ai Palazzi per approvare il provvedimento degli approviggionamenti casuali.<br />
Bastiano non era morto. Ma era il primo a ricevere il proprio pacco ogni lunedì, senza l&#8217;obbligo della fila. La sentenza era stata combinata senza troppo clamore: l&#8217;esecuzione delle condanne capitali aveva riguardato tutti i compagni di Bastiano, costretto ad assistere a ogni singola fatale  iniezione. Il leader poi era stato condannato al Privilegio nell&#8217;Oasi Lunare: un cubo locativo di prima classe, nessuna occupazione, ma la trasmissione pubblica sui flussi informativi di ogni momento della sua aurea condizione.<br />
Bastiano aveva provato a non lasciarsi contaminare dal tentativo dei Palazzi, ma dopo alcune settimane si potè applaudire con soddisfazione alla prima orgia lunare dell&#8217;ex capo rivoluzionario. Da quel primo evento scaturirono le successive trame sulla vita di Bastiano, ridotto a dover cedere a ogni tentazione dinanzi agli occhi di chi aveva in lui sperato, o di chi l&#8217;aveva temuto come oscura minaccia dell&#8217;equilibrio. Tutti guardavano la vita di Bastiano, il suo progressivo sfacimento morale; un decreto tempestivo attivò le scommesse sulle opzioni di degrado del Previlegiato, portando nelle casse governative guadagni ingenti e tra gli Emigranti qualche speranza di riscatto fortunoso.<br />
Dopo tre anni il jackpot accumulato era esorbitante, ma i sondaggi sui flussi informativi sembravano introdurre un&#8217;inversione di tendenza negli scommettitori: si insinuava lentamente una forma di compassione per Bastiano <em>il corrotto</em>, e l&#8217;intercettazione di alcune memorie clandestine lasciava presagire a una nuova organizzazione di protesta, che sfruttava le tentazioni di Bastiano come esempio delle vessazioni governative. Per questo fu stabilito che il programma avrebbe avuto conclusione con l&#8217; &#8220;Ultima tentazione di Bastiano&#8221;, una straordinaria diretta di 24 ore  il 21 Giugno 2091 a flussi unificati.<br />
Grasso e sporco, Bastiano sedeva su un trono dorato e guardava fiaccamente nel vuoto attendendo la proposta del governo. La comunicazione del Palazzo Grande giunse dopo un estenuante riassunto di quei tre anni, trascorsi tra depravazioni sessuali e abusi più o meno coatti ad opera dell&#8217;eroe decaduto.<br />
Agli Emigranti era stato concesso un giorno di riposo per assistere all&#8217;evento.<br />
La lettura della tentazione non scosse minimamente il paesaggio lunare. Con indifferenza la sabbia bianca accolse la cenere di Bastiano che aveva scelto di darsi fuoco.<br />
Il jackpot era stato vinto, ma l&#8217;identità del vincitore fu taciuta dai flussi informativi.</p>
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		<item>
		<title>Guardiano</title>
		<link>http://www.albardellosport.net/2008/06/18/guardiano/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 14:20:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Barista</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Racconti da Bar]]></category>

		<category><![CDATA[Raalp]]></category>

		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[ Abbiamo un accordo. O è solo una concessione. Se ne catturo qualcuno posso mangiarlo.
Mi collegano solo al mattino presto per essere sicuri, di cosa non saprei.
A sole alto sono libero di muovermi, devo muovermi e sono responsabile della zona 3-27.
Dalla Squadrettatura ho cambiato diverse destinazioni, curiosamente sempre secondo incroci di coordinate dispari. Non credo che questo abbia alcuna relazione col mio nome, nè con le mie funzioni. Essere un Guardiano responsabile in un certo senso è una fortuna. Se non avessi questa finalità sarei costretto a confrontarmi io stesso con i Guardiani per poter vivere. Sarei dall'altra parte, all'esterno, sarei un Incline. E io li vedo gli Inclini, vedo spesso  i loro visi scavati,  l'esile struttura dei loro nervi; per questo sono deboli e il mio lavoro non è poi così complicato. Quando mi capita un Incline in forze non è ugualmente un problema, anzi sono quelli i giorni, rari, in cui riesco a mettere da parte qualcosa. Un Incline in salute è sicuramente un degradato recente, il più delle volte si tratta della preda più sprovveduta, almeno per chi, come me, ha una certa esperienza da Guardiano. Sia chiaro, non sottovaluto mai una cattura. D'altra parte solo una volta, ricordo, ho lasciato fuggire un Incline.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Abbiamo un accordo. O è solo una concessione. Se ne catturo qualcuno posso mangiarlo.<br />
Mi collegano solo al mattino presto <em>per essere sicuri, </em>di cosa non saprei.<br />
A sole alto sono libero di muovermi, devo muovermi e sono responsabile della zona 3-27.<br />
Dalla Squadrettatura ho cambiato diverse destinazioni, curiosamente sempre secondo incroci di coordinate dispari. Non credo che questo abbia alcuna relazione col mio nome, nè con le mie funzioni. Essere un Guardiano responsabile in un certo senso è una fortuna. Se non avessi questa finalità sarei costretto a confrontarmi io stesso con i Guardiani per poter vivere. Sarei dall&#8217;altra parte, all&#8217;esterno, sarei un Incline. E io li vedo gli Inclini, vedo spesso<span> </span>i loro visi scavati,<span> </span>l&#8217;esile struttura dei loro nervi; per questo sono deboli e il mio lavoro non è poi così complicato. Quando mi capita un Incline in forze non è ugualmente un problema, anzi sono quelli i giorni, rari, in cui riesco a mettere da parte qualcosa. Un Incline in salute è sicuramente un degradato recente, il più delle volte si tratta della preda più sprovveduta, almeno per chi, come me, ha una certa esperienza da Guardiano. Sia chiaro, non sottovaluto mai una cattura. D&#8217;altra parte solo una volta, ricordo, ho lasciato fuggire un Incline.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Era inverno, e d&#8217;inverno sono un po&#8217; più<span> </span>impacciato. Dopo il collegamento di routine ho iniziato la consueta operazione di Scan e tirato avanti fino al pomeriggio. Avevo anche una certa fame, d&#8217;inverno gli Inclini tendono a morire all&#8217;esterno, ben prima di essere tentati di attaccare; e io posso trovarmi senza cibo per giorni. La sera mi riforniscono di liquidi altrimenti in tempo breve sarei ridotto a non potermi difendere. Ero al limite quando durante il sesto Scan ho intercettato un inserimento di primo livello, presi per tempo dunque. Non mi sono dato pena di correre, dal primo al terzo livello di penetrazione d&#8217;inverno trascorrono anche ore. Inolte l&#8217;attacco pareva esser particolarmente lento, e questo frenava il mio entusiasmo.<br />
Un Incline pelle ossa risolve ben poco. Ma arrivato sul posto segnalato dall&#8217;alert, mi sono imbattuto per la prima e unica volta in un Decline ancora non degradato proveniente dall&#8217;esterno. Le spiegazioni di questo fenomeno non sono fornite dalle Faq di sistema, le istruzioni generche in caso di non definizione del target sono quelle di eliminazione senza alimentazione, per evitare possibili infezioni ai guardiani. Il Decline non presentava alcun segno di Giudizio, la sua pelle totalmente bianca non mostrava alterazioni, nè labbra, occhi e capelli potevano lasciare intendere una degradazione parziale. Il Decline provava con le unghie e raschiare la parete della mia zona, laddove la trasparenza lasciava filtrare le riserve energetiche dell&#8217;interno. Molti Inclini cadono nell&#8217;abbaglio di cogliere nella trasparenza una possibile cedevolezza della struttura. Stesso ragionamento aveva ingannato il Decline, le cui mani erano oramai inscurite dal sangue rappreso, e ancor vivido sulle unghie. Quando mi scorse si sollevò di colpo provando ad assumere un certo contegno. Nella stessa situazione un Incline, anche recente, prova ad attaccarmi; avevo conferme alla mia prima impressione, era un&#8217;anomalia purtroppo. Il Decline non s&#8217;arrischiò a parlarmi, conosceva bene i miei limiti; non esitò invece a spogliarsi, mostrando un corpo perfetto di Riproduttore.<br />
I Declini Riproduttori sono bellissimi, abbaglianti di rotondità placide, incontestabile prova della Salute complessiva del Giudizio. Per un Guardiano può trascorrere l&#8217;intera esistenza senza vederne uno. E io dovevo eliminarlo. Rimasi paralizzato, immobile, non so per quanto. Fu il Decline allora ad agire; si avvicinò lentamente, senza alcun cenno di aggressività; quindi esercitò un contatto appena percepibile risalendo dal petto verso il collo. Stabilì una connessione. Collegato al Decline fui costretto a un&#8217;operazione forzata di Contraddizione, probabilmente per l&#8217;ansia persi conoscenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Al risveglio, dopo qualche minuto appena, non c&#8217;era traccia dell&#8217;anomalia, nè ovviamente la parete aveva ceduto. Ma le mie unghie presentavano lacerazioni e tagli. E la mia fame pareva indubbiamente sopita. Non avevo mangiato il Decline, non posso alimentarmi durante le operazioni di sorveglianza. Nè un Riproduttore può sopravvivere all&#8217;esterno. Relazionai l&#8217;accaduto con la consueta procedura e ripresi la mia attività di Guardiano, fortunatamente senza conseguenze. Mi cambiarono di zona però, fu la prima volta.<br />
E ogni qualvolta ricordo quell&#8217;episodio mi cambiano di zona. Temo dunque che questo sia il mio ultimo giorno di servizio qui, nella zona<span> </span>3-27. Dalla Squadrettatura  ho cambiato diverse destinazioni, curiosamente sempre secondo incroci di coordinate dispari. Non credo che questo abbia alcuna relazione col mio nome, nè con le mie funzioni. Essere un Guardiano responsabile in un certo senso è una fortuna. Se non avessi questa finalità sarei costretto a confrontarmi io stesso con i Guardiani per poter vivere. Sarei all&#8217;esterno, sarei un Incline.<span> </span></p>
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		<title>The sky remains the same as ever</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 15:18:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Barista</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arti &amp; Digitali]]></category>

		<category><![CDATA[Chiacchiere da Bar]]></category>

		<category><![CDATA[indie rock]]></category>

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		<description><![CDATA[Bene.. Il nuovo template l&#8217;ho messo su. C&#8217;è qualche cambiamento, non una grande discontinuità con il precedente.
Soprattutto c&#8217;è la volontà di tornare a scrivere presto e meglio degli ultimi mesi. Anche se la sostanza delle cose è che non sto per niente bene ancora, nonostante l&#8217;operazione e nonostante non morirò certi di emorroidi.
Volevo scrivere altro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bene.. Il nuovo template l&#8217;ho messo su. C&#8217;è qualche cambiamento, non una grande discontinuità con il precedente.<br />
Soprattutto c&#8217;è la volontà di tornare a scrivere presto e meglio degli ultimi mesi. Anche se la sostanza delle cose è che non sto per niente bene ancora, nonostante l&#8217;operazione e nonostante non morirò certi di emorroidi.</p>
<p>Volevo scrivere altro per cominciare, ma non ne ho lo stato d&#8217;animo, non ancora e mi irrita.</p>
<p>Per questo inserisco invece un video, il più pigro e stantìo arrivederci possibile.</p>
<p> </br>
<div class="vvqbox vvqyoutube" style="width:425px;height:355px;">
<p id="vvq4883d735cb80c"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=6RU_PHr0b2Q">http://www.youtube.com/watch?v=6RU_PHr0b2Q</a></p>
</div>
<p><a href="http://www.mono-jpn.com/">The sky remains the same as ever</a><a href="http://www.mono-jpn.com/">, Mono.</a></p>
<p>A.</p>
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		<title>Rimase ad ascoltare la pioggia</title>
		<link>http://www.albardellosport.net/2008/06/14/rimase-ad-ascoltare-la-pioggia/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 07:53:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Barista</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Racconti da Bar]]></category>

		<category><![CDATA[Raalp]]></category>

		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Rimase ad ascoltare la pioggia, sgradevole.
L&#8217;acqua improvvisamente oltre il bordo delle nuvole precipitava sui cadaveri e li legava alla terra nel fango; invadendo ogni cavità, bloccava la fuga degli spiriti.
La casa. Sventrata. Sotto un tavolo non azzardava un movimento da ore. Un cane. Una stufa. L&#8217;ombra inutile di un cesto di vimini. Non era stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Rimase ad ascoltare la pioggia, sgradevole.<br />
L&#8217;acqua improvvisamente oltre il bordo delle nuvole precipitava sui cadaveri e li legava alla terra nel fango; invadendo ogni cavità, bloccava la fuga degli spiriti.<br />
La casa. Sventrata. Sotto un tavolo non azzardava un movimento da ore. Un cane. Una stufa. L&#8217;ombra inutile di un cesto di vimini. Non era stato visto, o solo era stato confuso con le cose intorno adesso ugualmente irriconoscibili.<br />
La pioggia, ingannevole. Insozzava l&#8217;aria, manteneva basso il fetore di bruciato. Per un attimo si confuse e provò fame. Le ultime feste trascorse. E il rifiuto di recitare una poesia idiota, in ginocchio sulla sedia, no, non era mai stato un bambino idiota. Arrosto come arrosto. In ginocchio, sotto il tavolo. Un conato di vomito. Poi più niente, ingoiò ogni cosa.<br />
E rimase ad ascoltare la pioggia, spietata. Copriva i rumori, un coro di topi. Passi. No. Solo scrosci. Distingueva a stento le ragioni per cui rimaner vivo da quelle per cui tremare. Avevano sparato con un mitra, non c&#8217;era stato tempo di far nulla, neanche di cambiare faccia: il mitra si era agitato come un onda compressa in una bacinella. Le linee del fuoco precise su pezzi di corpi mai visti prima così bloccati, sospesi. Il nonno, leggero, si era sollevato incrociando la linea del fuoco. Appena sotto il petto. Un brivido, improvviso. Avrebbe voluto toccarsi. La fronte. Dove sentiva un preciso prurito. Avrebbe voluto controllare che fosse tutto in ordine, a posto, salvo. Non lo fece.<br />
Rimase ad ascoltare la pioggia, immobile.</div>
<p>A.</p>
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		<title>La seconda volta, la terza, la quarta&#8230;</title>
		<link>http://www.albardellosport.net/2008/06/08/la-seconda-volta-la-terza-la-quarta/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 20:58:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Barista</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Chiacchiere da Bar]]></category>

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		<description><![CDATA[Per la seconda volta io e Laura rinunciamo a comprar casa. Va bene, non mi abbatto, verr&#224; il momento giusto anche per questo passo. Intanto mi auguro questa settimana sia meno segnata dai postumi dell&#39;operazione, perch&#232; la precedente, pur positiva, un po&#39; mi ha visto soffrire specialmente nelle ore trascorse seduto al pc in ufficio. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">Per la seconda volta io e Laura rinunciamo a comprar<strong> casa</strong>. Va bene, non mi abbatto, verr&agrave; il momento giusto anche per questo passo.<br /> Intanto mi auguro questa settimana sia meno segnata dai postumi dell&#39;operazione, perch&egrave; la precedente, pur positiva, un po&#39; mi ha visto soffrire specialmente nelle ore trascorse <strong>seduto al pc</strong> in ufficio. Anche per questo scrivo poco qui al bar. Intanto per&ograve; ragiono sulle cose da fare, da scrivere, a venire.</p>
<p> Penso che potr&ograve; dedicarmi a dei <strong>racconti</strong>, un paio gi&agrave; pubblicati qui, vorrei continuare su quella linea&nbsp; (anche in accordo a <a href="http://www.lupocattivo.net">Lupocattivo.net</a>)&nbsp; che mi procura molta soddisfazione. Comunque ho gi&agrave; buttato gi&ugrave; qualche appunto per il <strong>prossimo romanzo</strong>. Come confidavo nel precedente sfogo, <a href="http://www.albardellosport.net/2008/04/15/ebook-western/">Western</a> invece: probabilmente lo sottoporr&ograve; a qualche lettura di settore ma poi mi fermer&ograve; senza alcun rimpianto. Troppo imperfetto ancora per procurarmi l&#39;esigenza di spingerlo oltre, troppo per procurarmi l&#39;ansia di vederlo apprezzato, pur nella convinzione sia un buon lavoro e un ulteriore passo avanti nel mio percorso.</div>
<div align="justify"> Sono passato a <strong>Linux</strong>, ora solo<strong> Ubuntu</strong> a casa e funziona tutto alla grande!!!</div>
<p align="justify"> Oggi un giapponese ha ucciso sette persone nel quartiere elettronico di <strong>Tokyo</strong>. Forse ne racconter&ograve; nei prossimi giorni.<br /> Intanto si parla di intercettazioni e di povera gente che non arriva a fine mese. Bah. Sempre le solite <strong>chiacchiere</strong>.<br /> Un applauso ad <strong>AnnoZero </strong>di Santoro che ha chiuso con due ottimi approfondimenti su <strong>Andreotti e la Camorra</strong>. </p>
<p>Ci siamo abituati a un registro privato qui al bar. Ancora per un po&#39;, almeno.</p>
<p>Saluti a tutti.</p>
<p>A.</p>
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		<item>
		<title>Art school Confidential (e la mia noia)</title>
		<link>http://www.albardellosport.net/2008/05/29/art-school-confidential-e-la-mia-noia/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 May 2008 15:15:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Barista</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arti &amp; Digitali]]></category>

		<category><![CDATA[Chiacchiere da Bar]]></category>

		<category><![CDATA[ebook]]></category>

		<category><![CDATA[noia]]></category>

		<category><![CDATA[scrivere]]></category>

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		<description><![CDATA[Domani finisco le due settimane di convalescenza, non sono guarito completamente ma sicuramente negli ultimi giorni vedo dei netti miglioramenti.
Questi giorni lontano dal lavoro, lontano da tutti, non ho potuto neanche scrivere. Non posso star seduto a lungo ancora, scrivo da steso e fa male alla schiena.&#160; Ma penso oramai il peggio sia alle spalle.
Ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Domani finisco le due settimane di convalescenza, non sono guarito completamente ma sicuramente negli ultimi giorni vedo dei netti miglioramenti.</p>
<p align="justify">Questi giorni lontano dal lavoro, lontano da tutti, non ho potuto neanche scrivere. Non posso star seduto a lungo ancora, scrivo da steso e fa male alla schiena.&nbsp; Ma penso oramai il peggio sia alle spalle.</p>
<p align="justify">Ho trascorso queste giornate nella noia, riposando, leggendo pochissimo e male, guardando molti film, brutti per lo pi&ugrave;, un po&#39; di serie tv e pochi anime. Ma sono passate. Una parentesi vuota, tranne che per il resto del mondo.</p>
<p align="justify">Quello che pi&ugrave; mi dispiace costatare &egrave; che ho abbandonato a se stesso il blog, forse non potendo fare diversamente. Ma ancor pi&ugrave; che io mi stia trascinando l&#39;incompiutezza del nuovo <a href="http://www.albardellosport.net/2008/04/15/ebook-western/">ebook</a> pesantemente, senza fare alcun tentativo di promozione, proposta. Forse perch&egrave;, pi&ugrave; immediatamente che in altro passato, mi sono ritrovato da solo con le sue pagine a verificarne l&#39;inutile inconsistenza.</p>
<p align="justify">So scrivere, che cazzata. Ho trovato il lavoro giusto per me, inizio a pensare. La mia creativit&agrave; &egrave; pigra, passiva e forse disonesta. Per questo lavorare nella comunicazione in fin dei conti mi si addice pi&ugrave; di quanto credessi. Lascio scorrere le cose, incido il minimo di quel che posso, non credo in nulla. Sono cos&igrave;? Parole oziose anche queste, mi piacerebbe ridurmi a questo, ma non sono solo cos&igrave;.</p>
<p align="justify">Mi rimane il sollievo di avere avuto vicino anche in questi giorni persone molto care, che si interessano a me, la famiglia, mia moglie, i miei amici. E la Roma, certo, fa sentire vivo come una finestra sulla strada.</p>
<p align="justify">La noia, l&#39;impossibilit&agrave; o la non volont&agrave; di fare e di esserci. Cosa bisogna essere per fare, cosa bisogna fare per esserci. La noia o la nausea di non essere potenti, ma solo tiepido atto, almeno in parte, almeno per quella parte vanesia che si ostina al riflesso.</p>
<p align="justify">Cerco di immaginare come superare l&#39;empasse. Potrei stampare pi&ugrave; copie, forse le venderei senza difficolt&agrave; a chi mi stima e gliene sarei assolutamente grato. O forse, credo maggiormente, sono tentato maggiormente di credere, dovrei iniziare nuovamente a scrivere sperando di amare fino in fondo il mio tentativo.</p>
<p align="justify">Bugiardo, disprezzo la composizione popolare e vorrei essere il pi&ugrave; banale dei cantori. Ma non sono n&egrave; appassito n&egrave; morto, prover&ograve; a ripartire quando sar&ograve; guarito a pieno, tra pochi giorni, per una nuova risoluzione. Anche qui, per questo blog.&nbsp;</p>
<p align="justify"><em>Dopo aver visto <strong><a href="http://www.filmfilm.it/film.asp?idfilm=27516">Art School Confidential</a> di T. Zwigoff</strong>. Poco di che, non niente di che. Zwigoff gi&agrave; autore del buonissimo <a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=34073"><strong>Ghost world</strong></a> -da cui l&#39;header - prosegue nel suo cinema sospeso tra finzione e metafinzione. ASC &egrave; un film sceglie tuttavia di mediare maggiormente il suo iperrealismo e la riflessione nichilista sui paradigmi estetico-mercantili graffia con unghie troppo generose. Una visione comunque che pu&ograve; senza dubbio aver il merito di sollevare alcune questioni relativamente all&#39;analisi pi&ugrave; concreta del peso artistico di un&#39;opera, quale che sia: la sua propriet&agrave;, l&#39;investimento tecnico, il wit del genio. Ma soprattutto il tempo. &quot;Quanto tempo ci hai messo per fare questo?&quot;. 25 anni, poche ore, o un&#39;infinitezza schiacciante. </em></p>
<p>A.&nbsp;</p>
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