Al bar dello sport 4.0

CSI: Grave Danger

by Elly on Gen.02, 2007, under Chiacchiere da Bar

di Quentin Tarantino

Una gran figata

Quello tra Quentin Tarantino e la serie “CSI” è uno di quei classici incontri che possono generare mine vaganti, in grado di salvare o distruggere il mondo a seconda di come vengono gestite.

Da un lato abbiamo una serie divenuta di culto, al punto da generare un vero e proprio “effetto CSI” nei tribunali statunitensi (giurie che condannano e assolvono sulla base di una presunta infallibilità della scienza forense); dall’altra, un regista che ha fatto del proprio nome un genere cinematografico a sé stante. Cosa poteva venire fuori?

Parlo da fan di entrambi gli imputati: questi due episodi della serie di Zuiker sono una gioia, una goduria per occhi e orecchie. E non perchè “Grave Danger” sia un doppio episodio del tipo “CSI secondo Tarantino”, ma perché il grande regista - dico grande e lo confermo - dimostra di saper suonare le sue note anche attraverso una partitura altrui, senza per questo snaturarla. La mano di Tarantino è presente ma non visibile, il suo stile emerge in modo sobrio da pochi dettagli; la storia da lui scritta rispetta in tutto e per tutto le atmosfere e i personaggi di CSI, aggiungendo però quel tocco saporito che solo Tarantino poteva dare.

Per il resto, il regista è perfettamente misurato e limita i suoi “sfoghi stilistici” a un paio di scene tipicamente tarantiniane (come l’autopsia di Nick, che mi ha strappato più di una sincera risata).

“Grave Danger”, insomma, è un graditissimo regalo per gli appassionati, una gran figata che spero in futuro verrà in qualche modo bissata.

La citazione:

“Poncho, fidati di me!”

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