Al bar dello sport 4.0

La ricerca della felicità

by Il Barista on Apr.17, 2007, under Chiacchiere da Bar

Veniamo ora a una stroncatura: la sceneggiatura di La ricerca della felicità dell’esportato/importato Muccino. Premesso che Willy Smith potrebbe interpretare la pubblicità del Dash sbiancante portandola all’Oscar, la valutazione della pellicola è assolutamente dolorosa. Riferendosi da spergiuro ai capolavori del neorealismo, Muccino ne dà una lettura direi ancestrale: il problema dei poveri è lo sculo, o la sfiga, o la sfortuna o il malocchio o quel che vi pare che abbia attinenze col caso e la difficoltà di fare un tredici a totocalcio. La sequenza di Banfi che trionfa per la strepitosa variante anomala (cito dal film nostro omonimo “Di che sesso sono le tartarughe? Non c’hanno sesso, sono ricchione!”) fa il pari con le sfinenti corse del prode Willy derubato di un orpello laser per fare radiografie precise che più precise non si può. E porca puttena. Ho pensato per tutto il tempo che ci saremmo riconciliati alla fine e così è stato. Il buon Cristopher aspira in fin dei contia diventare un broker, un intermediario finanziario, altro che ladri di biciclette. Ho pensato a quanti benestanti troveranno sollievo: i puri di cuore ora sanno che in fin dei conti i poveracci se volessero, se lo volessero davvero, avrebbero spazio e modo per diventare figoni d’alto borgo; i più maliziosi si accontenteranno di costatare che ce la fa uno su un milione. Ops, chiedo scusa. Un miliardo anzi di più.

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