Fast&furious
by Il Barista on Dic.10, 2006, under Chiacchiere da Bar
The fast and the furious di Rob Cohen
Quando Vin Diesel la butta sulla filosofia
Un poliziotto che sembra uscito da una copertina di Men’s Health (Paul Walker) si infiltra in una banda di pirati delle corse clandestine, capeggiata da un placido armadio a sei ante con il nome di Dominic Toretto e le fattezze di Vin Diesel. Intenzionato a scoprire se Toretto è implicato in una serie di improbabili furti ai danni dei camion su autostrada, lo sbirro finisce per – ma va! – diventarne il migliore amico.
Sì, ok, “Fast&Furious” rientra nella categoria “stramegacazzate senza ritegno”. E’ un trionfo di machismo, evoluzioni su quattro ruote IMPOSSIBILI, luoghi comuni sciorinati senza un briciolo di dignità, gente che sopravvive a scontri frontali senza neanche mezzo “colpo di frusta”, donne ritratte alla stregua di troie da due soldi, rapporti umani che seguono squallide logiche da branco di oranghi e così via. PERO’ sarebbe un delitto non dire che questa “stramegacazzata senza ritegno” ha tutte le carte in regola per esaltare chi, avvezzo a certo tipo di cinema d’azione – e quindi abituato a ben altra pochezza – troverà – in quelle stesse scene che irriteranno gli altri spettatori – delle piccole perle cult, sequenze da rivedere all’infinito armati di telecomando, tasto rewind e tanto malsano entusiasmo.
Se c’è una cosa che va poi riconosciuta a “Fast&Furious”, è la consapevolezza di essere una stronzata e la determinazione a proseguire su questa strada, non importa quanto umiliante essa sia, fino a condurre il gioco al gran finale “fracassone ma non troppo” che in questo film ci sta come il cacio sui maccheroni. Una stramegacazzata con stile, insomma; e se in cambio di una certa sospensione del giudizio (e di qualche altra funzione intellettiva, per essere onesti) si ottengono di ritorno scene come Vin Diesel che filosofeggia
mediante argute metafore automobilistiche (“…IO VIVO LA MIA VITA UN QUARTO DI MIGLIO AL SECONDO…”) o fa le impennate con una gigantesca jeep cabrio (un po’ come a suo tempo Adriano Celentano in “Segni particolari: bellissimo”)… beh, sfido chiunque a dirmi che non ne vale la pena.
La citazione:
“Mi devi ancora una macchina da dieci secondi!”
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