Al bar dello sport 4.0

Le bizzarre avventure di Jojo

by Elly on Mag.18, 2007, under Chiacchiere da Bar

Jojo no kimyona boken di Hirohiko Araki

La saga generazionale più avvincente del mondo

Hiroiko Araki è riuscito in un’impresa tutt’altro che facile: disegnare una saga che coinvolge numerose generazioni di protagonisti (sei più uno) facendosi seguire con interesse fino alla fine e tirando fuori sempre, bene o male, trovate interessanti. Il tutto è mantenuto su un registro poco impegnato e molto estroso, a partire dal curioso character design e dalle pose assurde in cui ritrae i suoi eroi.

L’avventura parte dalla fine del 1800 (col capostipite Jonathan Joestar), attraversa il Novecento e termina con l’ultima discendente, Jolyne, nell’anno 2010; la settima serie, ancora incompiuta, è in realtà una sorta di spin-off (intitolato “Steel Ball Run”) fuori continuity (ma se avete letto la fine della saga di Jolyne saprete anche perché…)

Araki è un grande, davvero: sono sinceramente curiosa di sapere come si faccia a portare avanti una storia per più di cento volumetti (sono tanti, eh!), inventando assurdità come quelle che inventa lui, senza mai stancarsi e soprattutto senza perdere la verve. Cioé: è vero che le prime serie erano più belle, e che dalla quinta in poi il ritmo cala un po’; però, dando uno sguardo all’opera nel suo complesso, è chiaro che “Jojo” resterà a buon merito un fumetto di culto. Questo anche grazie a contesti e sottotesti di derivazione nerdica da un lato (basta vedere le maniacali citazioni musicali), i quali, dall’altro, vanno ad accrescere il bagaglio di nozioni dell’appassionato (e, credetemi, con “Jojo” ce n’è a sufficienza per scrivere la sceneggiatura di “Clerks” 3, 4, 5 e 6).

Oltre alla grande fantasia che ne caratterizza l’autore, tra l’altro prolifico su vari fronti (a questa saga ha infatti dedicato romanzi e racconti), “Le bizzarre avventure di Jojo” ha quel gusto di feuilleton d’altri tempi davvero irresistibile, che incolla ai tankobon e non lascia la presa finché l’ultimo volumetto non è stato divorato.

La citazione:

“HORA! HORA!! HORA!!!”

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