mar 30

parole di Alessandro S., mio fratello

Che cos’è l’uomo senza uno scopo da raggiungere?

Nulla, un essere equiparabile ad un qualsiasi altro animale. Per questo fin daquando siamo piccoli i nostri genitori cercano di insegnarci lo scopo, il senso della vita come direbbe Bonolis, in maniera giusta o sbagliata che sia, impregnandoci col senso del dovere verso lo studio  verso il sacramento della Domenica, Santa Domenica con la Messa e poi il pranzo con i parenti ecc.. Scatta spontanea la domanda: perchè tutto questo?

Il perchè è molto semplice con l’avanzamento dell’età ci si pongono sempre scelte che andranno a condizionare la nostra vita in modo significativo. I nostri carissimi genitori in quel modo sperano che raccogliendo quei bei valori dentro di noi si prenda la giusta decisione:

-agli 11 anni la scuola media (la migliore da frequentare) questa scelta con l’aiuto dei propri genitori nella maggior parte dei casi;

-ai 14 l’indirizzo della scuola superiore col quale già t’incammini nel mondo del lavoro o nell’università in caso si scelgano i licei;

-ai 18 la scelta credo la più difficile: continuare a studiare o cercarsi un lavoro???? E non è finita qui.. Quale università?? O quale lavoro??

Bisogna tenere conto di tante cose per fare una scelta del genere a 18 anni un’età che comunque nella nostra giurisdizione implica l’essere maggiorenne e quindi il dover rispondere in prima persona delle proprie azioni buone o cattive che siano. Lo scopo della propria vita dev’essere GIA’ ben chiaro a 18 anni.

Ponendo come età media di un individuo 75 anni che cos’è il diciottesimo anno di vita per un individuo? L’uomo arrivato al 13,5% della propria vita è portato a decidere cosa farsene: se buttarla via o valorizzarla.

La vita è un eterno cammino con continue presentazioni di bivii a cui l’uomo potrebbe presentarsi preparato o no, ma dai quali non può sfuggire

DEVE prendere una decisione.

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