parole di Alessandro S., mio fratello
Che cos’è l’uomo senza uno scopo da raggiungere?
Nulla, un essere equiparabile ad un qualsiasi altro animale. Per questo fin daquando siamo piccoli i nostri genitori cercano di insegnarci lo scopo, il senso della vita come direbbe Bonolis, in maniera giusta o sbagliata che sia, impregnandoci col senso del dovere verso lo studio verso il sacramento della Domenica, Santa Domenica con la Messa e poi il pranzo con i parenti ecc.. Scatta spontanea la domanda: perchè tutto questo?
Il perchè è molto semplice con l’avanzamento dell’età ci si pongono sempre scelte che andranno a condizionare la nostra vita in modo significativo. I nostri carissimi genitori in quel modo sperano che raccogliendo quei bei valori dentro di noi si prenda la giusta decisione:
-agli 11 anni la scuola media (la migliore da frequentare) questa scelta con l’aiuto dei propri genitori nella maggior parte dei casi;
-ai 14 l’indirizzo della scuola superiore col quale già t’incammini nel mondo del lavoro o nell’università in caso si scelgano i licei;
-ai 18 la scelta credo la più difficile: continuare a studiare o cercarsi un lavoro???? E non è finita qui.. Quale università?? O quale lavoro??
Bisogna tenere conto di tante cose per fare una scelta del genere a 18 anni un’età che comunque nella nostra giurisdizione implica l’essere maggiorenne e quindi il dover rispondere in prima persona delle proprie azioni buone o cattive che siano. Lo scopo della propria vita dev’essere GIA’ ben chiaro a 18 anni.
Ponendo come età media di un individuo 75 anni che cos’è il diciottesimo anno di vita per un individuo? L’uomo arrivato al 13,5% della propria vita è portato a decidere cosa farsene: se buttarla via o valorizzarla.
La vita è un eterno cammino con continue presentazioni di bivii a cui l’uomo potrebbe presentarsi preparato o no, ma dai quali non può sfuggire
DEVE prendere una decisione.
