Bye 2009 #1: Tv-series drama Bye 2009 #2: tv-series teen drama
gen 10

timthumb.phpIndubbiamente con un certo trasporto, ho scritto la recensione di The Big Bang Theory, come al solito ormai, per TvZapper.
Una sit-com che consiglio di seguire in versione originale: evitate il doppiaggio italiano, imbarazzante e avvilente.
Un estratto dalla recensione, che qui si può leggere interamente:

Faccio un passo indietro doveroso: ritengo la commedia un genere assai spinoso. Va da sè che far ridere è cosa assai complessa. Ma il termine comedy, o commedia quindi, ha radici antiche e mi piace considerare la più grande Commedia mai scritta come un interessante riferimento. Dante spiegò di aver scelto il suo titolo per due precise ragioni: la Commedia narra di una vicenda prima difficoltosa, poi volta a lieto fine; e inoltre consente un linguaggio medio, comprensibile, dal punto di vista stilistico anche nella trattazione di temi alti. The Big Bang Theory parte da un presupposto… assolutamente coerente con la logica dantesca.
La comparsa di Penny nelle vite di Leonard, Sheldon, Rajesh e Wollowitz produce l’umoristica contrapposizione di due modelli speculari, in modo sottilmente doloroso: quattro geni, quattro studiosi con un buon stipendio e buone prospettive di incidere nella Storia, confinati però da un senso di inadeguatezza sociale; una ragazza bella e attraente, immediatamente desiderabile, incapace di realizzare l’ambizione di essere un’attrice e per questo costretta a fare la cameriera in un fast food.
Eppure lo straniamento che crea il vederli accanto, intrecciare un’amicizia o qualcosa in più, produce da subito l’effetto catartico del sorriso. E se ci si può aspettare che tutti da questa vicinanza guadagnino qualcosa di buono, ciò nonostante rimane il timore/desiderio di una pia disillusione; perché il connubio non diventi farsa e il sorriso non affoghi nella noia. In quest’equilibrio virtuoso The Big Bang Theory è una commedia, scritta “divinamente”.

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