Quinn Walker, Smile for me News + Weekend movies
mar 05
Immagine anteprima YouTube

Questa è l’apertura della seconda serie di Skins, di cui si è già accennato qui, alla conclusione della prima serie.

Ho finito di vedere ieri questa stagione, mentre già una terza edizione è trasmessa da E4 (sottotitoli come sempre su Italian sub Addicted).
E non posso che commentarla positivamente. Sono sempre più convinto che queste produzioni abbiano tantissimo da dire, specialmente quando non indulgono eccessivamente leziose e ruffiane negli anfratti dell’immoralità, tendenza a mio parere rilevabile, rispettabile, quanto poco interessante.

Skins racconta in due serie le vicende di un gruppo di adolescenti nella fase di transizione verso il mondo adulto. Forse niente di originale in questo primo approccio eppure qualcosa c’è. Si inserisce nella tradizione del romanzo di formazione corrompendone alcune premesse sostanziali: le scelte dei protagonisti non saranno scelte di convergenza, bensì stabiliranno sempre più diffusamente precise distanze dal tessuto sociale d’appartenenza. Una sorta di diaspora giovanile, pulsante di irrequietezza ed energia.
Certo, non mancano i topoi del genere. Ma la visione procede arricchita da ironia inglese, visionarietà mai banale, e soprattutto un interpretazione attoriale collettiva di spessore magistrale.
Ultima cosa: una colonna sonora perfetta, trasversale e matura; una sorta di testo nel testo da approfondire per scovare stimoli e suggestioni.

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