L’Ultima Guerra ha causato cambiamenti rilevanti nella composizione dell’atmosfera. Le temperature in altitudine sono durante l’Inverno talmente rigide da causare la glaciazione delle nuvole. L’aria, densa, all’esterno della cupola cittadina, ne regge il peso fino al primo sole del terzo mese, quando inizia la stagione dei Frammenti.
Sono un cuoco, sarebbe più corretto dire, sono rimasto un cuoco. Il Sistema ha permesso che i ristoranti continuino a funzionare nonostante il cibo non serva più a niente. Amo la mia professione, cucino con attenzione e studio continuamente. Durante l’Apprendimento ci sono state fornite alcune sceneggiature di base, poi sta alla fantasia del cuoco riuscire a non procurare noia nel pubblico. Non nascondo, non potrei, di essere bravo.
Da circa un anno il mio locale richiede prenotazioni inimmaginabili per gli altri gestori: ovviamente le rappresentazioni sono replicate più volte periodicamente, ma inserisco ogni volta un ingrediente diverso, al fine di garantire l’unicità dell’evento. Killer e Night, i protagonisti delle mie storie, sono oramai entrati nell’immaginario dei clienti: distrattamente si alimentano ai rami d’acciaio mentre va in scena il dramma. Sono rami di qualità eccelsa, non basterebbe altrimenti il mio lavoro a motivare i prezzi dell’esercizio; mangiare da me non costa poco, il Sistema ha fissato volutamente tariffe ambiziose, per selezionare una clientela d’eccellenza.
Anche oggi torno a casa, anche oggi è andata bene. Abito in estrema periferia; nonostante il mio nome sia noto, non guadagno abbastanza per abbandonare il Cordone esterno.
Vivo da solo. Non mi sono risposato dopo l’Ultima Guerra. Dovetti partire lasciando mia moglie come molti. Eravamo sposi da pochi giorni quando la convocazione mi giunse, e a nulla valse la ricerca di qualche amicizia influente per ottenere l’esenzione: tanti gli amici che avevano brindato ai tavoli delle nostre nozze, tanti i nodi sciolti dalla paura. Ci salutammo. “Ti aspetto”, “Ti amo”. Il conflitto si annunciava rapido. Era il nostro giovane auspicio.
Quelli che, come me, non avevano preparazione bellica, ignoravano come poter essere utili. Scoprimmo di non essere stati chiamati per essere utili: quando l’Ultima Guerra era già conclusa.
Ci tennero per alcuni mesi all’interno di un Centro di Addestramento, fu lì che cambiò radicalmente il mio mestiere: ero un cuoco, sono rimasto un cuoco, però.
Ci fornirono sceneggiature di base, la preparazione teorica sopravanzava quella tecnica: i rami di acciaio sarebbero stati affidati a precisi manutentori, non spettava a noi occuparcene.
Imparai a raccontare molto tempo dopo, facendo esperienza, ma non nego che quel corso servì ad acquisire strumenti di indubbia efficacia di cui ancora adesso mi avvalgo.
Tornammo dalla Guerra, dunque senza aver sparato un colpo. Al congedo l’ordine di trasferimento al Cordone Esterno, presso il declivio della cupola neonata sulla città. Cercavo le parole giuste per dirglielo, ancora sulla porta ma trovai la mia casa vuota.
Una targa al merito campeggiava all’ingresso, ostentando l’incisione ricurva di un graffio ferino. Il nome di mia moglie, l’invito alla memoria per chi aveva contribuito decisamente alla battaglia, offrendo la vita, per la vittoria. Il Sistema era sorto dalle macerie invisibili di una città perfetta. Nessuno sa come si sia conclusa l’UItima Guerra, nessuno degli arruolati ritrovò i propri cari.
Al primo sole del terzo mese inizia la stagione dei Frammenti. E dal mio appartamento ho la fortuna di poter vedere il cielo cadere a pezzi, senza fare rumore.
set 16