Sai, Nana… La stagione dei Frammenti
set 10

I numeri sono neutri. Dio è la ragione della neutralità dei numeri.
Così riportavano i testi.
La posizione dei numeri nel procedere positivo non influenzava il valore degli stessi. Ogni numero valeva quanto il precedente e il successivo.
Lo zero non esiste. Dio è la ragione dell’inesistenza dello zero.

Sono un Contatore. Il mio compito è precisamente contare. Il mio primo numero è stato il 5377, categoria RZKU; usiamo le categorie per evitare cifre troppo voluminose. Ogni categoria contiene 9999 unità.
La posizione dei soggetti è il risultato della funzione  y=x+1 in cui x è il soggetto precedente, è assolutamente casuale.

Conto ogni giorno, visito gli appartamenti dove è prevista una nascita o un decesso.
Il numero è proprietà del Sistema ma viene assegnato temporaneamente ai soggetti.

Sono un Contatore, effettivamente funzioni più complesse non sarei stato in grado di svolgerle. La neutralità dei numeri è garanzia della mia assenza di responsabilità nell’attribuzione degli stessi. Nonostante questo non sono ben visto dai soggetti. Questo perché dal numero che attribuisco loro dipende la durata stessa della loro esistenza.
Non c’è una relazione diretta, ripeto, tra la natura del numero e la durata dell’esistenza. I numeri sono neutri e Dio è la ragione della loro neutralità.

Non posso fornire ulteriori informazioni sui criteri di elaborazione del tempo destinato: se avessi potuto comprendere quella funzione non sarei stato un Contatore. Ma sin dal principio ho svolto con proprietà formale ineccepibile il compito assegnatomi dal Sistema.
Non ho risposte più complesse di queste, non ho informazioni diverse da queste.

Il mio essere Contatore non può dunque essere messo in relazione al ritiro dei soggetti. Mi spiace che questa relazione sembri ineludibile, vi prego di rivedere le accuse nei miei confronti.Potreste certamente non credermi, non mi credete. Eppure non posso che fornirvi il semplice dato delle mie operazioni di routine, precise operazioni di conteggio.

Il mio addestramento è stato breve, com’è facile immaginare. Ho svolto la formazione presso le Centrali d’Attitudine, poi i primi test negli ambienti statici: sale d’attesa, stazioni, teatri, stadi. Il conteggio in quel caso non prevede l’attribuzione di un numero, in quanto i soggetti hanno già un numero assegnatogli da un Contatore. Tuttavia ci chiedono di produrre un conteggio dei soggetti raccolti, la cui verifica è garanzia di adeguatezza all’osservazione e alla produzione di dati in situazioni di complessità crescente.

Questo interrogatorio, capirete, ha un costume grottesco. Non essendovi relazione tra il mio operato e i motivi della vostra supposta rimostranza, che semplicemente codifico come terrorismo. Eppure non sono spaventato. La dicitura terrorismo è fondamentalmente un cenno di folklore concesso ai narratori del Sistema. No, non ho paura di morire. Sono un Contatore, non ho una simulazione d’esistenza, non posso morire, solo esserci.

Non vorrei subire danni, è chiaro. Provo soddisfazione nell’ineccepibile svolgimento del mio compito. Contare vuol dire essere strumento di una delle leggi del Sistema più limpide. I numeri sono neutri. I soggetti non sono rappresentazione dei numeri e questo è un ulteriore motivo di curiosità nella mia attività. Immagino i soggetti come escrescenze dalla superficie. La natura di un soggetto maschio o femmina, la sua conformazione fisica, i particolari riconoscibili nell’unicità della simulazione, non sono rappresentazione dei numeri. Ma per me è motivo di interesse verificare analogie tra i numero e il soggetto, specialmente al momento in cui nel mio database risulta prossima l’azione di nascita o decesso, come dite voi soggetti, consegna e ritiro com’è poi nella realtà dei fatti.

Non posso provare pietà o piacere nel costatare il ritiro o la consegna del soggetto, questo è un problema che un Contatore non deve porsi. Voglio chiarire ulteriormente il concetto, se m’è consentito: per evitare insorgano ambiguità in proposito alla natura emozionale di un Contatore. La verifica di un ritiro o di una consegna è per me un’operazione successiva all’attribuzione dell’evento nella simulazione d’esistenza. Il Contatore conosce e ratifica l’evento quando è già compiuto.

Sembra che io debba considerar vana la richiesta di evitarmi danni. Dolore, sì, provo dolore se mi colpisci. Irreversibile, il dolore. Eppure, se solo poteste cogliere la limpida natura del mio compito vi sarebbe meno arduo accettare la mia natura. Certo, conto, e ho contato anche durante le Procedure collettive di controllo. So che questo per voi soggetti è un argomento delicato. Tuttavia, ciclicamente il Sistema postula la necessità di un adeguamento delle risorse al computo generale delle simulazioni. No, non è uno sterminio casuale, bensì una precisa operazione di regolamentazione. La Procedure collettive di controllo non richiedono particolari variazioni nelle operazioni: semplicemente il ritiro in quel caso è svolto per intervalli numerici, e non nascondo che per un Contatore questa è una discreta semplificazione.

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