mag 07
Dedicata agli amici con cui lavoro.
C’è rabbia al confine di questo quartiere, se esci di casa la puoi respirare; dicono tutti che non c’è ma io che l’ho visto so dov’è. Nato ai bordi di periferia dove i tram non vanno avanti più, c’era un ragazzo che come me, metteva l’amore sopra ogni cosa.
Così piccola e fragile, una rosa blu, la luna bussò alle porte del buio; là dove c’era l’erba ora c’è una città. E tu, fatta di sguardi tu, non amarmi per il gusto di qualcosa di diverso. La verità ti fa male lo sai, la verità mi fa male lo so.
“C’è da spostare una macchina!”. Ho combattuto il silenzio parlandogli addosso. Dove vai quando poi resti sola? Sai dov’è l’isola di Whigt? Non restare chiuso qui, pensiero.
Sincerità: questo è il nome che vorrei io da te.
La solitudine tra noi, avvinta come l’edera. Gloria, manchi tu nell’aria.
Dietro la collina ci sta la notte crucca e assassina: il mare impetuoso al tramonto salì sulla luna.
Stringimi forte che nessuna notte è infinita, parlami d’amore, Mariù.
Tutto il resto è noia.
Così piccola e fragile, una rosa blu, la luna bussò alle porte del buio; là dove c’era l’erba ora c’è una città. E tu, fatta di sguardi tu, non amarmi per il gusto di qualcosa di diverso. La verità ti fa male lo sai, la verità mi fa male lo so.
“C’è da spostare una macchina!”. Ho combattuto il silenzio parlandogli addosso. Dove vai quando poi resti sola? Sai dov’è l’isola di Whigt? Non restare chiuso qui, pensiero.
Sincerità: questo è il nome che vorrei io da te.
La solitudine tra noi, avvinta come l’edera. Gloria, manchi tu nell’aria.
Dietro la collina ci sta la notte crucca e assassina: il mare impetuoso al tramonto salì sulla luna.
Stringimi forte che nessuna notte è infinita, parlami d’amore, Mariù.
Tutto il resto è noia.
A.
maggio 7th, 2008 at 15:55
Tengo il calore di una luce splendente alle spalle. La sento, mi sfiora, ma quando il mio sguardo si alza oltre il vetro i miei occhi ignorano. Volutamente. Vigliaccamente. Il dolore sospira. Le spalle hanno un leggero sussulto. S’induriscono e si ricurvano, verso di sè, verso l’interno, verso il cuore.
Non è così che doveva andare. Non è così che deve finire.
M.
maggio 7th, 2008 at 19:15
zz… anticipàt!