Recensione: Sayonara, gangsters
Apr 2nd, 2008 by Il Barista
Posted in Arti & Digitali |

Takahashi Geni'chiro - Sayonara, gangsters
In un futuro non troppo lontano, due giovani amanti si regalano reciprocamente un nome: Sayonara, gangsters (lui) e Song Book (lei). Insieme al gatto Enrico IV, gran bevitore di latte e vodka, si muovono in uno scenario improbabile e stranamente lirico, popolato da killer immortali, poeti trasformati in frigoriferi e alieni in vacanza studio sulla Terra. Subito acclamato per la sua carica innovativa, "Sayonara, gangsters" è un romanzo dal ritmo indiavolato, dove poesia e narrativa, manga e musica rock, jazz e cinema si fondono in un gioco intellettuale zampillante di divertimento.
Non è una recensione semplice: infatti in rete ho trovato poche schede a proposito di questo volume unico nel suo genere.
Può essere utile riportare alcune parole dell' autore, tratte dall'ottima postfazione di Gianluca Coci a corredo del romanzo (ottima edizione della casa editrice Bur):
|
Ciò che desideravo era, per esempio, descrivere con precisione la tazza da tè che avevo davanti agli occhi. [...] Ero convinto che ripartire da questo "frammento" fosse il metodo giusto, in quanto quei "frammenti" sparsi e a se stanti non nascondevano un'essenza di tipo coercitivo e non sfuggivano al mio controllo, dandomi coraggio e ristrutturandomi poco a poco. [...] Gli incipit dei romanzi che leggevo erano perfetti e possedevano una bellezza armoniosa tali da suscitare in me una profonda inquietudine. Quelle parole mi terrorizzavano, ma al contempo m'istigavano a reagire. Pensavo che non avrei mai cominciato un romanzo in quel modo, ma in una maniera totalmente diversa, tanto da trasformarsi in qualcosa d'altro.
|
Un poema in prosa, una pietra miliare della narrativa post-moderna o avant-pop, secondo Coci.
Genichiro era in carcere e soffriva di una devastante afasia quando ha incominciato a lavorare a Sayonara, gangsters.
Percorre una strada tutta personale all'interno della speculazione linguistica di fine secolo scorso, riuscendo a immettere in un tracciato frammentario e immaginifico la coerenza di un animo spaesato, desideroso di giungere comunque a un compimento.
Trasfigura i conflitti degli anni di rivoluzione castrata di cui era stato acceso interprete (moti universitari repressi nel sangue che gli erano costati la prigionia), in un tessuto fitto di riferimenti letterari ottenendo una sintesi apparentemente caotica ma non per questo emotivamente spuntata.
Sono stato rapito e respinto dalle pause del suo procedere, dai gozzovigli nucleari del suo mondo onirico, dalla mansueta dimensione di un protagonista zoppo e parlante, insegnante di poesia, lucido inrterlocutore di extraterrestri, gatti, statue ed esserini.
Sayonara gangsters non è un romanzo divertente nè demenziale sia chiaro: ogni singola pagina è frutto della fatica e della determinazione di un intelletto preda della bellezza e dell'orrore, aggressivo verso il linguaggio che gli nega il conforto del dire, assetato di determinazione ma non per questo disponibile al compromesso della diegesi logica, o spudoratamente illogica.
Chiunque si affacci alla narrativa contemporanea, lettore o a maggior ragione scrittore, dovrebbe leggere e rileggere quest'opera. Per non indulgere alla tentazione del revanchismo ottocentesco, dell'autobiografismo pompinaro, dell'illustrismo maniacale che paiono destinati ad aggredire, con impeto e ferocia, le possibilità di ricerca letteraria emergenti, o finanche emerse e già svampite.
Sono molto felice di questa scoperta, davvero. E non posso che dirmi radicalmente grato a questo volume e a questo straordinario autore che consiglio con assoluta certezza.
A.
Related Posts
- None Found
Sono costretto a editare il commento di Ambipi perchè:
offende il sottoscritto gratuitamente;
riporta il link del Ministero della Salute;
è definito da una email fasulla.
Invito a riprovarci tanto il tempo da perdere pare non manchi.
A.