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	<title>Commenti a: Amici di Maria De Filippi: Le colpe dei padri..</title>
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	<description>The Cylon Era</description>
	<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 05:23:11 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Il Barista</title>
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		<dc:creator>Il Barista</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 23:04:45 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie per il tuo pensiero mirko.
A rileggerti.

A.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per il tuo pensiero mirko.<br />
A rileggerti.</p>
<p>A.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: mirko</title>
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		<dc:creator>mirko</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 22:43:03 +0000</pubDate>
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		<description>Intendo entrare in questa "conversazione" solo un attimo. Per caso mi sono trovato a scorrere questa pagina. Solo una frase mi ha realmente sbigottito per cui mi chiedo: come si può considerare "guaio", nell'insegnamento, mescolare tecnica e ragionamento con la filosofia e l'esistenza? Dire ciò è da accecati materialisti del mondo contemporaneo. Per carità, va bene essere materialisti, ma non accecati. Il nostro caro progresso è risultato di secoli di vita ed anche di pensiero filosofico. Se poi questo progresso è in gran parte anche nocivo è proprio perchè si sono messi da parte la filosofia e l'esistenza. Ragionare viene dalla vita ed è diretta alla sopravvivenza.
Ma va bene così, no? Infatti i segni del progresso non ragionato si vedono sempre più. Anzi, ragionato lo è: sul calcolo dei soldi oggi e subito. Chi se ne frega del domani? Diciamo che dovremmo preservare il pianeta per i nostri figli, ma siamo onesti: lo si dice tanto per dire. E' una cazzata astratta come la vecchia filosofia. Gli strumenti di ragionamento, che sono tecniche, non sono filosofiche nè esistenziali, ho letto sopra: infatti si vede benissimo che le cose vanno così. Auguri a tutti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Intendo entrare in questa &#8220;conversazione&#8221; solo un attimo. Per caso mi sono trovato a scorrere questa pagina. Solo una frase mi ha realmente sbigottito per cui mi chiedo: come si può considerare &#8220;guaio&#8221;, nell&#8217;insegnamento, mescolare tecnica e ragionamento con la filosofia e l&#8217;esistenza? Dire ciò è da accecati materialisti del mondo contemporaneo. Per carità, va bene essere materialisti, ma non accecati. Il nostro caro progresso è risultato di secoli di vita ed anche di pensiero filosofico. Se poi questo progresso è in gran parte anche nocivo è proprio perchè si sono messi da parte la filosofia e l&#8217;esistenza. Ragionare viene dalla vita ed è diretta alla sopravvivenza.<br />
Ma va bene così, no? Infatti i segni del progresso non ragionato si vedono sempre più. Anzi, ragionato lo è: sul calcolo dei soldi oggi e subito. Chi se ne frega del domani? Diciamo che dovremmo preservare il pianeta per i nostri figli, ma siamo onesti: lo si dice tanto per dire. E&#8217; una cazzata astratta come la vecchia filosofia. Gli strumenti di ragionamento, che sono tecniche, non sono filosofiche nè esistenziali, ho letto sopra: infatti si vede benissimo che le cose vanno così. Auguri a tutti.</p>
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	<item>
		<title>Di: Daisy</title>
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		<dc:creator>Daisy</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Feb 2008 22:03:26 +0000</pubDate>
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		<description>allora ti chiedo scusa, neurette, c'è chi agisce mosso da buone intenzioni e costruttività, e magari vede le cose migliori di quelle che sono. con te non rifarò l'errore, tanto per facilitare sta pizza. contenta?
&gt;:P</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>allora ti chiedo scusa, neurette, c&#8217;è chi agisce mosso da buone intenzioni e costruttività, e magari vede le cose migliori di quelle che sono. con te non rifarò l&#8217;errore, tanto per facilitare sta pizza. contenta?<br />
>:P</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: neurette</title>
		<link>http://www.albardellosport.net/2008/02/18/amici-di-maria-de-filippi-le-colpe-dei-padri/#comment-24276</link>
		<dc:creator>neurette</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Feb 2008 14:42:24 +0000</pubDate>
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		<description>comunque, per facilitare l'ermeneutica, era invece mia intenzione essere più dura di quanto mi hai percepito. Il che mi aiuta a spiegarti come mai penso che usi le parole un po' come capita.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>comunque, per facilitare l&#8217;ermeneutica, era invece mia intenzione essere più dura di quanto mi hai percepito. Il che mi aiuta a spiegarti come mai penso che usi le parole un po&#8217; come capita.</p>
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	<item>
		<title>Di: Il Barista</title>
		<link>http://www.albardellosport.net/2008/02/18/amici-di-maria-de-filippi-le-colpe-dei-padri/#comment-24274</link>
		<dc:creator>Il Barista</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Feb 2008 14:13:35 +0000</pubDate>
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		<description>No, Daisy, per me pietra sopra e nessun problema.
Solo che ti sentivo contestare cose che non ho detto.
Probabilmente è limite mio non riuscire a spiegarmi, non lo escludo, nella maniera più assoluta.
Alla prossima, ;-)

A.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>No, Daisy, per me pietra sopra e nessun problema.<br />
Solo che ti sentivo contestare cose che non ho detto.<br />
Probabilmente è limite mio non riuscire a spiegarmi, non lo escludo, nella maniera più assoluta.<br />
Alla prossima, <img src='http://www.albardellosport.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>A.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Daisy</title>
		<link>http://www.albardellosport.net/2008/02/18/amici-di-maria-de-filippi-le-colpe-dei-padri/#comment-24273</link>
		<dc:creator>Daisy</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Feb 2008 13:44:20 +0000</pubDate>
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		<description>hum perfetto... io continuo a non essere della vostra opinione. ringrazio NU per aver espresso la sua opinione pacatamente e serenamente, e per lo stesso motivo neurette, anche se vorrei chiedergli in base a  cosa arguisce che non sappia parlare di ciò di cui parlo. 
a te barista dico: di nuovo, mi dispiace davvero che te la sia presa così male. ritieni di star parlando con una persona che ha i filtri, che non legge quello a cui risponde, che prima è aggressiva e poi lo nega, e di non prendere in considerazione quello che dico, quindi qualsiasi cosa io aggiunga non farà che peggiorare la situazione. ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>hum perfetto&#8230; io continuo a non essere della vostra opinione. ringrazio NU per aver espresso la sua opinione pacatamente e serenamente, e per lo stesso motivo neurette, anche se vorrei chiedergli in base a  cosa arguisce che non sappia parlare di ciò di cui parlo.<br />
a te barista dico: di nuovo, mi dispiace davvero che te la sia presa così male. ritieni di star parlando con una persona che ha i filtri, che non legge quello a cui risponde, che prima è aggressiva e poi lo nega, e di non prendere in considerazione quello che dico, quindi qualsiasi cosa io aggiunga non farà che peggiorare la situazione. ciao</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: neurette</title>
		<link>http://www.albardellosport.net/2008/02/18/amici-di-maria-de-filippi-le-colpe-dei-padri/#comment-24264</link>
		<dc:creator>neurette</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Feb 2008 11:03:37 +0000</pubDate>
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		<description>Che ti suoni male, eugenetica culturale, non lo metto in dubbio. Il significato però è pregno, direi. 
Tra le parole aggiungo politica, con la consapevolezza che potrà suggerirti la successione dei loghi dei partiti, ballarò e anno zero, qualche film impegnato. 
La questione che tu sollevi - "secondo te vogliono tutti imparare? ne conseguirebbe che chi non ha e non vuole interessarsi ai libri, chi se ne sbatte altamente PER SCELTA dell’istruzione è da correggere, da cambiare in “meglio”? " - è per l'appunto l'espressione politica che oggi ha l'eugenetica culturale, partorita dalla consolazione di un finto pragmatismo, che non ha niente di concreto in mano e, dato che il ragionamento è cosa spontanea e non figlia di una filosofia delle conoscenze, si basa su clamorosi errori di parallasse. Non si può scegliere ciò che non si conosce. E conoscere qualcosa non significa sapere che c'è. Significa capire che ha un senso per la costruzione della propria esistenza.
Per un ragazzino e per un adulto a cui studiare non serve   - per guadagnare soldi, rispetto o sicurezza - l'insegnante che timbra il cartellino è un nemico che lo viola, lo offende, lo mortifica e lo prende per il culo. E la scelta non c'è.
Ma non c'è neppure per chi parla bene inglese, ma poi usa a casaccio le parole in italiano, come se tutto fosse sinonimo: vedi filosofia, pedagogia, psicologia e buonismo.
La realtà, permettimi, la si conosce quando se ne sa parlare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che ti suoni male, eugenetica culturale, non lo metto in dubbio. Il significato però è pregno, direi.<br />
Tra le parole aggiungo politica, con la consapevolezza che potrà suggerirti la successione dei loghi dei partiti, ballarò e anno zero, qualche film impegnato.<br />
La questione che tu sollevi - &#8220;secondo te vogliono tutti imparare? ne conseguirebbe che chi non ha e non vuole interessarsi ai libri, chi se ne sbatte altamente PER SCELTA dell’istruzione è da correggere, da cambiare in “meglio”? &#8221; - è per l&#8217;appunto l&#8217;espressione politica che oggi ha l&#8217;eugenetica culturale, partorita dalla consolazione di un finto pragmatismo, che non ha niente di concreto in mano e, dato che il ragionamento è cosa spontanea e non figlia di una filosofia delle conoscenze, si basa su clamorosi errori di parallasse. Non si può scegliere ciò che non si conosce. E conoscere qualcosa non significa sapere che c&#8217;è. Significa capire che ha un senso per la costruzione della propria esistenza.<br />
Per un ragazzino e per un adulto a cui studiare non serve   - per guadagnare soldi, rispetto o sicurezza - l&#8217;insegnante che timbra il cartellino è un nemico che lo viola, lo offende, lo mortifica e lo prende per il culo. E la scelta non c&#8217;è.<br />
Ma non c&#8217;è neppure per chi parla bene inglese, ma poi usa a casaccio le parole in italiano, come se tutto fosse sinonimo: vedi filosofia, pedagogia, psicologia e buonismo.<br />
La realtà, permettimi, la si conosce quando se ne sa parlare.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Il Barista</title>
		<link>http://www.albardellosport.net/2008/02/18/amici-di-maria-de-filippi-le-colpe-dei-padri/#comment-24260</link>
		<dc:creator>Il Barista</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Feb 2008 10:56:54 +0000</pubDate>
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		<description>Daisy guarda. O tu leggi veloce o io non mi spiego.
Perchè credo di non aver scritto molte delle cose che mi attribuisci.
Parlo di eugenetica culturale e non di apprendimenti di classe.
Intendo dire che c'è una ideologia della salute: chi ha forza per colpire colpisca e possibilmente fino a non lasciar fiato a chi non ne ha. Il discorso per me è questo.
Il paternalismo che mi attribuisci mi sembra un filtro, tuo, attraverso cui mi leggi. E attarverso cui rispondi con tono aggressivo (per poi negarlo). 
Perchè il problema che pongo è non se i ragazzi devono studiare e come devono studiare o apprendere. 
Il problema che pongo è che, volenti o nolenti, si trovano a crescere in un meccanismo formativo. Ci nascono dentro; e se gli sfugge si fa presto in famiglia, a scuola, nel tempo libero a ricordarglielo con chirurgica precisione.
Meccanismo che educa alla violenza implicita ed esplicita. Del più sano sul più debole. Perchè i deboli tra loro sono colpiti. E i forti imparano da subito a colpire.
Quel che rimane nel debole è la certezza della propria essenziale colpa. Quel che è rimane al forte è la certezza di aver semplicemente assolto a una vocazione.
E questo avviene indubbiamente perchè esiste una realtà storica complessa che ha però tra i propri postulati un meccanismo di selezione chiaro, non alluso. Spietato. 
Tu vuoi negare la responsabilità del lascito. Io no.

Il resto, quel che tu deduci arbitrariamente da quel che non ho scritto sulla mia considerazione per chi non vuole studiare lo lascio a te. Non lo prendo neanche in considerazione.

Non è che uno se la prende a vanvera, sai quanto sono pacato. Ma quando si ragiona di ste cose le prendo molto a cuore.
Perchè i miei ragazzini di studiare non se ne interessavano neanche lontanamente. Ma li adoravo. E a loro ho avuto ben poco da offrire.
Solo la gratuità del mio impegno e della mia amicizia. Che sembrò pesare quasi incomprensibile, per questo più affascinante di qualsiasi monito.
Un anno molto bello il mio con loro. In cui ho sentito di genitori in galera, in cui ho visto coltelli e saputo di pistole. 
Non avevo a che fare con degli angeli puri. Mai l'ho pensato. Bensì personalità possibili private della libertà di scegliere chi diventare, cosa fare.

A.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Daisy guarda. O tu leggi veloce o io non mi spiego.<br />
Perchè credo di non aver scritto molte delle cose che mi attribuisci.<br />
Parlo di eugenetica culturale e non di apprendimenti di classe.<br />
Intendo dire che c&#8217;è una ideologia della salute: chi ha forza per colpire colpisca e possibilmente fino a non lasciar fiato a chi non ne ha. Il discorso per me è questo.<br />
Il paternalismo che mi attribuisci mi sembra un filtro, tuo, attraverso cui mi leggi. E attarverso cui rispondi con tono aggressivo (per poi negarlo).<br />
Perchè il problema che pongo è non se i ragazzi devono studiare e come devono studiare o apprendere.<br />
Il problema che pongo è che, volenti o nolenti, si trovano a crescere in un meccanismo formativo. Ci nascono dentro; e se gli sfugge si fa presto in famiglia, a scuola, nel tempo libero a ricordarglielo con chirurgica precisione.<br />
Meccanismo che educa alla violenza implicita ed esplicita. Del più sano sul più debole. Perchè i deboli tra loro sono colpiti. E i forti imparano da subito a colpire.<br />
Quel che rimane nel debole è la certezza della propria essenziale colpa. Quel che è rimane al forte è la certezza di aver semplicemente assolto a una vocazione.<br />
E questo avviene indubbiamente perchè esiste una realtà storica complessa che ha però tra i propri postulati un meccanismo di selezione chiaro, non alluso. Spietato.<br />
Tu vuoi negare la responsabilità del lascito. Io no.</p>
<p>Il resto, quel che tu deduci arbitrariamente da quel che non ho scritto sulla mia considerazione per chi non vuole studiare lo lascio a te. Non lo prendo neanche in considerazione.</p>
<p>Non è che uno se la prende a vanvera, sai quanto sono pacato. Ma quando si ragiona di ste cose le prendo molto a cuore.<br />
Perchè i miei ragazzini di studiare non se ne interessavano neanche lontanamente. Ma li adoravo. E a loro ho avuto ben poco da offrire.<br />
Solo la gratuità del mio impegno e della mia amicizia. Che sembrò pesare quasi incomprensibile, per questo più affascinante di qualsiasi monito.<br />
Un anno molto bello il mio con loro. In cui ho sentito di genitori in galera, in cui ho visto coltelli e saputo di pistole.<br />
Non avevo a che fare con degli angeli puri. Mai l&#8217;ho pensato. Bensì personalità possibili private della libertà di scegliere chi diventare, cosa fare.</p>
<p>A.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: nu</title>
		<link>http://www.albardellosport.net/2008/02/18/amici-di-maria-de-filippi-le-colpe-dei-padri/#comment-24258</link>
		<dc:creator>nu</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Feb 2008 10:42:13 +0000</pubDate>
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		<description>Mi permetto di dire ancora qualcosa.
Non sono un'insegnante. Mi sto applicando nella speranza di poterlo diventare.
Sto studiando per insegnare materie...non vorrei essere un'incompetente e credo fermamente sia importante non fare la madre ma l'insgnante...però sono altrettanto certa che non sarò una persona indifferente a chi mi siederà di fronte.
Un essere umano non si può imprigionare in una categoria: insegnante, alunno, operaio, impiegato ecc...
Siamo un insieme di cose e io avrò sempre rispetto di questa varietà.
Per insegnare qualcosa devo prima far nascere in chi mi sta di fronte il sentimento di voler imparare...impare per arricchire la propria interiorità e non per vincere un premio.
Per fare questo devo capire chi ho davanti a me: il processo di apprendimento non è uguale per tutti in quanto si subisce l'influenza di fattori individuali, sociali, cognitivi che non sono uguali per ogni individuo.
Se io insegnassi senza tenere conto di questo non sarei competente...un insegnante non ha solo il compito di insegnare la propria materia...ha anche il dovere di farlo tenendo conto delle diversità degli apprendenti.
Diversità che si possono cogliere solo rapportandosi ai ragazzi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi permetto di dire ancora qualcosa.<br />
Non sono un&#8217;insegnante. Mi sto applicando nella speranza di poterlo diventare.<br />
Sto studiando per insegnare materie&#8230;non vorrei essere un&#8217;incompetente e credo fermamente sia importante non fare la madre ma l&#8217;insgnante&#8230;però sono altrettanto certa che non sarò una persona indifferente a chi mi siederà di fronte.<br />
Un essere umano non si può imprigionare in una categoria: insegnante, alunno, operaio, impiegato ecc&#8230;<br />
Siamo un insieme di cose e io avrò sempre rispetto di questa varietà.<br />
Per insegnare qualcosa devo prima far nascere in chi mi sta di fronte il sentimento di voler imparare&#8230;impare per arricchire la propria interiorità e non per vincere un premio.<br />
Per fare questo devo capire chi ho davanti a me: il processo di apprendimento non è uguale per tutti in quanto si subisce l&#8217;influenza di fattori individuali, sociali, cognitivi che non sono uguali per ogni individuo.<br />
Se io insegnassi senza tenere conto di questo non sarei competente&#8230;un insegnante non ha solo il compito di insegnare la propria materia&#8230;ha anche il dovere di farlo tenendo conto delle diversità degli apprendenti.<br />
Diversità che si possono cogliere solo rapportandosi ai ragazzi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Daisy</title>
		<link>http://www.albardellosport.net/2008/02/18/amici-di-maria-de-filippi-le-colpe-dei-padri/#comment-24256</link>
		<dc:creator>Daisy</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Feb 2008 10:25:46 +0000</pubDate>
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		<description>hum, qui la prendi sul personale e mi dispiace... ho detto solo che c'era un tono paternalista nelle tue parole, che poi c'è anche in queste ultime, ma non mi sembra un'offesa, e il resto delle cose le ho riferite a una maggiornaza di insegnanti che può anche non riguardarti...

detto questo, che "bisogna scegliere da che parte stare" lo decidi tu, così come il designare le parti in gioco, ma non è detto che tutti debbano giocare con te. così come è abbastanza forzato accostare "Amici" alla pedofilia (quelli non sono "infanti"! sono MAGGIORENNI! e il target dello spettacolo sono i RAGAZZI.)

inoltre, quello che tu chiami "eugenetica culturale" mi suona altrettanto male. secondo te vogliono tutti imparare? secondo te hanno tutti amore per la cultura, o lo avrebbero se messi in condizione di studiare? ...ne conseguirebbe che chi non ha e non vuole interessarsi ai libri, chi se ne sbatte altamente PER SCELTA dell'istruzione è da correggere, da cambiare in "meglio"? e questo non me lo chiami "indottrinamento"?

ciò che è meglio per una persona può deciderlo solo quella persona stessa, non certo il suo insegnante. e può farlo, questa è la realtà, a dieci, quattordici, diciassette anni, salvo poi cambiare idea, o correggersi, o fottersene, o pagare le conseguenza delle proprie scelte come capita a TUTTI. certo che la cultura per me è un grande valore, ma è un valore subordinato a quello del libero arbitrio che ritengo molto più importante. perchè chiami EUGENETICA la differenza culturale? l'eugenetica si applica alla stessa vita umana: secondo te la cultura è discriminante per deteminare la dignità di un essere umano? se una persona NON VUOLE studiare, se non le interessa elevarsi culturalmente ma vivere una vita secondo quello che ritiene LUI essere giusto, come la reputi? lascia, l'hai già detto: povera vittima di eugenetica. bella considerazione. 
tu distingui sempre tra "adulti" e "ragazzi": può esserci una differenza nell'esperienza, nella conoscenza, ma dalle tue parole sembra che solo gli adulti siano in grado di intendere e di volere. 

va bene, forse faccio caciara come al solito, ma accostare uno spettacolo, per quanto squallido sia, a un crimine da psicopatoligia criminale non mi pare appiani la discussione... puoi non prendermi sul serio e dire che non ho le idee chiare, non mi offendo, anche se mi dai della pretestuosa, magari ci sta. mi dispiace che te la sia presa così tanto! ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>hum, qui la prendi sul personale e mi dispiace&#8230; ho detto solo che c&#8217;era un tono paternalista nelle tue parole, che poi c&#8217;è anche in queste ultime, ma non mi sembra un&#8217;offesa, e il resto delle cose le ho riferite a una maggiornaza di insegnanti che può anche non riguardarti&#8230;</p>
<p>detto questo, che &#8220;bisogna scegliere da che parte stare&#8221; lo decidi tu, così come il designare le parti in gioco, ma non è detto che tutti debbano giocare con te. così come è abbastanza forzato accostare &#8220;Amici&#8221; alla pedofilia (quelli non sono &#8220;infanti&#8221;! sono MAGGIORENNI! e il target dello spettacolo sono i RAGAZZI.)</p>
<p>inoltre, quello che tu chiami &#8220;eugenetica culturale&#8221; mi suona altrettanto male. secondo te vogliono tutti imparare? secondo te hanno tutti amore per la cultura, o lo avrebbero se messi in condizione di studiare? &#8230;ne conseguirebbe che chi non ha e non vuole interessarsi ai libri, chi se ne sbatte altamente PER SCELTA dell&#8217;istruzione è da correggere, da cambiare in &#8220;meglio&#8221;? e questo non me lo chiami &#8220;indottrinamento&#8221;?</p>
<p>ciò che è meglio per una persona può deciderlo solo quella persona stessa, non certo il suo insegnante. e può farlo, questa è la realtà, a dieci, quattordici, diciassette anni, salvo poi cambiare idea, o correggersi, o fottersene, o pagare le conseguenza delle proprie scelte come capita a TUTTI. certo che la cultura per me è un grande valore, ma è un valore subordinato a quello del libero arbitrio che ritengo molto più importante. perchè chiami EUGENETICA la differenza culturale? l&#8217;eugenetica si applica alla stessa vita umana: secondo te la cultura è discriminante per deteminare la dignità di un essere umano? se una persona NON VUOLE studiare, se non le interessa elevarsi culturalmente ma vivere una vita secondo quello che ritiene LUI essere giusto, come la reputi? lascia, l&#8217;hai già detto: povera vittima di eugenetica. bella considerazione.<br />
tu distingui sempre tra &#8220;adulti&#8221; e &#8220;ragazzi&#8221;: può esserci una differenza nell&#8217;esperienza, nella conoscenza, ma dalle tue parole sembra che solo gli adulti siano in grado di intendere e di volere. </p>
<p>va bene, forse faccio caciara come al solito, ma accostare uno spettacolo, per quanto squallido sia, a un crimine da psicopatoligia criminale non mi pare appiani la discussione&#8230; puoi non prendermi sul serio e dire che non ho le idee chiare, non mi offendo, anche se mi dai della pretestuosa, magari ci sta. mi dispiace che te la sia presa così tanto! ciao</p>
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