La sicurezza delle ‘cose’
Feb 10th, 2008 by Il Barista
Posted in Chiacchiere da Bar |
Quale può essere il mio futuro, quale il futuro delle cose che adesso sto costruendo e ho costruito.
Riflettevo guardandomi intorno. In tanti fanno, metton pezzi, realizzano 'cose'.
Non sono fermo al palo, lo so, non sono depresso nè triste, non oltre il lecito.
Ma quale delle 'cose' che faccio porterò davvero con me nel tempo?
Ho trent'anni, presto trentuno. Certamente ho capito molte cose, in tutto questo tempo.
Alcune certezze. Come l'amore per i fratelli, per mia moglie, per i miei genitori.
Amori diversi ma solidi, a volte necessari, che sono e non possono essere altrimenti.
Non mi riferisco a questi nella domanda che mi sto ponendo.
Nè mi riferisco alle amicizie. Amici vicini e presenti, pochissimi, quelli con cui vivo la quotidianità lavorativa da anni, ormai.
Amici lontani e comunque presenti, quelli cui ho legato le fasi della mia crescita, le conseguenze delle mie scelte, le mie debolezze.
Mi riferisco a quel che fanno le mie mani e la mia testa. Cosa so fare. Sto facendo qualcosa.
Intorno tanti altri segni, che non sono il mio. Costruiscono nuove strade a Pistoia. Buttan giù edifici abbandonati da anni.
Un nuovo centro commerciale. C'è chi studia, progetta, giustifica spostamenti di denaro e suppone spostamenti culturali.
In Italia cade un governo e sorgono banchetti, affanni e ambizioni, o solo prostrazioni per una carriera decisionale.
Percorsi sbiaditi poi, ma non meno robusti: quelli di chi cresce i propri figli, quelli di chi ammaestra e sancisce possibilità presenti, passate.
I libri. Fioriscono come muffa. Un quadro di arance aggressive e pressate. Dappertutto i libri, o i giornali, o le parole dette.
I movimenti del corpo. Filmati, trascritti, artificiali, spiati, previsti, sorprendenti. I cibi. Meravigliosi o solo accennati.
Mi rendo conto di aver provato e di provare anche io. A fare. 'Cose'.
Ma non so con certezza quanto investo seriamente nei miei segni. Quanto siano perturbabili o solo incerti.
Mi ritrovo tra le mani gli avanzi dei giorni di un anno e mezzo, capitoli sparsi in attesa di un compimento.
Un po' come un post qualsiasi, nati così, nel tempo bruciato di un giorno. Dove andranno. Andranno.
Come un post qualsiasi, da quando mi ha annoiato la ricerca di un ritorno, da quando ho eliminato il riscontro.
E l'interesse per un riconoscimento alla stregua dei tanti post qualsiasi di ogni giorno, segni altrove.
Così le pagine di un romanzo debole, che sento già così. Debole e vile per il solo fatto di esser nato.
Dagli avanzi del resto che invece sa ripetersi e consacrarsi fatuo ma ineludibile.
So fare 'cose'. Ma non vedo segni tali da capire se sto facendo 'cose' sul serio.
Quando avrò realmente finito, io ho quasi finito questa 'cosa', mi morirà alle spalle ancora.
Questo temo. Questo non temo, piuttosto so.
E non me ne dolgo perchè pare sia io a scegliere di non volere di più, almeno in parte.
Chissà se questo atteggiamento andrebbe considerato una colpa.
Non serve, evidentemente, proseguire in questa riflessione..
A cui, comunque, affido almeno la semplice paura di non riuscire.
Riflettevo guardandomi intorno. In tanti fanno, metton pezzi, realizzano 'cose'.
Non sono fermo al palo, lo so, non sono depresso nè triste, non oltre il lecito.
Ma quale delle 'cose' che faccio porterò davvero con me nel tempo?
Ho trent'anni, presto trentuno. Certamente ho capito molte cose, in tutto questo tempo.
Alcune certezze. Come l'amore per i fratelli, per mia moglie, per i miei genitori.
Amori diversi ma solidi, a volte necessari, che sono e non possono essere altrimenti.
Non mi riferisco a questi nella domanda che mi sto ponendo.
Nè mi riferisco alle amicizie. Amici vicini e presenti, pochissimi, quelli con cui vivo la quotidianità lavorativa da anni, ormai.
Amici lontani e comunque presenti, quelli cui ho legato le fasi della mia crescita, le conseguenze delle mie scelte, le mie debolezze.
Mi riferisco a quel che fanno le mie mani e la mia testa. Cosa so fare. Sto facendo qualcosa.
Intorno tanti altri segni, che non sono il mio. Costruiscono nuove strade a Pistoia. Buttan giù edifici abbandonati da anni.
Un nuovo centro commerciale. C'è chi studia, progetta, giustifica spostamenti di denaro e suppone spostamenti culturali.
In Italia cade un governo e sorgono banchetti, affanni e ambizioni, o solo prostrazioni per una carriera decisionale.
Percorsi sbiaditi poi, ma non meno robusti: quelli di chi cresce i propri figli, quelli di chi ammaestra e sancisce possibilità presenti, passate.
I libri. Fioriscono come muffa. Un quadro di arance aggressive e pressate. Dappertutto i libri, o i giornali, o le parole dette.
I movimenti del corpo. Filmati, trascritti, artificiali, spiati, previsti, sorprendenti. I cibi. Meravigliosi o solo accennati.
Mi rendo conto di aver provato e di provare anche io. A fare. 'Cose'.
Ma non so con certezza quanto investo seriamente nei miei segni. Quanto siano perturbabili o solo incerti.
Mi ritrovo tra le mani gli avanzi dei giorni di un anno e mezzo, capitoli sparsi in attesa di un compimento.
Un po' come un post qualsiasi, nati così, nel tempo bruciato di un giorno. Dove andranno. Andranno.
Come un post qualsiasi, da quando mi ha annoiato la ricerca di un ritorno, da quando ho eliminato il riscontro.
E l'interesse per un riconoscimento alla stregua dei tanti post qualsiasi di ogni giorno, segni altrove.
Così le pagine di un romanzo debole, che sento già così. Debole e vile per il solo fatto di esser nato.
Dagli avanzi del resto che invece sa ripetersi e consacrarsi fatuo ma ineludibile.
So fare 'cose'. Ma non vedo segni tali da capire se sto facendo 'cose' sul serio.
Quando avrò realmente finito, io ho quasi finito questa 'cosa', mi morirà alle spalle ancora.
Questo temo. Questo non temo, piuttosto so.
E non me ne dolgo perchè pare sia io a scegliere di non volere di più, almeno in parte.
Chissà se questo atteggiamento andrebbe considerato una colpa.
Non serve, evidentemente, proseguire in questa riflessione..
A cui, comunque, affido almeno la semplice paura di non riuscire.
p.s.
Pazzesco. La pubblicazione di questo scritto è saltata, dandomi il risultato di errore per tre volte.
Pensavo di averlo perso. Che beffa eheh.
A.
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Antonio Sofia fa delle cose
Antonio Sofia è molto bravo, preciso e preparato
le cose di Antonio Sofia riescono sempre molto bene!
Questo è il mio ragionamento…
Poi lo so che tu pensi che io penso che tu abbia delle doti naturali non comuni (ed è vero!) e so che non ne sei convinto…io però dal basso dei miei 28 anni ho capito con molta lentezza che ciò che costruiamo non lo vediamo…penso che solo vicino alla fine possiamo guardare indietro e vedere se abbiamo costruito qualcosa di importante e a volte penso che nemmeno alla fine ce ne renderemo conto…ma se avremo fatto qualcosa di buono (qualsiasi cosa) saranno gli altri a giudicarlo nel tempo.
A volte sembra di star fermi mentre tutto si muove ma io credo che tutte le nostre azioni lascino un segno.
Io capisco la tua diffidenza ma credo sia naturale e inevitabile!
Sarà.
Comunque non è sconforto il mio.
Bensì un esame di coscienza.
Credo di fare molti sacrifici ogni giorno, destinati alla sussistenza, produzione aleatoria, che pur si concretizza nello stipendio - e nella salute zoppicante.
Mentre sono meno disponibile a giocarmela tutta, sul serio, rischiando, nelle cose che potrebbero essere persistenti come miei segni nel tempo. Forse perchè credo che debbano comunque rimanere libere da quel fastidioso rincorrere un riconoscimento cui è modellato tutto il resto. Però so bene, perchè la comunicazione -purtroppo- è il mio lavoro, che un riconoscimento nell’autoevidenza è cosa rara, anzi, probabilmente impossibile. Quindi ho poco da lamentarmi e molto da chiedermi se mi sta bene o devo cambiare andazzo..
A.
col pudore di chi non si fa vivo da tanto, mi affaccio solo.
della caducità delle cose, preferisco vederla sotto un altro punto di vista:
“Il male che gli uomini fanno sopravvive ad essi; il bene va spesso sepolto con le loro ossa”…
e quindi dai, stai sereno…
buon tempo!
g
Quel tipo di “cose” che noi facciamo e che, spesso a nostra insaputa “fruttificano”, sono conservate nel nostro piccolo tempio in tanti piccoli ma magicamente spaziosi cassettini…Ora è il tempo di seminare e raccogliere, verrà il tempo in cui ciò che hai seminato e raccolto ti tornerà utile per iniziare una nuova Avventura-Vita…si, perchè la Vita è un cerchio, un cerchio aperto…una Spirale.
Basta, non vaneggio più…per ora ;)) un bacione caro Amico