Rappresentanza senza rappresentabile
by Il Barista on Gen.31, 2008, under Prospettive & Politica

Mi sono dimesso dalla rappresentanza sindacale, nei giorni scorsi.
Un peso in meno da portare, senza dubbio.
È stata dura, occuparsi di questioni sindacali è cosa ben diversa dal fare politica sic et simpliciter.
Sono in ballo concretamente le sorti professionali di persone con cui trascorri le giornate, le loro famiglie, i progetti per il futuro, le difficoltà nel presente. Le parole dette, gli accordi perseguiti, le trattative da impostare sono dirette al mantenimento dell'essere e al perseguimento di un miglioramento possibile e, a volte, impossibile.
Ma la mia esperienza è stata segnata dalla totale assenza di punti fermi, carte, impegni: tutto nasceva, invecchiava e moriva nel tempo di una riunione, pubblica o solo carbonara, nel fragore di un'assemblea qualsiasi, dove le cosiddette OO.SS. (sempre CGILCISLEUIL) ostentavano conoscenza e abnegazione nel campo nobile della favella vacua, nel semplice intervento di chiunque ad alta voce, laddove l'interpretazione del dire spesso era fuorviante rispetto alla posizione e alla presenza del corpo, parlante fino alla nausea.
Mi hanno detto "proporzionalista puro": CGIL affermava "Non possiamo ancora votare, non siamo tutti d'accordo"; da cui per me l'esigenza di chiedere una votazione assembleare che ricordasse alcuni sacrosanti principi della democrazia (!).
Mi hanno detto "legalista di base": perché presentando le dimissioni le motivavo con la reiterata, insostenibile violazione delle principali regole del confronto democratico (!!), come gli ordini del giorno e i verbali delle assemblee che fungessero da impegno scritto per le votazioni, pochissime e comunque sempre disattese al compimento, come l'esternazione di documenti di lavoro parziali prima che fossero validata dal consesso assembleare, come il perseguimento di obiettivi personali in maniera più o meno taciuta.
Dio ci salvi dalla buona volontà di chi deve giustificare se stesso. Questo dico ai sindacati dopo averli conosciuti dall'interno.
Però se Epifani (CGIL) se la piglia con Della Valle perchè ha dato 1000 euro netti di aumento fino a dicembre ai suoi operai, senza passare dalla contrattazione sindacale, aggiungo: ma vafanculo.
A.
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Gennaio 31st, 2008 on 15:23
Dio ci salvi dalla buona volontà di chi deve giustificare se stesso.
A.men
Gennaio 31st, 2008 on 17:48
Ti sono vicina Anto.
Un abbraccio fortissimo!
Gennaio 31st, 2008 on 18:41
Antonio, come ti capisco. Forse la differenza prinicipale fra l’essere in Italia e l’essere all’estero, non e’ che in Italia ci sono necessariamente *piu’* ostacoli, ma piuttosto che c’e’ sempre *lo stesso* ostacolo–cosi’ che a difficolta’ si aggiunge frustrazione.
Febbraio 1st, 2008 on 16:41
@taro
sì.. l’assertività delle volte non riesco a evitarla eheh
@sodaredcola
cavolo! guarda chi si rivede in blogsembianze!
@fabrizio
è proprio così. e sembra che ci sia ben poco da fare per porvi resistenza.
Grazie a tutti per la solidarietà
A.
Febbraio 2nd, 2008 on 18:36
Ciao, Antò. In questi casi una sincera pacca sulla spalla è l’unico contributon che posso dare. Tu hai fatto del tuo meglio, mentre l’istituzione, si sa…
Purtroppo si sa che fanno le istituzioni, di tutti i colori e generi.