Muore lentamente (errata corrige)
Gen 24th, 2008 by Il Barista
Posted in Prospettive & Politica |

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che
fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati.Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia
aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o
della pioggia incessante.Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non
risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto
di respirare.Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
splendida felicita'.Pablo Neruda alias Martha Medeiros
Questa poesia ha letto oggi Clemente Mastella.
E Prodi è caduto al Senato: 156 a 161.
Mi chiedo cosa resti di questo scempio.
L'isteria dello sfascio, la depressione del nulla, la condanna al futuro.
E chi ha scelto ha citato Neruda,
come qualsiasi deficente di 17 anni farebbe dopo una sega qualsiasi.
Senza neanche lavarsi le mani.
Lentamente, muore.
Ha citato Mastella.
Ma tutti, si muore. Insegnava Totò.
NOTA:
SI TRATTAVA DI UNA BUFALA..POETICA!
(e pensare che a una prima lettura m'era sembrata una poesia piuttosto sciocca, nel senso di "poco condita".. - massimo rispetto per opinioni diverse e per il senso delle parole eh.. so che a una mia cara amica qui nei commenti è risultata degna e probabilmente lo è - ma un eccesso d'umiltà m'aveva piegato alla considerazione di quanto io possa essere presuntuoso - e probabilmente lo sono..)
A.
Related Posts
- None Found
Povero Neruda…
Ossignore per fortuna me la sono persa!!!!
Mi verrebbe da dire “teniamoci almeno quel che resta”, ma in realtà cosa resta di un vuoto che come hai scritto precedentemente tu ormai ci domina senza opponimento alcuno?
Si ricomincia, ma mai da zero, sempre da meno cento!
I miei omaggi barista
Confesso: la poesia declamata dal Mastella me la sono persa. Ma letta qui, trascritta da Antonio, mantiene intatta la sua nobiltà. Le sue mani (sincere e buone) non sporcano le parole; grazie amico mio.
Non mi sono persa invece le foto pubblicate sulle prime pagine dei giornali: ovvero, la magnifica lezione di civiltà impartitaci dai compagni di partito del Mastella: sputi, mani chiuse nel gesto delle corna, vezzeggiativi il più gentile dei quali è “’stu piezz’ ‘e merda” rivolti al senatore Cusumano.
Se questa è l’Italia che ci rappresenta… Poveri noi. Poveri tutti.
Un abbraccio al barista e agli amici ritrovati qui,
Melitta
Saluti a tutti e tre! Che meraviglia..! Tre amici di una terra antica, direi.
Certo ci si ritrova intorno a una scena ch’è oltre ogni tristezza.
Chissà quanti, come me, hanno sperato di affrancarsi finalmente dal precariato grazie al riconoscimento dei propri sacrifici e dei bistrattati diritti promesso dal centro sinistra.
Eppure ora la prospettiva è marcia e rappresa. Va scossa via in attesa. Del prossimo buio.
Un abbraccio e alla prossima amici miei!
A.
Be’ la poesia non era manco di Neruda.. ma una bufala sul web. E va be’.
A.
Mi sono spanzata dal ridere!
Quel Mastella lì UNA ne ha declamata, UNA, di poesia, ed era pure un tarocco!
Ma che sfigato.
Un ministro della giustizia che non sa rendere giustizia a un poeta morto dovrebbe come minimo dimettersi. Come dite? si è già dimesso? E meno male!
Dormi tranquillo, vecchio Pablo, continua a sognare i tuoi sogni, e la musica, e il cielo. Le tue parole quella bocca non le ha sporcate.
Buonanotte Antonio, un bacio,
Melitta
beh, almeno Neruda s’è salvato
dalle grinfie mastelliane…
vi abbraccio tutti