Crisi
Gen 23rd, 2008 by Il Barista
Posted in Prospettive & Politica |
Mostrai questo film durante una difficile assamblea di classe. Eravamo nei primi anni 90, non avevo ancora 17 anni.
All'epoca Moretti mi sembrava dire qualcosa di interessante, negli anni successivi ho imparato a diffidare del suo narcipopulismo.
Però. Lo squallore di questi anni miei maturi non può che farmi guardare al passato pur breve con un sostanziale scoramento.
Quanta lucidità, quanta chiarezza e quanta vicinanza alle determinazioni del futuro sentivo nelle mie mani.
Oggi, durante la puntata di Ballarò, sconcertato dall'assenza di una minima dignità nel confronto tra gli astanti, rapaci sulla carcassa prodiana, ho chiamato Francesco, mio compagno di banco di allora. Aveva appena spento la tv, scandalizzato.
Mi ha detto, lui, con cui ho passato giornate e giornate a discutere pur animatamente del mio aggressivo progressismo, che forse avevo ragione, allora.
A parlare di rivoluzione, come unica strada possibile cui tendere con energia, determinazione, forza. La rivoluzione, cui orientare l'etica e la prassi, di cui blateravo con gioia e passione, è un monito senza troppi orpelli, timoroso del dubbio, ma saziante e vitale.
All'epoca Moretti mi sembrava dire qualcosa di interessante, negli anni successivi ho imparato a diffidare del suo narcipopulismo.
Però. Lo squallore di questi anni miei maturi non può che farmi guardare al passato pur breve con un sostanziale scoramento.
Quanta lucidità, quanta chiarezza e quanta vicinanza alle determinazioni del futuro sentivo nelle mie mani.
Oggi, durante la puntata di Ballarò, sconcertato dall'assenza di una minima dignità nel confronto tra gli astanti, rapaci sulla carcassa prodiana, ho chiamato Francesco, mio compagno di banco di allora. Aveva appena spento la tv, scandalizzato.
Mi ha detto, lui, con cui ho passato giornate e giornate a discutere pur animatamente del mio aggressivo progressismo, che forse avevo ragione, allora.
A parlare di rivoluzione, come unica strada possibile cui tendere con energia, determinazione, forza. La rivoluzione, cui orientare l'etica e la prassi, di cui blateravo con gioia e passione, è un monito senza troppi orpelli, timoroso del dubbio, ma saziante e vitale.
Mi sono sentito come poche volte vivere nella pagina di un mio romanzo che non ho saputo scrivere, dopo averlo sentito, carissimo come sempre.
Ci sono cose che si perdono, crescendo. La chiarezza degli anni giovani morta soffocata dall'esigenza del nauseante possibile.L'ho lasciata alle spalle non troppi anni fa. Eppure puzza terribilmente di resa, resa senza lotta alcuna. Ho solo 31 anni, da compiere. E non so come spiegarmi tanta debolezza. O forse lo so.
Ho ceduto al desiderio di esser solo e sano, a prescindere dalla malattia del tempo.
Ho ceduto al desiderio di esser solo e sano, a prescindere dalla malattia del tempo.
A.
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A.men Barista,
nell’osservare l’incalzare delgli ultimi anni, primi di questo secolo, a preoccuparsi della malattia attuale si corre il rischio di incappare nella sprangata coatta, se non di peggio.
Se non saranno i dolori interiori, pare che l’esser sano sia un lusso perso in partenza.
Temo che non basti neanche la rivoluzione ormai amico. Piuttosto abbiam bisogno di nuove illusione, altrimenti è la fine.
un abbraccio
“Vivere, non riesco a vivere
ma la mente mi autorizza a credere
che una storia mia, positiva o no
è qualcosa che sta dentro la realtà.
Nel dubbio mi compro una moto
telaio e manubrio cromato
con tanti pistoni, bottoni e accessori più strani
far finta di essere sani.
Far finta di essere insieme a una donna normale
che riesce anche ad esser fedele
comprando sottane, collane, creme per mani
far finta di essere sani.
Far finta di essere…
Liberi, sentirsi liberi
forse per un attimo è possibile
ma che senso ha se è cosciente in me
la misura della mia inutilità.
Per ora rimando il suicidio
e faccio un gruppo di studio
le masse, la lotta di classe, i testi gramsciani
far finta di essere sani.
Far finta di essere un uomo con tanta energia
che va a realizzarsi in India o in Turchia
il suo salvataggio è un viaggio in luoghi lontani
far finta di essere sani.
Far finta di essere…” (G.Gaber)
io non so neanche se voglio parlarne di questa (imminente) crisi, dei Mastella, della fiducia, di Berlusconi, della fragilita’ dell’esecutivo Italiano. o meglio, ne parlo, ma con persone come la mia ragazza che non capisce del tutto la tragicita’ della faccenda, e percepisce il racconto come una descrizione di una landa immaginaria…
Bene cari, il governo è caduto.
Santoro dice che in fin dei conti cambiamenti ce ne saranno pochi.
Sarà vero.
Fatto sta che dopo un anno di veleno per mettere le basi della vita di 90 famiglie precarie, è svanita ogni cosa.
E siamo in ostaggio del vuoto.
A.