A un passo dal baratro
Gen 22nd, 2008 by Il Barista
Posted in Prospettive & Politica |
Ascoltavo Mastella ieri sera e mi sentivo come Sean Penn in 'the Assassination of Richard Nixon'.
Quanti si sentono, si sono sentiti così?
A.
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Io ero incredulo. Incredulo perchè un giornalista (o forse un anchorman, uno showman, qualcosa…) ha dato 2 ore e passa ad un politico per attaccare tutto e tutti - magistratura in primis - senza che nessuno abbia detto niente. Anzi: servizi montati ad arte per farci credere nello stereotipo della famiglia Mastella. Il povero figlio che guadagna “solo” 1800 euro al mese - ma chi li prende in Italia?
Ciao Francesco. Io a un certo punto non ce l’ho fatta e ho spento.
Ma ti dirò: se penso che ho speso un anno di nervi e salute come rappresentante dei lavoratori, per una agognata stabilizzazione più o meno velatamente promessa..E questo giochino potrebbe far saltare tutto.. ancora una volta!! Questo losco individuo dovrà in qualche modo rendere conto. Spero sul serio che abbia ragione lui sulla fede: dinanzi al cielo dovrà spiegare molte, ma molte cose.
A.
Su Studio Aperto (mi ha detto mio fratello, perché io non guardo un telegiornale da un bel po’) il giorno dopo che hanno messo la Matellona in gabbia hanno fatto un servizio strappalacrime con tanto di musichetta che di solito riservano ai cani soli abbandonati senza un occhio e sodomizzati.
Ce n’era veramente bisogno? Ma veramente c’è qualcuno in Italia che crede che politici e mogli dei politici (soprattutto se politiche anch’esse) sono veramente brave persone?!
Io credo che tra chi si occupa di politica ci siano brave persone. Ma mi interessa ancor più che siano politici capaci di fare il loro lavoro, ossia occuparsi del benessere sociale, modellandolo su un’ipotesi morale o pragmatica che sia.
Ma non posso continuare ad ascoltare uno che si sputtana da solo nel nome del “tanto lo fanno tutti”.. e considerarlo pure na vittima.
Vedi questo video. La logica sottesa al discorso del venditore, estrema sintesi di un film per me eccezionale, rende atto di come la malattia nel fare è figlia della malattia del pensare, meno visibile, forse, ma terribilmente nociva, sempre. Atterrisce.
A.
Per fortuna non l’ho ancora ascoltato… ma solo letto… Ma ho gli incubi lo stesso….