Rivoluzione d’Ottobre: i maiali e la morte di Dio
by Il Barista on Ott.25, 2007, under Prospettive & Politica
da Alice News
E ora la Storia, la Rivoluzione d’Ottobre.
Il Senato italiano si occupa di un momento decisivo della storia dell’umanità, ispirando la discussione al revisionismo, ma traslando il confronto storiografico in una sozza contesa.
Ho studiato il revisionismo non mi ritengo nè un intellettuale nè un pivello, come vorrebbe far credere qualcuno in Parlamento che postula vergognose verità, riferendosi a “quelli che guardano e non sanno” con faciloneria suina.
L’assenza di Dio, le traduzioni totalitarie del comunismo: due facce della stessa medaglia? La sovversione dello stato delle cose, l’espoprio della proprietà sono madre e padre del genocidio dei gulag?
Pensavo che un simile livello di discussione fosse di diritto assegnato alle assemblee d’istituto della superiori, quando i colori forti traducono l’improvvisazione del giovane bisognoso indubbiamente di solenni verità.
Ma provo dolore adesso. Perchè i maiali del nostro Parlamento si arrogano, da destra e da sinistra, il diritto di fare scempio della più alta dignità dello studio storiografico, che è sempre scelta di prospettiva perchè la Storia non ha Verità.
La grande lezione che vorrei passasse nelle scuole, quella che sarebbe necessario animasse la crescita più intima di ogni figlio e cittadino dovrebbe essere questa e io così l’ho imparata, abbeverandomi ai testi dei potenti analisti del nostro passato, umili ricercatori documentari a sostegno di discutibili e per questo nobili categorie di pensiero.
Perchè invece si chiede, all’ora di cena, davanti ai ragazzi, di opporre Verità a Verità, perchè si brutalizza l’enorme patrimonio dell’uomo libero che si pone domande e cerca risposte cui modellare la propria morale e la lettura di quanto è in ogni morale della Storia dell’uomo.
Intanto si legge con pigrizia dei bombardamenti, degli eccidi, dei conflitti e delle ingiustizie locali, tra una pallottola e l’altra: e una fiction celebrerà l’avventura di Totò Riina nei prossimi giorni. Tutto sembra potersi dire, tutto pare lecito: ma si susseguono affermazioni e teoremi vistosi, aggressivi, approssimativi, dilettanti, volgari. Assetati di rozza sopraffazione.
Quel che pesa, tremendamente pesa forse è proprio quel Dio ammazzato nel pensiero moderno. Esistente o no, Dio era una domanda straordinaria, troppo facilmente dimenticata sull’altare dell’approssimazione alla morte dell’anima. Dio non era e non è la soluzione ma la scomparsa di Dio ha forse segnato la fine della Ricerca stessa, la cancellazione della domanda più radicale cui indirizzare pensieri ed esistenza.
E così nel devastante fango dell’ascolto cui siamo costretti affoghiamo, guardando maschere corrotte dal desiderio di imporre Decisioni e Potere, che sempre più coincidono con la negazione di Possibilità e Alternative. Il revisionismo non è il male, come non è la Rivoluzione d’Ottobre l’incipit del primo chiodo sulle mani di Cristo.
E allora continuerò a chiamarli maiali e continuerò a rinunciare a ogni partecipazione attiva su questo terreno che non sia questo mio dire.
Spero soltanto che chi ha in carico la formazione di bambini, ragazzi, giovani studenti continui, come con me è stato, a proporre interrogativi eccelsi, gli unici a salvare l’umana plebe dal desiderio infinito di addentare sporche garrube.
Nota:
Cercate di comprendere lo spirito di questo post: non vuole riproporre il livello becero del nostro Parlamento ma difendere la natura degli studi storiografici, qualsiasi cosa affermino o neghino. La Storia è Storia del Pensiero libero che si interroga, studia e propone le sue prospettive. Trasformarla in una lotta per sopraffarre, nella difesa di banalizzazioni quali che siano, a destra e sinistra, è pericoloso, tremendamente pericoloso. Io ho amato gli studi storici per questo e ho letto con curiosità e interesse anche i revisionisti. Se non esistesse una prospettiva diversa dal proprio giudizio saremmo morti nelle mani dei Forti supposti, da cui guardarsi bene, qualsiasi sia il colore delle loro bandiere.
A.
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