Riforma dell’editoria: salva la poesia dei maiali
Ott 19th, 2007 by Il Barista
da Repubblica
da Webnews
da Punto Informatico
Rieccoci.
Cosa dire, come maledire.
Non solo per una sconceria di bassa lega, l’ennesima.
Ma per quelle parole, miliardi di parole, che un coglione come me trangugia per interessarsi alle cose e capire i significati dietro a ogni decisione, persino a quella più chiaramente aliena alle ragioni di un supposto voto a sinistra.
La delusione è violenta e, ripeto, non è solo la sostanza. Ne avrei da dire molte anche sul mio lavoro ma lascio stare per ovvia opportunità, non sono nato ieri.
La delusione è atroce perchè quello che si declina è l’ennesimo postulato pecoreccio, l’ennesima dimostrazione di ignoranza e presunzione si balena chiara, e non possiamo che lasciar morire ogni speranza di raccontare un’idea che sia pure un’idea malata ma non così straziata dalla ributtante incompetenza di chi firma, approva e litiga sempre e solo davanti alle telecamere.
Io non sostengo l’antipolitica, io voglio che le idee si salvino: la solidarietà e il rispetto dei diritti, il ruolo ridistributivo dello Stato, la fiducia nelle istituzioni come bene comune e nella politica come eccellenza nella visione d’insieme del nostro essere sociali. Tutto questo non può subire il vomito dei barbari eletti, non può accadere senza che il cuore sia pregno e pregnante di veleno. Il cuore affossato.
Maledette giacche, maledette cravatte che vi impicchino porci senza costume.
Non c’è mediazione per questo mio volervi dire: fate spazio, sarà difficile fare peggio, fate spazio tutti voi nauseanti perchè inutili e disorientanti, lattine sfasciate a insozzare qualsiasi acquitrino e pure uno sputo sarebbe troppo nobile per ospitarvi affogare.
Maledetto vizio di raccontare idiozie e sconcezze, l’acrimonia che mi avete fatto ingoiare ve la restituirà la bruttura di un cielo finito. Non c’è sipario strappato, la mente è integra; quel che muore per voi è la speranza di esser qualcosa di diverso dalla fine di un mondo triste e desolato.
A.
politica, invettiva, registrazione blog, normativa internet, libertà espressione
Ho letto stamattina della nuova legge e non volevo crederci. I miei occhi si rifiutavano di credere a quello che leggevano.
Presto saremo ufficialmente sotto regime. Come se l’Italia non fosse già abbastanza un paese di merda da Terzo Mondo.
Anche io ho avuto una reazione di pari intensità, ma, non disponendo della tua capacità nello scrivere, mi limito a aggiungere un piccolo dolcetto per un uomo incazzato. Ad ogni dimostrazione palese di richiesta di mediocrità ci si incazza…ok…la bile secerne e la cacca si liquefà…ok…spendi quattrini a kili per medicinali di dubbia origine e dottori da fattezze incerte…ok. Alla fine hai 70 anni e ti dai pace ringraziando che tanto a te che te frega..il tuo l’hai subìto ! Io invece non ci vedo del male assoluto in questa proposta di legge e ti spiego perché. Se attuata provocherà una diaspora di domini con conseguente presa di coscienza, da parte dei geni che hanno avuto l’idea, dell’impossibilità di arginare (censurare) la rete; sarà un boomerang nei denti di questi poveri stolti che si gasano perchè in tasca, ora, posso avere i soliti 15 documenti con su scritte le stesse cose, di plastica anziché di carta!! Oppure perchè posso fare l’ombènching (sticazzi!)! O perchè a un povero cane gli sparano un chip di silicio nel collo così “controllano” anche lui. Ridicoli….Abbi fiducia caro Barista e continua a scrivere con questo blog ché alla fine si vince noi! bonanotte
[…] Elly e il barista […]
Tranquilli, ci deve essere un equivoco!
guarda, non so proprio che dire… dopo la legge urbani (x la quale siamo tutti fuorilegge, dato che ogni pagina web creata va stampata e depositata alla biblio più vicina e che è vietato linkare pagine con contenuti non protetti da copyright) pensavo che si fosse toccato il fondo, adesso scaviamo…
grazie prodi! con te sì che l’italia fa un balzo in avanti e le libertà sono protette… quelle di santoro di dire cazzate ogni giovedì sera.
non so voi, ma legge o non legge io me ne strafotto, continuerò a cazzeggiare e postare perchè è il primo emendamento che lo sanc… scusate, mi sono confusa. arrivederci a regina coeli.
[…] del rockpoeta Digital worlds GP Il blog di Stefano Epifani Unsolopaese Devo proprio Cappellate Achiller Application Eye on web Blog gruppo consiliare Partito della Rifondazione Comunista diViterbo Blukas Blog Salakabula 313 Luca Andreucci Vittorio Pasteris Fab blog Caffè News Minglob Il paradiso dei dannati Viva l’Italia Il centrosinistra dei giovani Il mondo dei sogni Colori e parole Kijio […]
Mi intristisce dirlo…
a parte che l’Italia fa proprio schifo, e che quando vedo le Iene mi deprime vedere che intorno a me sta andando tutto a (quel paese, il bel paese (bello…?))
a parte che vedere i vari Report, Santoro & C. mi deprime ancora di più perché lì neanche rido
a parte questo, però anche questa novità, come tutte le genialate che ci hanno proposto ultimamente… beh, era ed è tutto così prevedibile.
Insomma, un anno e mezzo fa non ci si poteva aspettare che questo.
Quindi, mi intristisce dirlo, è una notizia che non fa notizia.
Un decreto di legge folle che parte da presupposti infondati e arriva a conclusioni deliranti.
Con tutti i problemi che abbiamo in Italia loro vanno a pensare ad internet che è una delle poche che funzionano veramente bene….
Sarà perché finora la politica ne è rimasta fuori?
Io quasi quasi penserei di sì, se mi è concesso.
[…] Elly e il barista […]
[…] Elly e il barista […]
Si reagisca o meno, ‘questi’ vanno dritto.
Staremo a vedere, io la vedo dimorto pesa e l’Italia non rimane che una caccola de sto mondo malato che pare stia scoppettiando sotto il fuoco di uno Chef dalla mano pesa.
Buon De Magistris paese Italia
teniamoci pronti per la mobilitazione generale. Dobbiamo lottare con ogni mezzo per evitare che la libertà di pensiero venga messa a rischio.
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