Ballarò e il PD: aspettiamo l’orco?
by Il Barista on Ott.17, 2007, under Prospettive & Politica
Ieri sera Ballarò mi ha tramortito gli zebedei.
Con tutto il rispetto per Floris, che stimo e plaudo, il Nulla sul tavolo della discussione era famelico come il buio ansimante nella Storia Infinita del tempo che fu.
C’è da dire che è fin troppo facile stabilire una relazione tra il Nulla e il PD: non me ne vogliano i sostenitori, non vuol essere questa mia una sferzata sprezzante dei numeri congrui nella recente tornata di primarie. Il PD non ha colpe, specialmente nella base, obiettivamente destatasi attiva e rinvigorita e non posso che rallegrarmene. La relazione tra il PD e il Nulla è qualcosa di più simile a un incantesimo originario, come la storia di quella Principessa che pativa la maledizione della strega non invitata alla festa per la sua nascita. Sono in tanti che, per un motivo o per un altro, non si sono sentiti invitati a corte, e tra loro anche alcuni invitati stessi. E la loro maledizione si riverbera concreta nella persona del segretario Walter Weltroni, potenzialmente super partes fino al punto da risultare simile a un satellite orbitante. Non si tradisca la disistima personale nei confronti di chi cala troppo spesso le braghe rispetto al proprio passato: biascicante banalità nella ritrattazione dell’I Care, Weltroni non fa altro che ripetersi affermando di voler abbandonare la politica per fini filantropici, tifando Roma quando poi è juventino, scrivendo un giallo senza scrivere un libro. Va be’.
Il problema è che nel rapporto Nulla-PD è stato assorbito anche il dibattito sul Welfare: e persino quel piccolo piccolo sentore di serietà che s’era intravisto abbronzarsi a fine Luglio (DPEF) oramai ha le fattezze di un grande grande compromesso senza idee che non siano ispirate a un qualunquismo d’accatto - ossia la versione 2.0 del populismo made in Milano2.
Facile cadere nell’equivoco: ritengo che nel pacchetto del Welfare in discussione parlamentare ci siano diversi provvedimenti interessanti, figli a mio vedere di un progetto politico condivisibile, di redistribuzione e sostegno per chi patisce lo squilibrio della timocrazia vigente. Manca però qualcosa e la Finanziaria diventa un contesto significante; la sinistra, il centrosinistra o chi cavolo sono questi al governo adesso, si procura spazi di buona amministrazione grazie a talento e competenze - forse discutibili?, offre qualche aiuto ai meno abbienti in nome del sincretismo cristiano-sociale, ma non pone alcuna premessa organica di ristrutturazione del nostro Paese, nè nei metodi del confronto politico (campanilismi raccattati come isterie di zitelle inviperite) nè nella sostanza degli argomenti a sostegno dei provvedimenti in divenire.
E così ne consegue che: gente come Bonanni o Angeletti presenzi la tv con la puntualità delle pecore di Intervallo negli anni ‘80, Fioroni finisca a MTV credendo così di parlare ai giovani con maggior efficacia e non si accorge di non avere abbastanza tette, e in fin dei conti intorno al Nulla si realizzi la più grande mobilitazione politica degli ultimi anni perchè questa è l’ultima spiaggia. E sarà bello tra un po’ dire, in absentia Prodi, ho scritto t’amo sulla sabbia.
Cosa chiedo? Forse soltanto che mi si passi il sale a tavola con gentilezza. Perchè per quanto riguarda i problemi dello stivale c’è poco da sperare o da chiedere: l’assenza di qualsiasi dimensione solidale cade dinanzi agli interessi corporativi, e questo sembra in fin dei conti esasperare l’ingiustizia percepita e acuire l’insicurezza manifesta.
In questo gioco hanno un ruolo non solo i politici della casta ma anche le tristi categorie in cui oramai ciascuno si riconosce in maniera preordinale rispetto alla stessa cittadinanza. E l’unico correttivo che di solito la storia ha posto a una situazione simile è che qualcuno faccia la voce grossa, ma talmente grossa da costringere alle lacrime silenziose tutti, nessuno escluso: bambini in castigo con il culo arrossato mentre l’orco divora il vuoto.
A.
[tags]politica, Ballarò, welfare, pd, veltroni, sindacati[/tags]
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Ottobre 17th, 2007 on 15:47
Ahi, dolori sociali terribili mi procura il più casto della Casta (e chi è? ancora non s’è scoperto!), mentre la cosa più triste è che qualcuno si faccia beffe del fatto che io sia ancor cittadino di questa mezza italia di sventura! Lorsignori, sai, stanno bene attenti a che la loro dissannatezza ci paia una grande invenzione di sane proposte da condividere buonisticamente, stupidamente.
Ottobre 17th, 2007 on 16:43
“la loro dissannatezza ci paia una grande invenzione di sane proposte da condividere buonisticamente, stupidamente.”
Purtroppo non posso che concordare.
Ottobre 17th, 2007 on 19:47
[ La Casta ] che si sente al di sopra della società della quale si proclama al servizio. Tanto che i più attenti, quelli che non vivono «solo» di politica e magari scrivono anche romanzi o biografie sofferte di musicisti tragici, come Walter Veltroni, non si sognano di bollare le critiche come demagogiche: «Quando i partiti si fanno casta di professionisti, la principale campagna antipartiti viene dai partiti stessi».
da La Casta, pag. 16
Sono arrivato solo - ancora - a detta pagina.
Tramite prestito, da un paio di mesi il libro vegeta nella stanza dei sogni, tra le magiche letture pro-tiro-catena. Nonostante l’attività della tazza sia stata degna, da medaglia di impiegato del mese, è proprio il libro a non sembrare degno, neanche per una lettura da Mr Cìèsso.
Che noia l’Italia
Salut!