V-day, Grillo: attenzione alla gogna senza ideali
by Il Barista on Set.09, 2007, under Chiacchiere da Bar, Prospettive & Politica
Avevo scritto un post molto appassionato in merito al V-Day, ma Mozilla crashando in maniera idiota l’ha portato con sè.
Comprensibili i miei Vaffanculo allora. E’ oggi il mio V-Day.
In tutta onestà ne guadagnerà la brevità del testo, presumo.
Grillo non mi piace: ha la vocazione al profetismo, Cercasì Gesù era un film orribile e demenziale, ma giustamente anticipatore degli attuali fasti.
Cercare nemici mi piace ancor meno: penso sia più utile costruire legami, fondarli sulla ricerca di un bene vasto, comune, rinunciare a qualcosa di proprio al fine di un ideale politico chiaro e condiviso.
Il patibolo populista mi spaventa e sedimenta pericolose attitudini alla generica caccia all’uomo. E certe leggi che consentono l’elezione anche con la fedina penale sporca sono sacrosante, soprattutto se ricordiamo il nostro mai troppo distante passato, in cui l’espressione giudiziaria si piegava a uno Stato di Polizia poco incline alla dimostrazione delle tesi accusatorie ma assai disponibile alla carcerazione, all’omicidio, all’esilio.
Lo stigma del peccatore non ha a che vedere con le libertà democratiche e Grillo la smetta di farsi il bidet con questioni così gravi e fondanti, che richiederebbero ben altra riflessione sugli importanti valori a fondamento della nostra seria Costituzione.
In merito alla doppia legislatura e poi “a casa”: altra corbelleria di sostanza, perchè non può essere la legge elettorale a stabilire chi entra o chi esce dal Parlamento con simili gabbie di costrizione. Il voto stabilisce chi deve rappresentare la popolazione in Parlamento, e se c’è una legge che va cambiata, quella elettorale, questo non può avvenire circoscrivendo i diritti del cittadino in base al presunto buon senso di un comico e dei suoi fans: perchè due e non una? Perchè due e non tre?
La radicalizzazione della condanna all’immoralità politica passa per strade più serie di opposizione e assunzione di responsabilità. Quella di riconoscere al “popolo” la colpa di aver espresso una rappresentanza indecente, preoccupata di mantener illibato il proprio culo quanto di trovare un culo di cui soddisfarsi, come ogni italiano sa di fare dal mattino alla sera. Giusto per rimanere nei termini della discussione, l’esortazione di Grillo ad andare a fanculo, credo sarà accolta senza problemi.
Il passaggio al maggioritario, infine: non che io non approvi la cosa in sè, ma andrei a dare un’occhiata a chi ha vinto le elezioni quando si votava per il candidato e non per le liste del partito.
Insomma mi sembra che in fin dei conti ci sia davvero poco di nuovo in ballo. E molto da cui prendere le distanze.
Rimane l’assoluta gratitudine per chi lavora affinchè vi siano informazioni e trasparenza, perchè nulla rimanga nel presupposto o solo nel verbo di piazza. Eppure quello delle informazioni rimane, a oggi, un mercato interessante, in cui potersi collocare stabilendo vertici di influenza e posizioni concorrenziali virtuose.
Grillo, il profeta, cercava Gesù e ha trovato la mangiatoia.
A.
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Settembre 9th, 2007 on 21:47
Grillo cercava Gesù e ha trovato non solo la mangiatoia ma pure l’asino che sei senz’altro tu.
Se credi veramente a quello che hai scritto sei fuori di mela completo.
Sostenere che è “Sacrosanto” eleggere in parlamento un condannato in via definitiva ,sta solo a significare ,che a te fa piacere essere governato da delinquenti.
Per quel che riguarda “Dopo il secondo mandato A CASA” sostiene cheè impossibile. Allora spiega al volgo come mai che è da anni in vigore per l’elezione dei sindaci.
Settembre 10th, 2007 on 06:49
Il principio di non dover avere la fedina penale pulita è una assicurazione che il Legislatore ha preso nei confronti di un abuso del potere giudiziario. Da noi asini quantomeno.
Per quanto riguarda il limite di mandato. Continuo a vederla perfettamente al contrario: per me pure i sindaci dovrebbero potersi ripresentare.
La questione è un’altra. Se un Partito ripresenta sepre le stesse facce..legislatura dopo legislatura, e così è, perchè l’elettorato non dirige le proprie attenzioni verso le sedi di Partito, investendo in un movimento di opinione in questo senso prettamente politico?
Invece no. Meglio stare in piazza a sperare che “qualcun altro” prenda il posto di quelli che ci sono. Un qualcun altro di nuovo, lindo e pinto e “non drogato” (sic!). Un qualcun altro non meglio specificato. Troppo sottointeso. E la cosa mi inquieta.
Infine. Gli asini fanno 1+1+1 uguale 3. A me pare che tu ti sia fermato a difendere due delle banali proposte. La terza è già andata a male?
A.
Settembre 10th, 2007 on 08:07
Del V-day colgo l’aspetto più utile alla causa ovvero come sia possibile raccogliere tutte quelle firme in un sol giorno, un rintocco per la campana della democrazia che spero vibri nelle aule del parlamento e smuova l’agire dai consueti circoli viziosi del tornaconto politico.
Aborro l’operazione Grillo ma per come gira in Italia, caro barista, ogni lasciata è persa e quindi sono andato nella sede fiorentina. Per aggiungere anche il mio dito al citofono del parlamento e per vedere in faccia questa piazza virtuale (… e forse confermare i miei pregiudizi).
Riguardo Firenze, (gattoff) cosa serve poter votare il nome invece del partito se pure quello è preconfezionato? Cosa serve cambiare volto dopo due mandati se si ripresentano gli stessi tratti, anche somatici nel nostro caso, Renzi per Dominici.
Solo una questione di stile? Un po’ di zucchero per mandar giù la pillola Italia?
Settembre 10th, 2007 on 09:08
ciao barista!
guarda, a parte le proposte, si può essere d’accordo oppure no: per quanto mi riguarda, io sono d’accordo, ma anche se non lo fossi (le legislature potrebbero anche essere tre) le avrei firmate lo stesso, perchè ora come ora è l’unico modo che ho per rompere i coglioni agli onorevoli e mandarli affanculo.
grillo profeta, populista, demagogico? certo che sì, e allora? alla massa devi dare un girolamo savonarola, un giordano bruno non lo capirebbe nessuno.
certo, ci sono mezzi migliori del mandare affanculo, ma se aspetti che milioni di persone vedano la luce, vadano ai partiti, ai comuni, affollino le università e i musei, declamino dante per strada e snobbino la defilippi (sempre sia lodata) stai fresco.
siamo massa, barista. non siamo speciali. dateci un budda, e lo distruggeremo… prima però tanto vale usarlo finchè dura.
smack!
Settembre 10th, 2007 on 09:19
Se la gente inizia a declamare Dante per strada penso che potrei diventare un serial killer
Ben intendo quel che dici. Eppure non posso fare a meno di preoccuparmi.
Chi ti dice che sia “solo” un Savonarola, Grillo?
Condivido: una svolta radicale come quella che auspico è improbabile. Ma in questo periodo di cambiamenti strutturali importanti bisogna esser vigili: dalla nascita paventata di un nuovo bipolarismo, al ritorno del centro cattolico, passando per la bozza Chiti e alludendo a una ridefinizione della classe dirigente così come dei contratti di lavoro.. si possono creare dei vuoti piuttosto ingombranti.. terre di nessuno offerte in mano a qualunquismi corporativi troppo simili a recenti passati peninsulari per non tenerne conto.
Mi spaventano le maschere buone, più di quelle cattive.
A.
Settembre 10th, 2007 on 09:57
ma perchè lo chiami qualunquismo corporativo? dove sta il corporativismo? se vai a leggere le centinaia di commenti giornalieri sul blog di beppe grillo, ci troverai un sacco di gente incazzata nera che la prende al culo da tutte le parti. leggiti anche l’intervista a pippo baudo sul sito del corriere, un capolavoro di ipocrisia a grana grossa e di faziosità pietosamente ingenua. chi fa la maschera buona?
c’è la tendenza un po’ radical-chic di bocciare a priori chiunque abbia popolarita, la stessa cosa accade con michale moore. tutti hanno dei difetti, ma a un certo punto è anche positivo lasciare un po’ da parte i sofismi, e, senza farsi troppo trascinare dalla demagogia, entrare cmq in azione e fare una scelta di campo (santo dio… non posso credere di averlo detto).
ahug!
anzi, ih-hoh! ih-hoh! ih-hoh! :-p
Settembre 10th, 2007 on 10:48
Il qualunquismo corporativo per quanto mi riguarda è il risultato perseguito dalle lobbies che gestiscono il panorama culturale italico: mi riferisco alle categorie professionali divise e rosicone, precari inclusi -esperti nell’arte del buttinculo; l’assenza di una qualsiasi percezione dell’appartenenza a una condizione trasversale, o solo il sussurro della stessa che si piega al primo concesso privilegio.
Per quanto mi riguarda la politica non è serva dell’incazzatura e basta.
Figli dell’incazzatura sono le rivoluzioni, così come i regimi; i Poteri silenziosi, quelli che tollerano, anzi apprezzano i connnotati della rabbia perchè chi si incazza sfoga e in fin dei conti stigmatizzando si soddisfa.
Daisy il problema è la mancanza di una trasparente connotazione politica di quello che è semplicemente un momento, l’ennesimo, della società dello spettacolo: siamo passati con soave leggerezza dal “Piove governo ladro” al “compratevi il libro con le storie dei precari che quelli di là so’ tutti ladri e si meritano un vaffanculo mentre voi siete la nuova Woodstock dei sani”. Io non la capisco sta cosa perchè sono inevitabilmente corrotto nel corpo (eh le canne) e nello spirito. Non riesco a vedermi puro; perchè la macchia mi garantisce l’errore e l’errore mi assicura libertà.
Non sono sofismi, è politica: non mi basta sapere che non sei come loro voglio sapere chi sei, come la pensi, quali sono le reti significanti della tua accusa.
Tu mi dici: ma in fin dei conti è solo un movimento d’opinione, non è detto che si converga poi su nulla che non sia il vafanculo.
Probabilmente parlo, e parlo male, di un ottativo misero, il mio, quello di chi frustrato desidera ben oltre le risorse e le opportunità manifeste.
Ma anche questa è una precisa scelta di campo.
Per quanto mi riguarda c’è meno bisogno di vaffanculi e più necessità di studi,ingegni, che inizino a proporre seriamente in Italia una via di sbocco lineare del Belpaese nel mondo del mercato globale, che richiede regole chiare e semplici (Antitrust, diritti dei lavoratori: in questo, Paesi arretrati dal punto di vista del welfare come gli States ci cagano in testa). O solo produrre l’ipotesi di una definita resistenza al mercato stesso proponendo una pesante alternativa però, non il commercio equosolidale, le puttanate boicottiste, i guanti bianchi di chi s’aggira per i salotti bene o le scrivanie avanzate, predicando parità sociale senza costo alcuno.
Si ciarla di tariffe, ricariche, benzina, Telecom e cazzi e lazzi dei consigli d’Amministrazione ecc. Tutta un’infinità di cose senza dubbio da sapere, da conoscere.
Ma per quanto mi riguarda tutto pericolosamente comunicato attraverso un postulare autoevidenza tendenzioso: sono portato a credere che non esista alcun dato, alcuna informazione che non sia il risultato di una precisa scelta prospettica e, in questo caso, io vi ritrovo un discorso culturale misero, decapitato, servo di un equivoco di sostanza. Il denaro e il Potere non violano le libertà individuali esclusivamente nella dimensione assoluta del cittadino/cliente: esiste la richiesta più alta e troppo sottintesa di una sollevazione ideologica, che sovverta o sposi l’ordine che il contesto internazionale pare paventare, per rispondere a esigenze endogene, quelle dell’animo umano piegato dall’odio verso il suo simile e costretto a mangiarne le carni per sopravvivere.
Altrimenti si andrà avanti a penzolare su un’altalena che oscilla tra le proprie mutande zozze e la fine del mondo, comoda per convogliare disperazione e addolcire un riflesso meschino con un po’ di belletto.
Porca zozza: mi servono progetti, mi serve ricerca di solidarietà sociale, mi serve una scelta come dici te. Ma non mi sembra una scelta accusare qualcuno. Mi sembra una scelta fornire un’alternativa.
E se questo Grillo lo fa, lo fa con troppa confusione perchè io mi fidi di lui e di quello che di lui mi pare non intendere.
Se non lo fa, invece, siamo punto e a capo, immersi nello sdegno che solleva le coscienze e chissà, forse placa gli intestini con una bella sturata nel di dietro. A questo punto, poi, esplicitamente richiesta.
A.
Settembre 12th, 2007 on 12:56
Serpico da Frosinone
ok….parli di aggregazione sociale e mi trovi d’accordo, ma tu cosa proponi per ottenerla? Come andrebbero affrontate le questioni più importanti?
Anzi, con quali argomenti o proposte riusciresti ad ottenere che una massa di ragazzi scevri di ogni ortodossia politica si ponga delle domande?
Forse Grillo fa populismo, i suoi interessi o quello che dici te, ma forse tu sopravvaluti il bel popolo italico; un passo per volta…prima il rincoglionimento mediatico della defilippiisoladeifamosibrunovespa, poi una “sveglia” da parte di Grillo e poi , forse, si arriverà ad avere dei cervelli pensanti autonomi e capaci di speculare sul Grillo di turno.
Settembre 12th, 2007 on 23:58
Intanto grazie per l’educata opinione
Sai, io non riesco a mettermi, da tempo non voglio più mettermi nella condizione di persuadere una massa supposta sciocca o distratta.
Per molti motivi: il primo, sono bravo a convincere le persone e mi vergogno di questo, forse perchè auspicherei ascoltare, condividere e modificare quel che penso scoprendone limiti e fondatezze; il secondo, guardo molta televisione generalista e al tempo stesso ho una cognizione delle mie possibilità critiche troppo precisa perchè possa accodarmi al coro di snob cresciuti bene.
Non credo alla logica dell’avanguardia per educande, meno ancora credo che sia il tempo delle provocazioni.
Se gli argomenti non persuadono forse sono deboli non è necessario gonfiarli perchè “mal comunicati”, tesi non proprio nobile e già sentita.
Se si sentirà il bisogno di un cambiamento e se l’urgenza dello stesso corrisponderà alla ricerca di un nuovo spirito e una nuova organizzazione sociale, sarò sempre felice di contribuire.
Ad ogni modo, ti ringrazio ancora per l’intervento e perchè assai pertinente e perchè espresso con compostezza.
A.
Settembre 14th, 2007 on 00:39
Ciao Antonio, volevo dare il mio sommesso contributo alla discussione, ma ho trovato questo intervento di Luttazzi che esprime al meglio, ed in modo relativamente snello, quello che penso:
http://micromega.repubblica.it/micromega/2007/09/il-cosa-e-il–1.html
un abbraccio