Via i lavavetri per un nuovo semaforo italiano Good life! 18. Bats
set 07

Hotaru no haka di Isao Takahata

Torna presto, fratellino!

Realizzato dallo Studio Ghibli (storico studio di Miyazaki, di cui Takahata fu socio fondatore), “Una tomba per le lucciole” racconta la storia strappalacrime di Seita e Setsuko, fratellino e sorellina che, lasciati orfani dal bombardamento di Kobe, vengono presi in affido da una zia e in seguito abbandonati a se stessi.

Chiunque abbia visto “Una tomba per le lucciole” non lo dimenticherà facilmente. Il crescendo di drammaticità e la forte carica emotiva fanno di questa pellicola un ottimo film, che dosa con eleganza elementi imprescindibili se si parla di guerra (la fame, la violenza, la morte) attraverso un’atmosfera dolceamara a misura di bambino (inteso come sguardo caratterizzante dei protagonisti e non come target di riferimento).

Al conflitto raccontato con realismo si sovrappone un’affabulazione illusoria e spietata quanto le immagini più crude; la guerra uccide tutto, strappa via anche l’incanto che solo gli occhi dei bambini sanno trovare nella tragedia. Il mito della patria, della morte e della resurrezione sono letti attraverso questa cifra e si rivelano esattamente per quello che sono, fregnacce che il mondo si raccontava per sopravvivere nella sua ora più disperata; la stessa impostazione narrativa – il fantasma di Seita che ripercorre gli episodi più drammatici dei suoi ultimi mesi di vita – non lascia spazio ad alcun finale rassicurante. “Hotaru no Haka” non è solo la storia di due bambini, ma di una generazione cresciuta nel mito della guerra,  allattata dalla favola della propaganda e da quella stessa favola impietosamente falciata.

A rendere benissimo la contrapposizione tra il mondo dei bambini e gli orrori della guerra ci pensa, quasi involontariamente, anche il character design dello Studio Ghibli; mantenendo il suo stile classico quasi stride – positivamente, intendo – con gli eventi narrati, rendendo più immediato lo straniamento dello spettatore. Ciliegina sulla torta, le struggenti musiche di Yoshio Mamiya si fondono alla perfezione con lo svolgersi dell’intreccio e si perdono in esso diventandone parte integrante.

Avvertenza: se non lo avete ancora visto, FATELO, ma tenete a portata di mano un quintale di fazzoletti (non sto esagerando… io vi ho avvisato).

La citazione:

“Guarda, sono un campione!”

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5 Responses to “Una tomba per le lucciole”

  1. Shika Says:

    Confermo… questo anime è un pugno in pancia. Fazzoletti necessari! Davvero bello. Ti resta dentro

  2. Elly Says:

    A me lo fece vedere per la prima volta mio cugino durante una vigilia di natale… Mentre scartavo i regali ancora piangevo come una fontana! :*(

    ^__^

  3. Vanni Says:

    Io l’ho visto a Londra, nel 2001, all’interno di una retrospettiva dedicata allo Studio Ghibli. Nessuna delle ignare coppiette sapeva cosa aspettarsi. Risultato: trentenni di due metri con occhi e zigomi rossi, e ragazze che a meta’ film riempivano la fila per il bagno, per togliersi o rifarsi il trucco.

    A quel tempo avevo una ragazza giapponese, che non sapeva neppure dov’ero quella sera. Questo fino a quando non le telefonai, alle 11:30 di sera, pregandola di stare a dormire da me, perche’ ero troppo turbato. Lei abitava dall’altra parte di Londra e continuo’ a rifiutare, infastidita, fino a quando non le rivelai che film avevo visto quella sera. Disse “ok, allora vengo, aspettami” senza nemmeno farmi finire la frase.

    L’ho comprato in DVD tre anni fa, ma da quella sera del 2001 non sono mai riuscito a finire di vederlo.

  4. Il Barista Says:

    Grazie per i tuoi pensieri Vanni.
    Anche per me fu una visione molto dura. Cui non ha seguito replica.

    Alla prossima!

    A.

  5. nu Says:

    L’ ho comprato e visto qualche anno fa,
    ogni tanto ci penso, a dire il vero mi erano venute delle immagini in mente qualche giorno fa, ma non lo vedrei mai più.
    Ho sofferto tanto guardandolo, perchè i protagonisti sono dei bambini, perchè loro guardano tutto con piccolezza e perchè giuro che non vorrei mai assistere a un orrore del genere.
    Sto cercando di non sentire più i fatti di cronaca in televisione e cerco anche di non leggerli perchè troppe volte riguardano i bambini.
    Bisognerebbe farlo vedere a chi ha già dimenticato.

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