di Rolf De Heer
Peccato!
Thriller australiano del 2003, “Alexandra’s project” si presenta accattivante già dalle prime sequenze; capace di trovare elementi di inquietudine proprio nella “normalità” con cui apre le danze (una famiglia qualunque, il compleanno del marito, la moglie che architetta una sorpresa), il film sembra promettere un crescendo di tensione e, almeno fino a un certo punto, lo mantiene. Anche senza conoscere lo snodo cruciale della trama (una vhs con cui la moglie dà inizio al thriller vero e proprio) l’atmosfera tesa e il clima inquietante traspaiono in sottofondo, rendendo lo spettatore partecipe delle sorti dell’ignaro protagonista e permettendo, in virtù di ciò, un doppio meccanismo di identificazione/dissociazione con gli eventi narrati.
Tuttavia, e purtroppo, questo ritmo cala troppo presto e l’atmosfera si rompe proprio quando avrebbe dovuto tendersi al massimo, togliendo al finale la funzione di catarsi che – vista l’impostazione – sarebbe stata necessaria a sostenere quanto costruito fino a quel punto. Forse non è neppure corretto parlare di “rottura”: si tratta di uno sfumare rapido ma inconsistente, che rende “Alexandra’s Project” inconcludente, se non dal punto di vista del contenuto (ben chiaro e anzi disturbante nella sua “banalità”), quantomeno da quello formale.
Peccato davvero, perché un film del genere poteva contare su almeno due punti a proprio favore: primo, una sensibilità thrilleresca lontana dalle commercialate statunitensi che, ormai, stanno uccidendo il genere; secondo, l’interpretazione di Helen Buday che, personalmente, ho trovato molto azzeccata.
La citazione:
“Guarda le mie tette… Salutale!”
settembre 8th, 2007 at 18:20
guarda, non sono del tutto d’accordo… Alexandra’s project mi sembra ben fatto, è vero, a un certo punto si sgonfia un po’. ci sono momenti che ti fanno saltare dalla sedia (o dal divano IKEA FAGELBO, nel mio caso) e altri un po’ improbabili, soprattutto per quanto riguarda la sceneggiatura (ma in effetti l’argomento è complesso e non facile da gestire)… per la cosa del cancro ho riso un quarto d’ora, per tutto il resto un po’ meno… ma è interessante vedere come da una donna frustrata, che magari c’ha pure ragione, sono riusciti a tirare fuori un vero mostro. meno male che mia madre non ha mai visto sto film…. :’O
settembre 9th, 2007 at 02:10
No, ma infatti non è che sia brutto; è che prometteva molto bene, e di punto in bianco sfuma così, bruciandosi tutta la suspence… Ma, ripeto, è nella media dei bei film (sarà anche che l’ho visto subito dopo quel cagatone di Poseidon…)