Evviva Barcellona
by Elly on Ago.19, 2007, under Chiacchiere da Bar
Di ritorno (da più di una settimana, in realtà) dalla tanto decantata Barcellona, spendo due righe prima di aggiornare le recensioni per condividere le mie impressioni su una città che - a quanto mi hanno detto - è stata classificata quarta nella lista delle metropoli più belle del mondo.
A essere soft direi che Barcellona non è all’altezza della sua fama; a essere brutali, direi che è oscena. Tralasciando la puzza di cipolle fritte onnipresente e l’atmosfera da “Milano della Catalunya”, le grandi bellezze della città sono state una delusione assoluta.
Capitolo Uno: La Sagrada Familia. Avete presente le sagome dei palazzi di cartone che si usano nelle scenografie a Cinecittà? Ecco, una cosa del genere. Da fuori sembra una cosa stratosferica; dopo l’ingresso, però, ci si trova letteralmente in un cantiere edile: ruspe, operai, pareti in costruzione, cellophane e un soffitto a cielo aperto, visto che il tetto lo devono ancora costruire. Magari un appassionato di architettura gradirà comunque assistere al work in progress; per tutti gli altri, però, sarebbe opportuno apporre un avviso all’ingresso con su scritto “Tornate tra 40 anni”.
Capitolo Due: Le Ramblas. La Rambla finale, quella che dà sul porto e sul Mare Magnum, in effetti è splendida, e lo sono anche molti saltimbanchi che si esibiscono sulla strada principale; tutt’è giungere alla fine della strada con borsa, portafoglio e chiappe ancora intatte.
Capitolo Tre: Park Guell. Bellissimo, sì. Peccato solo che è posizionato in verticale rispetto alla città. A trecento metri dalla metropolitana, sì: ma tutti da percorrere in altezza. Portatevi scarpe da trekking e bombola di ossigeno. E gli assegni per comprare un caffè, visti i prezzi.
Capitolo Quattro: L’acquario. Quando svoltate dietro il Mare Magnum e vedete una folla tipo 9 luglio 2006 a Circo Massimo, non è l’occhio che vi inganna: quella è proprio la fila per entrare. Portatevi una tenda e un fornelletto da campeggio.
Capitolo Cinque: Barceloneta. Il grande snodo centrale della movida di Barcellona era, in data 7 agosto, completamente DESERTO. Abbiamo dovuto chiamare di corsa un taxi perché, se ci avessero aggredite in quella desolazione, non ci avrebbe sentito nessuno neppure usando il megafono.
Capitolo Sei: Casa Batllò. Lì c’era - stranamente - pochissima fila per entrare. Giunta alla cassa ho scoperto perché: l’ingresso costa venti euro, manco fosse la porta d’accesso per Shangri-La. Mi sono rifiutata di pagare e ho cancellato la tappa dal programma. Da fuori era bellissima, l’interno preferisco immaginarlo.
Unico Capitolo di cui sono pienamente soddisfatta: il cibo. Più che una vacanza, il nostro è stato un tour alimentare; e abbiamo mangiato da dio, paella e tapas a volontà.
Ora, visto che ci siamo, chiedo a voi di passaggio: siete mai stati a Barcellona? PERCHE’ ne parlano tutti così bene? Vi è piaciuta? Insomma, sono io che sono pazza o c’è qualcun altro che è rimasto altrettanto deluso??
Molto bene… a questo punto, segnalo due nuove recensioni nella SezioneCinema: Casino Royale e La casa sul lago del tempo. Un bacione a tutti!^^
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Agosto 20th, 2007 on 00:32
Darai un dolore al un nostro amico blogger eheh
Io ci so’ stato.. prima sera: tre zaini fatti secchi e viaggio distrutto per due amici. Una vacanza da ridere diventò un thriller psicologico durissimo, un reality tra turismo frichettone e l’ancien regime del denaro, un romanzo senza interpunzione.
Detto questo ricordo i favolosi musei di Mirò e Picasso.. te li sei persi??
Va buo’ all’epoca ero giovane e sostenevo ancora le immagini statiche e la presenza di 5 persone intorno che si chiedono che cazzo vuol dire..l’icona che gli è comparsa sul cellulare acceso in modalità “stadio”.
E poi il terrore di capire quanti tra quelli che il cellulare l’han spento non sono che facinorosi snob dalla pippa facile e dal salotto di velluto, se pur rosso.
Cmq da quando mi sento vecchio ho escluso certe zone del pianeta dalle mie prossime ambizioni esplorative: quelle dove si suda. Dunque via Spagna, Messico, tutti i caldi del mondo (tranne Okinawa).
A.
Agosto 20th, 2007 on 13:50
Niente musei… per motivi di budget (mettiamola così :-P)
Diciamo che in viaggio preferisco guardare i paesaggi che i monumenti; per questo, se potessi, sceglierei solo mete diverse dall’europa e da paesi simili al nostro (per esempio mi è piaciuta da morire la Tunisia - e lì c’era anche un monumento, anzi, IL monumento: l’albergo berbero dove hanno girato Star Wars Episodio IV!)
Di certo le mie chiappe mai più varcheranno il confine con la Spagna, che mi ha deluso per l’ennesima volta (forse farei uno strappo per Fuerteventura, ma solo perché si dice che siano i resti di Atlantide).
Il Messico… beh, se per l’anno prossimo non riesco a mettere da parte i soldi per andare in Giappone [si può chiedere una colletta tra i blogger? :D], il che è molto probabile, me ne vado in un bel holiday resort messicano! Fa caldo, sì, ma le spiagge sono bellissime… e si dice che anche da quelle parti ci siano resti del continente perduto… eh eh!
Ma davvero vi hanno rubato i bagagli? Tantissima gente torna dalla Spagna raccontando storie simili… pestati e derubati…
Comunque ho dimenticato un dettaglio sulla vacanza: la prima sera usciamo tutte acchittate, ben vestite, ben truccate, e troviamo un’orda di uomini che vagava per il quartiere… Solo che non ci si filava nessuno, come se fossimo state trasparenti. Consultando la guida abbiamo scoperto l’arcano: siamo riuscite ad affittare una stanza nell’epicentro del quartiere gay di Barcellona…
Agosto 20th, 2007 on 14:55
Se pei pindàrei colli
a’ patrii lidi il ferro
rapir che mobil seno fé
e d’altre terribil favella mòve
con novelle opre il fosco rio,
io passerei anche
verso le sette.
Agosto 20th, 2007 on 14:56
sta bene.
ti s’aspetta.
A.
Agosto 21st, 2007 on 14:15
Che delusione questo post! Eppure quando ho visto sul feed reader il titolo del post “Evviva Barcellona” sono corso a leggere… invece era tutto il contrario.
Vorrei risponderti punto per punto… Io adoro quella città, ne assaporo ogni angolo. La bellezza e l’unicità della Sagrada Familia è data dall’originalità dell’architettura e dal fatto che sia incompiuta.
La Rambla è una strada unica nel suo genere al mondo.
Il Park Guell è un parco magnifico e di un impatto forte nel suo confondersi fra fiori e panchine ognuna unica nel suo mosaico. Ma si può giudicare un parco da dove è ubicato? (e poi bastava prendere l’autobus da Placa Catalunya… e ti scarica all’ingresso).
Al Mare Magnum (solo turistico) non ci si deve neppure avvicinare.
Casa Batlò è vero ha un prezzo fuori logica. Ma hai presente cosa è? E’ lil simbolo di un’epoca: il Modernismo.
Mi spiace tanto che tu sia tornata delusa… ma rispetto il tuo parere…
Se hai voglia fai un giro sul mio blog e nella sezione “Barcellona… la città” trovi uno scritto di Aurora Cuito che rappresenta molto bene cosa significa approcciarsi alla città….
saluti
Agosto 21st, 2007 on 18:29
Ehi Daniele.. immaginavo ci rimanessi male.. ma guarda lo immaginavo proprio perchè rispetto fortemente la tua passione per Barcellona, come ogni passione che colora la vita di ciascuno.
A me rimane il ricordo di averci suonato nella rambla, ero un turista abbastanza pezzente eheh, ma abbiamo cantato e suonato circondati da gente di tutta l’Europa. E’ vero però che ci hanno anche derubato eh.
Cmq il museo di Picasso, più di quello di Mirò, è stato un viaggio nel viaggio. Qualcosa di poco raccontabile.
Elly è na grande Danie’ , non manca di innervare confidenza con ironia, e tieni conto che sono sicuro che era ben disposta in partenza. Ma ognuno ha le sue esigenze e ogni racconto ha il suo ritmo e i suoi accenti.
Un doveroso saluto a te dunque e a chiunque abbia qualcosa che lo leghi a una metropoli che non era certo in discussione qui, nelle nostre confidenze tra amici. Anzi se ti fa piacere posta pure il link su Barcellona qui nei commenti. O ancora: considerami disponibile a inserire un tuo post di risposta, nello spirito ironico e scanzonato di Elena.
Fosse per me per esempio avrei difficoltà a trovare qualsiasi posto più interessante di casa mia. Eppure mi faccio 40 km ogni giorno per andare al lavoro a Firenze, è la quarta città che cambio e vengo niente meno che da Bari. Ho girato un po’ l’Europa e penso che in fin dei conti ogni posto abbia il suo senso, o per dirla meglio, l’assenza di un senso sia la cosa che accomuna tutti gli artefici dell’umana gente, e per questo qualsiasi palazzo è fattivamente libero, irriducibilmente affascinante e spietatamente reticente.
A.
Agosto 21st, 2007 on 22:47
Ciao Daniele!
Sai, ormai bene o male ho visto parecchie città europee (diciamo che, fatta eccezione per la Tunisia, non sono mai uscita dall’europa), quindi è raro che trovi qualcosa di cui stupirmi. Di architettura capisco poco e niente… E poi, a essere onesta, sono un po’ terra terra come turista: odio andare per monumenti, fare la fila per entrare, leggere guide di cui non capisco nulla… Mi piace molto di più fare escursioni, vedere il mare, assaggiare cibi diversi (quello soprattutto! :-P).
Ovviamente ogni viaggiatore guarda un posto con occhi diversi, perciò… Eh eh, ero sicura che a moltissime persone Barcellona fosse invece piaciuta, anche perché ne parlano tutti così bene! Leggerò volentieri la sezione “Barcellona” sul tuo blog, in ogni caso^^
PS To’, avete suonato nelle ramblas?? Grandi!
Agosto 22nd, 2007 on 10:25
Allora, ho risposto di getto al post e la mia risposta, rileggendola ora, è stata un po’ troppo seria.. in effetti potevo essere un po’ più ironico..
però è uscita così perchè davvero ero rimasto colpito dalla quantità di cose brutte scritte tutte insieme su una città che apprezzo (e, come dice giustamente Elly, di cui normalmente la gente parla bene).
Ringrazio Elly (a proposito, mi scusi se ti sono sembrato scortese?) perchè potrò vedere con occhi diversi cose e dettagli che magari a me potevano sembrare secondari.
E poi che dire del Barista? Hai scritto una risposta impeccabile. Condita di rispetto e piacere per il mondo. E poi hai suonato nella Rambla…
Ti ringrazio di avermi proposto di occupare il vostro spazio con un post… ma mi sembra brutto andare a scrivere in casa d’altri… e poi ci sonjo già queste risposte…
La sezione del mio blog di cui parlavo è qui .
Elly, però il museo Mirò potevi vederlo… non è mica un museo di quelli cupi che mettono tristezza… con tutti i colori e le opere è un concentrato d’allegria…
Agosto 22nd, 2007 on 13:51
Ma figurati!
Quando ho scritto il post mi aspettavo che qualcuno ci sarebbe rimasto male; anzi, in realtà pensavo che mi avrebbero preso proprio a male parole, mentre la tua risposta non è stata affatto scortese. Hai semplicemente difeso qualcosa che a te è piaciuto 
Il museo di Mirò, a parte tutto, non avrei fatto in tempo a vederlo; siamo state solo quattro giorni (ormai i costi per le vacanze sono allucinanti, anche scegliendo solo soluzioni low cost… e pensare che solo due o tre anni fa ci si poteva fare una settimana in villaggio vacanze con meno di 700 euro - che erano tanti, ma adeguatissimi ai comfort!)
Comunque, come ti ha proposto il nostro Barista, facci un pensiero sullo scrivere un post su Barcellona qui: anche a me farebbe molto piacere!^^
Agosto 26th, 2007 on 09:59
Se proprio insistete…
a me piacerebbe che pubblicaste questo…
Agosto 26th, 2007 on 11:36
Daniele.. mi sa che il link non va
A.
Gennaio 30th, 2008 on 22:59
secondo me sei l’unica pazza in circolazione a cui barcellona ha deluso…
prima di tutto: il genio gaudì la caratterizza in modo così forte da farne quasi un museo modernista a cielo aperto.
secondo: le grandi strade e i grandi spazi urbani (vedi l’esposizione internazionale o lo spazio forum 2004) ne fanno una capitale in tutti i sensi…
e ultimo, ma non ultimo: la vita notturna è da sballo!
mi sa che ti dovrai ricredere….
Marzo 19th, 2008 on 16:06
Ricredere penso di no, visto che non ci tornerei neanche se mi pagassero!
Sulla città come monumento a cielo aperto ok, sono io che non capisco molto di queste cose; però sulla vita notturna da sballo, sta di fatto che in giro per Barceloneta non c’era anima viva… o avevano usato tutti il filtro dell’invisibilità, o io e le mie amiche siamo capitate in una dimensione parallela!
PS Comunque no, non sono l’unica pazza: eravamo in tre e anche alle mie amiche ha fatto orrore!