PD: Rosy e il Potere nell’immaginazione

Fine Luglio.Ascolto il telegiornale da giorni senza riuscire più a commentare quello che accade. Forse è il caldo. Senz’altro è il caldo.
Fatto sta che neanche la discesa in campo di Rosa Luxemburg Bindi è bastata a scuotermi dal torpore (eufemismo: direi dall’inferno di calura vigente).
Ho sonno. E probabilmente la polemica sulla riforma pensionistica ha ulteriormente aggravato la mancanza di riposo: nel prossimo autunno ne vedremo ancora di belle. Ma in fin dei conti non fu così anche sotto Berlusconi? Sì, il caldo dava alla testa anche nel centrodestra e come nel centrodestra il caldo aveva poco a che fare con il ciclo delle stagioni.
Però non si aveva tanto senso della precarietà, quasi che l’attuale compagine al potere abbia realizzato una dimensione Premium dell’incertezza diffusa e interiorizzata. Sullo sfondo, si crogiola garrula la competizione per il segretariato del PD a venire. Curioso. Stento a ritener verosimile chiunque sostenga che la nascita del PD porrà freno all’alternanza al governo. E che quindi al primo passo falso saremo nuovamente ostaggi di maramaldi più beceri degli attuali litigiosi bimbi senza merenda mentre il segretario neonato rifarà la faccia del Centro italico. Stento a credere che il PD non sia già proiettato sui prossimi dieci anni cosciente di nascere in prossimità di un periodo di opposizione e non incardinato in un’ottica di potenziale rilancio.
Questa lucidità mi spaventa, i tempi mi sembrano strategicamente ben ponderati proprio in chiave di una revenge neocentrista, quando a tavola sarà pronto e il lampredotto in tavola sarà ancor più semplice smettere di essere vegetariani.
Rosy, o mia Rosy riuscirai mai a fermare questo imbarbarimento bigio, da sola, esposta a raccontarci di una quercia forte perchè non puoi chiaramente dire quello che pensi: ossia che i DS hanno portato i bicchieri di carta e la D, pure messa male, e dargli il peso di far ballare tutti è la crudeltà più orrenda di qualsiasi festa delle medie. Quando ci si guarda divisi sui divani e si sa che solo alcuni eletti potranno toccare le tette o infilare la lingua in alvei generosamente assetati; quando sudare in fin dei conti non è una colpa ma il non sudare proclama l’eccellenza; quando tu che sei diverso, almeno tu nell’universo, vivi e raccogli il peso dei destini del mondo ma ben conscio della prospettiva limitante di un solo, unico, limitato film pornografico.
Rosy, non credo che potrai nulla contro il secchione rinfighito, nuova esacerbazione del wannabe prima contadino denaroso, poi impiegato altoborghese. Veltroni, il Grosso Procione, ha raccolto a sè di tutto: improbabili deficenti fighi in cerca di riconoscimento neurale; orrendi drop out socialmente inutili gozzoviglianti di cervice in cerca sostanzialmente di peni o vulve da rispettare. Poi detto questo: sono sicuro che tantissime saranno le persone di buon cuore che reputeranno giusto dar retta al sogno weltroniano (self made sex), ma dio li abbia in gloria per la buona fede e l’ennesimo tentativo di parlare di potere e immaginazione. Questa volta invertendo i poli però e proponendosi di convincerci che la soluzione, se non era nell’immaginazione al potere, sarà affidata al potere nell’immaginazione.
Il mio rispetto a priori quindi. Alla fine questa è satira, ironia, chiacchiera inoffensiva sul consueto ballo di gruppo estivo: difficile da imparare, difficile da ricordare, impossibile da ignorare un po’ come Pannella, che pensi sempre di liberartene ma poi come i brufoli rispunta nuovo in un posto imprevedibile.
Diamine. Veniamone a capo. Ditemi se devo continuare a sperare. Ma lo so, lo so che sono io in errore, che è la domanda falsa e non la risposta disattesa.
E con fede sarà sempre bello sognare, col dopobarba che sa di pioggia e la ventiquattro ore..

.. Perché questa vita stende,
e chi è steso o dorme o muore,
oppure fa l’amore.
(Uomini soli, Pooh)

A.

[tags]veltroni, partito democratico, rosy bindi, primarie, pensioni, Potere, immaginazione, politica, precariato[/tags]

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    • UQ
    • luglio 23rd, 2007

    dimentichi che c’è anche letta. e il buon adinolfi :P

    • Il Barista
    • luglio 23rd, 2007

    ciao uq!
    io direi omessi, non dimenticati :-D

    A.

    • enza
    • luglio 23rd, 2007

    Ciao Antonio, tu sei ritornato…presto tornerò anch’io.. a leggerti :)
    Anche tu e Laura siete sempre nei miei pensieri (ho seguito le tue ultime vicende anche attraverso altri blog) Un bacione, a presto ;)

  1. Io aspetto un altro pochetto e poi me ne scappo a New York…o a Londra…ovunque ma non resto in Italia a marcire.

    Altra cosa, dici che vuoi un mio commento sulle cose che scrivi. Aprofitto per dirti che se tutti in Italia scrivessero come te (il pezzo di storia nel post di prima era semplicemente meraviglioso) non ci sarebbe posto per un minchia di Moccia….erhm…passami la volgarità…è il caldo che mi dà alla testa.

    Scrivi da Dio e ogni volta che ti leggo penso che quello che scrivo io è puzzetta di cane.
    ;D

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