Harry Potter e l’Ordine della Fenice
by Elly on Lug.11, 2007, under Chiacchiere da Bar
Harry Potter and the Order of the Phoenix di David Yates
Expecto Patronus!
Quinto capitolo della saga di Harry Potter, “L’ordine della fenice” racconta della crisi di Hogwards davanti all’ingerenza del Ministero della Magia, crisi che, con ogni probabilità, è il risultato delle cospirazioni del malvagio Voldemort.
Forse era dai tempi di Star Wars che il grande schermo non ospitava una saga (e lo dico da non appassionata delle avventure del maghetto) in grado di intrigare e far sognare una così ampia fetta di pubblico, coinvolgendo spettatori - e lettori - di tutte le età e, anzi, riscuotendo un enorme successo proprio fra gli adulti. Ovviamente il mutatis mutandis rispetto alla saga di George Lucas è d’obbligo, e un paragone fra le due non reggerebbe; ma non si può negare la capacità che ha avuto l’universo della Rowling di dar vita a un mondo parallelo che stuzzicasse per bene il sense of wonder degli appassionati.
Come gli altri film della serie, “L’ordine della Fenice” mescola bene le personali vicende del protagonista con intrighi di più ampio respiro e con un bagaglio audio-video splendido (anche se, a volte, non alla pari con altre produzioni contemporanee). E, come gli altri, questo quinto capitolo risulta assai godibile pur nella lunghezza forse eccessiva.
Tuttavia, sempre al pari dei predecessori, presenta un difetto sistematico, probabilmente congenito fin dagli originali cartacei; vale a dire l’assenza di vere e proprie “scene madri” o colpi di scena che, vista la vastità dell’avventura, sono necessarie per tenere vivo l’interesse o quantomeno per non diluirlo troppo. Considerata la natura umbratile del protagonista e - diciamocelo - una certa mancanza di carisma nel suo personaggio, che spesso si limita a lasciarsi trascinare dagli eventi, un’eventuale versione cinematografica avrebbe meritato, a mio avviso, qualche guizzo in più rispetto a quella letteraria, magari a rischio di stravolgere un pizzico il plot originale.
Se c’è invece un’aperta critica che voglio muovere al film, questa riguarda la virata che il registro generale ha compiuto rispetto al climax di drammaticità finora sperimentato; se “Il calice di fuoco” aveva introdotto nuove atmosfere dark e nuove tematiche più adulte, portate all’apice nello scontro con il tema della morte - che si supponeva sarebbe stato approfondito in questo quinto capitolo, “L’ordine della Fenice” pare ritrattare all’improvviso e torna sui suoi passi, riportando le atmosfere nei ranghi del “film che vanno a vedere anche i poppanti”.
Tutto questo, comunque, non va a discapito della godibilità di una pellicola che, ripeto, potrà divertire grandi e piccini e alimentare l’”universo immaginato” di tutti i bravi appassionati.
La citazione:
“Non c’è una distinzione così netta, Harry… Il mondo non si divide in buoni e mangiamorte.”
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Luglio 12th, 2007 on 00:16
[...] Certo andare a vedere Harry Potter il giorno della prima mondiale, alle cinque del pomeriggio (quando intere legioni di mocciosi in festa si riversano nelle sale, altro che l’attacco dei Dissennatori) non è stata una mossa furba, ma in qualche modo siamo sopravissute e questa è la recensione che ne fa il resoconto. [...]
Agosto 6th, 2007 on 10:53
Li ho visti tutti e sottoscrivo.
Effettivamente quel che manca è il nerbo, insomma quel momento in cui manca il respiro e che ti fa dimenticare di essere al cinema.
Senti ma hai notato però quanto soprattutto in questo episodio sembra esser saccheggiato l’universo di Lucas e l’immaginario più radicalmente nipponico della copresenza di bene e male, la formazione come separazione dolorosa dal padre identitario, la “comunicazione” tra anime?
Devo dirti che ho trovato il film gradevole, nonostante lo stile clippettaro e qualche personaggio secondario un po’ noioso e appiccicato lì sullo sfondo.
La biondina che parla ai cavalli alati invece meriterebbe na saga tutta sua.. è lei la mejo.
Il mio odio per Harry è sempre più maturo: peccato però che l’assenza di “scene madri” sia forse dovuta alla sceneggiatura di uno dei cattivi più insulsi della storia di cinema e lettaratura.
Voldemort non si può nominare, vero: ma occuparsi un po’ di lui sarebbe il caso. Lo ricorderò sempre come Walter Zenga senza capelli.
A.
Agosto 19th, 2007 on 13:45
Aahahahaha geniale!
Sì, è vero, Voldemort è una mezza sega. Speriamo che nei prossimi film lo rendano quantomeno decente… ma spero che questo valga anche per lo stesso Harry Potter, che è stato letteralmente travolto dagli altri personaggi (perfino dalla biondina che hai citato, e questo è preoccupante se contiamo che si tratta di un personaggio secondario apparso solo a metà del quinto film…). O forse Harry farà la fine predetta dalla sorella di Daisy: “Harry Potter si innamora, Harry Potter dà il primo bacio, Harry Potter diventa cieco…”
Comunque i mejo restano i gemelli Weasley!
Settembre 28th, 2007 on 23:55
io preferisco i libri di harry potter rispetto ai film! i film mi sembrano degli enormi trailer!