Perchè la vita non può essere part-time e ai giovani non si può chiedere sempre di aspettare.
Così disse Walter Welltroni, ieri sul palco della sala gialla del Lingotto di Torino a proposito del precariato.
Come già ricordato recentemente tra i nostri tavoli con questa candidatura il volto bolzo e simpatico della sinistra si rimangia parola ed effusioni letterarie: in tasca s’è messa qualche copia venduta di un giallo trasparente e il secondo mandato a sindaco di Roma.
Ora non me ne voglia a male chi lo stima: gli riconosco senza dubbio un notevole impegno nella rivalutazione culturale della capitale.
Eppure quel calarsi le braghe di qualche anno fa.. Quando andava di moda l’ “I CARE” e qualcuno voleva sputargli in faccia. L’ennesima svolta. L’ennesimo ritrovarsi. L’ennesima conclusione di un percorso.
Eppure tutti noi affezionati ad un’idea di fondo, quella di un mondo in cui non ci sia sperequazione di risorse e possibilità e tutela per chi non ce la fa a stare al passo della massa, sappiamo che Walter con le sue guanciotte e l’occhio furbetto può essere l’uomo giusto o forse l’unico uomo in grado di metter in ordine in quella schifezza politica che è il PD al momento.
E lo dico con tristezza: perchè ho riconosciuto più volte la qualità di illustri interpreti come Soru, la Finocchiaro, o la mitica Rosy Luxemburg Bindi. Ma non c’è niente da fare. Non sembra esserci spazio per un dirompente innesto, mentre la minestra riscaldata a sinistra fa tanto cantautore anni 70, cinema d’impegno e immaginazione al potere, che in qualche modo la si sfanga, e mi piace quella lì con le calze colorate e senza reggiseno chissà se vuole una storia senza possesso con me, chissà se vuol condividere un progetto di vita o solo farsi na canna e na trombata è uguale.
Si doveva procedere per discutere di questioni fondanti, tuttora qualche appassionata frequentatrice di salotti mancini come la Melandri si riempie la bocca con affermazioni entusiastiche su una base ritrovata (strike, eliminata), mentre invece la nauseante processione di fallimenti parlamentari prosegue senza mai alzare significativamente la china della legislatura. E la noia miete vittime tra i volti contriti dei governanti pur frettolosamente incipriati.
Non è una questione di semplici numeri.
I telegiornali ci dicono che moriremo dal caldo anche quest’anno, il calciomercato sbrodola contratti e designa pezzi di merda, mentre la prima pagina rimane destinata a un’opera instancabile di contrattazione, quando non offuscata da qualche saltuario evento bellico d’interesse, dai temi in voga di salvaguardia ambientale (tzè) o dagli omicidi di quartiere (cool).
Difficile persino stare dietro alle polemiche: scalone, tesoretto sono i termini alterati del dibattito; il Decreto di Programmazione Economica e Finanziaria, la riforma delle pensioni, tutti nodi strutturali da risolvere a spese dei sindacalisti, costretti a esser quasi ogni giorno protagonisti e quindi rovinati dalle spese sartoriali, che lo sa Bonanni così come gli altri: mai mettere lo stesso abito in due matrimoni e mai offuscare la sposa indossando un abito rosso – ma sorvolerei su questa eventualità.
Insomma. Sembra di poter dire che siamo dinanzi a una dilaniazione chiarissima tra teoria e prassi: e se a qualcuno giova poter parlare, blaterare o arringare a seconda del punto di vista, del futuro, e lo fa sgravato dalla minaccia di un calcio nel culo; a qualcun altro, costretto a risolvere le beghe del presente o le mattanze del passato recente, sarà impossibile sedersi serenamente ancora per un bel po’.
Curioso che il cerchio si chiuda sul precariato, sì proprio lì teoria e prassi si congiungono: parlare del futuro vuol dire accorgersi del disagio intestinale, rivolgersi al presente significa fare spallucce e sperare di abituarsi a quella ossessiva, dolorosa, sfibrante sensazione di malessere.
No la vita non può esser part-time. Lo conferma qualsiasi proctologo in circolazione. E domani per me è il giorno dell’incisione liberatoria.
A.
[tags]veltroni, partito democratico, politica, proctologia, precariato, scalone, tesoretto, pensioni[/tags]
giugno 29th, 2007 at 00:49
Buona Incisione e a presto Barista.
Spero di vedere un bel sorriso rilassato al prossimo bandone alzato, ne avrai motivo!
A.men
giugno 29th, 2007 at 06:28
Veltroni. Il pupazzo ALF.
Questa carica di buopportunismo è un colpo che tramortisce i buoni come la nostra rosy più profumata.
Torno ad aspettare un profeta fatto a forma di gremlin bagnato e incazzato, eugenìa politica tra i testicoli marmorei della bindi e la rabbia canina di mussi. Possibilmente pasciuto a sigari e colt da Diliberto e preparato a quel peggio che solo D’Alema sa peggiorare.
Mi aspetto di ascoltare una violenza verbale inaudita. La vita cocoprofaga è una polveriera. I sinistri moderati sono già pronti con secchiate umide per detonare il potenziale.
E, intanto, invecchiando, il fisico e la morale comincia a non reggere più.
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