Il labirinto del fauno
by Daisy on Giu.25, 2007, under Chiacchiere da Bar
El laberinto del fauno di Guillermo del Toro
IL LABIRINTO DEL FAUNO è la seconda opera di guillermo del toro ambientata nel corso della lunga e tragica guerra civile spagnola, e segue LA SPINA DEL DIAVOLO: probabilmente ci sarà un’altra pellicola a coronamento della trilogia, in ogni caso i film narrano storie diverse e possono essere considerati anche separatamente.
IL LABIRINTO DEL FAUNO può essere ricondotto a diversi generi: possiamo considerarlo un film fantasy, come è stato definito da più parti, o come un film dell’orrore, perchè contiene molti elementi cari al genere, ma anche fiaba, e opera storica per l’accurata ricostruzione del periodo immediatamente precedente la liberazione europea del 1944. al di là di categorizzazioni tradizionali, però, io lo definirei prima di tutto un film spagnolo - nonostante il regista sia nato in messico, mi sembra che abbia assimilato in modo impressionante le atmosfere e i modi della cinematografia spagnola.
…nel parlare di “cinematografia spagnola”, sia chiaro, intendo tutto quello che non si rifa o non copia o non è “liberamente ispirato” ad almodovar, la piaga che ha colonizzato i nostri cugini toreri fino a rincoglionirli in un’estasi di toni saturi, mamme da elettrochoc e “pareti color rosa checca” (per dirla alla GANGSTER N°1).
IL LABRINTO DEL FAUNO è spagnolo, sanamente spagnolo: nella regia che procede sfogliando come pagine le inquadrature, nella fotografia piena ma precisa, nelle facce “fatte cor pennello”, nel modo di raccontare cose che in terra spagnola si tingono sempre un po’ di grandguignolesco.
come ogni opera d’autore (europeo, di solito), il film ha molte chiavi di lettura e altrettanti significati, è pieno di rimandi e mischia realismo e fantasy con una disinvoltura tutta contadina. non sto a menarla più di così e vado a bomba: sono IMPAZZITA per del toro, e, sopra ogni altra cosa, ho apprezzato tantissimo il suo modo di rendere la fiaba.
la fantasia non è un rifugio sicuro per la piccola ofelia, come accade ad esempio con gli sfigatelli di UN PONTE PER TERABITHIA, non è un porto sicuro dalle brutture della realtà e non è un confetto rosa (come NARNIA, che dio la distrugga). il mondo fiabesco è feroce, sanguigno, impressionante, come ben sa chi ha letto fiabe vere al di là della disney: nelle fiabe VERE, i bambini vengono fatti a pezzi e mangiati dai troll, i fratelli vengono venduti dai fratelli e alle principesse viene spesso segata la testa, o gettati incantesimi tremendi da fate invidiose e crudeli.
il mondo delle fiabe contadine, che è il mondo che ruota intorno al LABIRINTO DEL FAUNO, non è un rifugio dalle paure, ma una proiezione di queste paure che attinge direttamente all’inconscio, e dà vita per questo a un mondo ancora più terrifico e spietato.
bravo guillermo! bravo! l’uomo pallido, la mandragora, le fate-mantidi, il fauno sono visioni da incubo che mi accompagneranno quando penserò alla fottuta terra di mezzo, dove i nani sono i simpa della compa e i cattivi non dicono parolacce. per questo ti ringrazio con tutto il cuore.
fonte: elly prima del trucco
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Giugno 25th, 2007 on 15:21
[...] quest’oggi per voi la mia opinione su IL LABIRINTO DEL FAUNO . antonellinaaaaaa! [...]
Giugno 25th, 2007 on 15:28
AH AH AH ma che divertente. Ti ricordo che Robert Rodriguez mi chiamò per fare da controfigura a Jessica Alba in Sin City, lavoro che poi mi fu negato in quanto la mia bellezza avrebbe fatto sfigurare l’attrice originale.
Non è facile essere dee a questo mondo… tutte queste amiche invidiose… pfui!
Giugno 25th, 2007 on 19:58
Ehi Daisy scusami, ho modificato la formattazione dell’articolo, altrimenti il titolo era in maiuscolo nel menù delle recensioni.
Spero non ti dispiaccia!
Complimenti per il debutto!
A.
Giugno 26th, 2007 on 17:53
Ho guardato il film da poco stimolato da due commenti di amici, uno entusiasta, per l’altro pessimo.
Non mi è piaciuto più di tanto.
nonostante condivida tutto quel che hai scritto - anche se per buona parte mi affido al tuo giudizio, so na seg io - ma mi è parso troppo violento, almeno per le premesse che mi eran parse diverse: la mimica dei Fauno e dei personaggi che ruotano intorno a questo filone della storia fanno supporre a un pubblico principale pensato come bambino. Ma la violenza mostrata a uso degli adulti che dovrebbero accompagnare quel bambino, la morte per un naso schiacciato da un birra, la lama che taglia le labbra, me lo fanno escludere dalla lista di film da guardare col pupo che verrà.
6++ (max
Fantastico il mostro della seconda prova.
Salut!
Giugno 26th, 2007 on 17:53
max 8
Giugno 27th, 2007 on 12:00
ciao taro!
guarda, al di là del DE GUSTIBUS, capisco il tuo discorso.
il problema è che oggi c’è un diffuso misunderstanding, che porta a identificare la fantasia col puttino innocente che va al cinema per sentire belle canzoncine e guardare squali che anzichè ridurre pescia brandelli vanno alle riunioni dei vegani anonimi.
questo equivoco è sfruttato dalla distribuzione che lo trasforma una sonora inculata sia per il puttino sia per papi e mami che vorrebbero star sicuri e invece si trovano davanti il grand guignol.
per lo stesso motivo, italia1 manda da secoli “carto-oni, cartoni anima-ati, cartoni animati giappone-esi” tipo ken shiro, che pur essendo per eccellenza il prodotto per l’impegato frustrato, è stato gettato in pasto ai regazzini.
poi potrei dirti che (giappo a parte!) per un bambino non c’è niente di peggio che crescere solo a disney, senza mai ascoltare nemmeno una bella favola VERA con nani crudeli e servi inchiodati nei bauli, ma è questione di opinioni.
ciao
Giugno 28th, 2007 on 07:56
Se ho trovato la violenza del film un attimino morbosa non significa che l’abbia guardato con il filtro SafeOn della Disney :-O
Cmq hai ragione sono solo opinioni, la mia più della tua essendo basica (meno tecnica, più emotiva).
Salut!
Giugno 28th, 2007 on 09:07
no, io mi riferivo al discorso del “filone principale pensato come bambino”. in effetti (questo l’avrei aggiunto anche se non avessi letto il tuo comento) la bottigliata sul naso e altre cosette sono un po’ eccessive, e intendo anche questo quando parlo di grandguignol, gli spagnoli alle volte tendono a farsi prendere la mano da sti particolari. cmq grazie per i tuoi commmenti! (e hai visto che l’uomo pallido mette tutti d’accordo
)
Giugno 28th, 2007 on 10:53
ken shiro su italia1?
magari!
anzi no lo censurerebbero.
come hanno segato Naruto e altri capolavori.
Poi Studio Aperto spiega con precisione tutto quello che eventualmente sarà tagliato da un anime: stupri, pedofilia, omicidi, possibilmente indugiando su termini come “innocente, massacrato, piccolina, stuprato, ingenuo, violentato, giocavano, ammazzato a colpi di martello, senza colpa, psicopatico serial killer”..
A.
Giugno 28th, 2007 on 12:48
Quello che mi domando io è PERCHE’, in nome di dio, visto che i giapponesi a volte dimostrano di tenere in maniera morbosa agli adattamenti esteri di alcune opere (ricordi quando proibirono di doppiare GunBuster all’estero?), alla vista dello scempio che si fa in certi paesi europei delle loro opere (perchè pure in spagna e francia leggeri non ci sono andati), dicevo, insomma, perché non hanno ancora bombardato il nostro continente, bollito vivi i criminali che fanno questi adattamenti per la tv e chiuso in una stanza con 20 orsi polari gay questi sedicenti “censori” che si arrogano il diritto di decidere di cosa un’opera può o non può parlare???
Ho notato che Naruto ha palesi sforbiciate qua e là (ma anzi mi meraviglio di poter sentire nomi giapponesi originali, e non magari “Le super avventure di Andrea il ninja buono”); anche in Detective Conan ci sono colpi di machete evidentissimi, l’ultimo l’ho beccato proprio ieri.
’sta gente va DENUNCIATA.
Giugno 28th, 2007 on 13:13
Il colmo è stato quando - per chiudere una polemica interna mediaset aperta da Ricci (biscia la notizia) su di un video falso mandato in onda da Studio Aperto - il Direttore Giordano è arrivato a dire, testuale: “Un video comunque sia girato può diventare pericoloso perchè chi lo guarda lo può considerare vero“.
NO WORDS, in pratica ammettere la natura del servizio d’informazione di Italia 1 ovvero plagio de li giovani.
Salut!