Hannibal Lecter
by Elly on Mar.08, 2007, under Chiacchiere da Bar
-LE ORIGINI DEL MALE-
Hannibal Rising di Peter Webber
Ah aha ahahaha ahaha AHAHAH AH
Niente scuse: ovviamente si era capito già dagli spot in tv. Nessuno può vedere il trailer di questo film e andare al cinema aspettandosi qualcosa di, non dico dignitoso, ma almeno non eccessivamente offensivo nei confronti del povero dottor Lecter. Però una cosa ce la aspettavamo tutti: grandi risate. E quelle non sono mancate.
Voglio iniziare con degli appunti seri; la sciatteria mentale di chi ha scritto questo film non merita alcun perdono nè giustificazione e Thomas Harris (perseguitato dal regista Peter Webber e dalla moglie affichè scrivesse un romanzo da far uscire in appendice al film) ha perso ogni traccia di dignità (come ha detto la mia amica DaisyM, “una fetta di culo…”). Il personaggio di Hannibal Lecter era estremamente affascinante proprio nel suo essere assai diverso dai normali serial killer letterari e cinematografici; il passato appena accennato, l’intelligenza, la sensibilità, l’eleganza e la cultura lo ponevano sempre due o tre gradini più in alto dei tipici macellai motosegaioli o enigmisti perversi solitamente portati sul grande schermo. E invece… eccoci qua! Ora Hannibal Lecter ha un passato raccontato nei minimi dettagli, ha una metamorfosi in mostro, ha un’infanzia, ha un trauma, ha una sorellina; insomma, ha un MOTIVO di esistere, di essere quello che è e di stare dove sta. Il che equivale alla morte del personaggio. Come disse Obi-Wan Kenobi: “Bel lavoro!”
(Avviso: da qui in poi non seguono veri e propri spoiler, ma mi sarebbe impossibile parlare di questo film senza tirare in ballo qua e là alcune scene. Di conseguenza, se non volete avere alcuna anticipazione, accontentatevi di quanto scritto fin qui e non proseguite nella lettura.)
Le sventure del povero Hannibal iniziano in Europa durante la seconda guerra mondiale, quando i genitori dell’allora bambino dottor Lecter muoiono sotto le bombe lasciandolo solo con la sorellina Mischa. Nascosti in una vecchia casa in mezzo alla neve, i due vengono presi in ostaggio da un gruppo di soldati con i denti gialli, il ghigno da bestie selvagge e nomi da tagliagole (tipo VLADIS GRUTAS), che al primo accenno di carestia decidono di sfamarsi facendo un bollito misto della piccola Mischa.
Ora, voglio dire; stai mostrando gli orrori della guerra, stai mettendo in scena un atto di cannibalismo disperato, persone costrette a uccidere e mangiare una bambina per non morire; come caratterizzi psicologicamente questa sequenza? Ma è ovvio: tutto il branco che si avvicina in cerchio alla bambina con gli occhi di fuori e il ghigno da psicopatici, emettendo in contemporanea una risata tipo “Uhu uhuhu ahaha UH UH UH AH AHAH” con la bava alla bocca. Gli mancavano solo coltello e forchetta in mano e il bavaglino al collo, e il quadretto era completo.
Naturalmente il piccolo Hannibal esce sconvolto da questa esperienza e per tale motivo inizierà a seguire il Manuale del Giovane Cannibale appena adolescente; ma perchè Hannibal non è un laido balordo come tutti i suoi colleghi serial killer? Come mai lui è venuto su così elegante e a modo? E’ presto detto: perchè Hannibal Lecter ha UNA ZIA GIAPPONESE CHE GLI INSEGNA L’ARTE DELLA SPADA DEI SAMURAI. L’occidente ha passato quasi un secolo a prendere i giapponesi per il culo trattandoli alla stregua di nani idioti sottomessi e polaroid-maniaci; poi è arrivato Tarantino, ha messo una katana in mano a Uma Thurman ed ecco che un’intera cultura è diventata simboletto “glocal” alla moda da infilare ovunque, non importa con quanto pressappochismo, solo per essere un po’ più trendy. Quando vedo cose del genere non so se ridere o piangere, davvero, è qualcosa di disarmante.
Interpretata da Gong Li (ormai perfettamente intercambiabile in personaggi oriundi di qualunque regione del continente asiatico), Lady Murasaki è la perfetta incarnazione di ciò che rappresenta questo film: una cosa pacchiana, non richiesta e fuori luogo. Ogni volta che entra in scena si sente una musichetta cinese in sottofondo, in cantina ha un serraglio di spade e armature di samurai e, esattamente come la Thurman, va in giro sulla moto con una tutina aderente addosso (negli anni CINQUANTA).
Sempre in eredità da Kill Bill c’è il tema della vendetta come percorso duro ma nobile, reso ancor più legittimo dagli avversari che, sopravvissuti grazie alle carni di Mischa Lecter, impiegano adesso le loro giornate picchiando le donne o caricandole come bestiame sulla loro nave per lo smercio di prostitute.
Non c’è un personaggio, dico uno, caratterizzato con un minimo di decenza. Non c’è un solo dialogo lontanamente credibile. Insomma non c’è nulla, in questo film, che si possa salvare. La sceneggiatura è piena di buchi (uno su tutti: l’ispettore di polizia che, dopo aver ricamato per mezz’ora su come Hannibal Lecter sia diventato un mostro senza più tracce d’umanità, lo lascia allegramente tornare a casa a proseguire il suo cannibal-tour tra i due continenti).
L’unico lato positivo è che ti fai due risate, anche se naturalmente ciò non dipende affatto dalla volontà degli autori. Hannibal, mio dio, che cosa ti hanno fatto…
La citazione:
“Hannibal, quale parte di te è ancora in grado di amare?”
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Marzo 9th, 2007 on 00:12
“L’occidente ha passato quasi un secolo a prendere i giapponesi per il culo trattandoli alla stregua di nani idioti sottomessi e polaroid-maniaci; poi è arrivato Tarantino, ha messo una katana in mano a Uma Thurman ed ecco che un’intera cultura è diventata simboletto “glocal” alla moda da infilare ovunque, non importa con quanto pressappochismo, solo per essere un po’ più trendy. Quando vedo cose del genere non so se ridere o piangere, davvero, è qualcosa di disarmante.”
Standing ovation! Onore a Tarantino ma morte ai suoi seguaci.
Ma sei davvero eccezionale. Mi sembra di averlo visto sto film per come l’hai raccontato. E su Gong Li non ho potuto trattene’ na risata solitaria.
Geniale, il barista si inchina.
(e sadicamente si accende una Camel..ihihih.. aaaaah..dicevi Elly.. ah scusa non te l’ho offerta.. come non fumi più?)
Ma il mistero è risolto. Chi hai davanti a torturarti così biecamente evidentemente non è il barista.. ma solo la sua.. pelle.. nfh nfh nfh nfh nfh..
A.
Marzo 9th, 2007 on 01:31
[...] Sezione Film: Hannibal Lecter - Le Origini del Male [...]
Marzo 9th, 2007 on 12:30
Aaaaah ma sei veramente sadico!!!!
Comunque sono passata alle Philip Morris (mi hanno regalato una stecca… pensavo fosse un segno del destino per temprare la mente, invece era solo ironia della sorte)
In ogni caso, To’, per quanto io possa aver descritto questo film, le parole non possono renderlo così com’è: dovete vederlo!!! E’ qualcosa di orrido, davvero. Al cinema ridevano TUTTI.
Io ho riso dalla prima all’ultima scena, e ho continuato a ridere anche dopo essere uscita (almeno finchè, nel parcheggio del Warner Village, la macchina non ci si è sfondata sotto i piedi tipo “Una pallottola spuntata” e abbiamo dovuto chiamare un taxi T_T la vendetta di Hannibal…)
Se volete un consiglio, recuperate il dvx e guardatevelo: vi farete un bel po’ di risate!