Fassino in tutù e la crisi non c’è più
by Il Barista on Mar.03, 2007, under Prospettive & Politica
Sono tornato a casa e non senza una certa fatica.
Molte cose sono accadute in questi giorni. Prodi ha riottenuto la fiducia e tra un vorrei ma non posso e un io vorrei non vorrei ma se vuoi si è risolta la crisi di un governo minuscolo nelle prospettive e nelle manifestazioni della sua autorevolezza.
Significativo in tal senso il pigro procedere verso una riforma elettorale che traduce benissimo la condizione del nostro dibattito politico: qual è la vera ricetta del sugo all’amatriciana e se sugli spaghetti con le cozze ci sta bene o no un po’ di formaggio.
Follini mon amour: quando nei mesi passati lo sentivo parlare della sua Italia di Mezzo, mi immaginavo un Parlamento costellato da gnomi, elfi e hobbit, un anello plenipotenziario e qualche baruffa con orchi imbronciati. Se mi avessero preannunciato che il piccolo uomo avrebbe mantenuto in piedi l’attuale maggioranza non credo avrei avuto sorpresa alcuna. E la situazione attuale è questa: tutti con Prodi ma nessuno con tutti gli altri. I moschettieri son così tanti da non riuscire a incrociare i fioretti.
Ieri poi. Berlusconi ha strombazzato alla Camera e Fassino, DICO Fassino, ha scatenato la sua ira giocando la carta della divisione nell’opposizione -che pare abbia proposto a Napolitano quattro, DICO quattro diverse ipotesi di risoluzione della crisi. Immagino la scena: Fassino che sfida i draghi ventosi e li abbacina (s)vestito da Thor impugnando un fulmine maestoso. Se qualcuno riesce a non vedere questo Fassino come un Montgomery Burns redivivo in tutù bianco sollevato da una gru e agitante un cartoncino indorato, gode di tutto il mio rispetto. C’è ancora roba buona in giro, DICO.
Veniamo al vero cuore di questa Italia danzante: bloccato cinque ore, DICO cinque ore, all’aeroporto di Catania, causa vento, mi son potuto trastullare col Baudo Sanremese. Angosciato tuttavia dallo schermo inclinato da un lato: la Hunziker, la bionda, faceva oscillare la televisione come una barca, recando maggior peso a destra o a sinistra, a seconda del caso. Che sottile metafora pippesca. Manca la bruna. Serve, urgente, una riforma elettorale, DICO.
Mancava l’audio, sottolineo, mancava l’audio e questo permetteva una visione forse meno gravosa: il Festival di Sanremo brillava di lucine colorate, faccioni giganteschi e costumi, per contrasto, in elegante bianco e nero: l’effetto è stato, innegabilmente, di ritrovarsi dinanzi a una contaminazione ben riuscita tra un modello estetico tirolese e il programma di punta della televisione rumena. Senza offesa, DICO, senza offesa. Siamo questi qui, l’Italia siamo noi. Canta che ti passa.
Mentre D’Alessio stona inseguendo una libellula in un prato. Senza vergogna.
A.
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Marzo 3rd, 2007 on 21:08
se hai sentito stonare d’alessio allora l’audio c’era! ehehehhe
Una volta anche io sono rimasta bloccata in aeroporto….12 ore!!!
Ma questa è un’altra storia
bentornato!
;D
Marzo 3rd, 2007 on 21:50
ahahahah
ciao carissima lizzy!!
sì d’alessio l’ho sentito perchè in mezzo all’attesa siamo andati in un baretto “airport cafe” teriibbbile appena fuori l’aeroporto e lì su un 16:9 che ogni cosa ingrassava ho potuto sentire D’Alessio come nessuno dei miei amici intorno a un qualsiasi fuoco alcolico estivo..
stasera mi vedo tutto invece e vi sparo le mie pagelle!!
A.