Al bar dello sport 4.0

Petulanti note di viaggio

by Il Barista on Feb.28, 2007, under Chiacchiere da Bar

Sono in Sicilia per lavoro in questi giorni e non ho finora avuto modo di tornare a scrivere nel mio amato baretto.

Prima di ogni cosa ringrazio chi in questi giorni mi ha scritto, ha commentato in maniera appassionata i passati pensieri o solo lasciato un gradito saluto (PaolaEffe e il caro Massimo)..

Non amo viaggiare per lavoro, sono un orso e un orso abitudinario. Forse non amo il mio lavoro, forse non amo essere esposto ad occhi noti per un giorno e un giorno intero. Spero che le prossime ore mi dispensino dai particolari e arrivino subito al dunque: tempo che passi, e che passi senza eccessive confidenze. 

Sento la mancanza di questo quieto e dedicato scrivere, sento la mancanza di mia moglie, del ritorno, del riposo la sera quando il mondo rimane fuori l’alveo protettivo in affitto, dei pensieri e delle riflessioni che scivolano ai piedi del mio divano e filtrano attraverso il pavimento, silenziosamente.

Non ho molto tempo ancora. Solo qualche impressione sul paesaggio che in questi giorni ho guardato. La mattina il mare banale dagli alberghi attempati e fintamente lussuosi. Le case, le tante, troppe case delle periferie palermitane e catanesi, cioccolata stantia. Le strade nella sabbia, la sabbia lontana dagli alberi, gli alberi storti e rancorosi. La Sicilia mi appare distante e diffidente, pigra e distratta ma solo per scena. Sa bene, avverte meglio di altre donne appetitose, che siamo qui per andare via senza volerla ascoltare, ne canteremo le forme e l’avvenenza  ma le chiederemo, no, le imporremo di provare il meno possibile ad andare oltre quel che ci piacerebbe toccare. Zitta e spogliati, sta’ zitta e lasciami fare.

Le camere d’albergo sono un posto orribile cui concedersi alla notte. Non c’è verso di rimanere sveglio, non c’è verso di interessarmi a qualcosa. La moquette è la pelle di animale mansueto che col suo respiro noioso costringe a dormire.

A.

7 comments for this entry:
  1. Lizzy

    Sono sempre stata anche io molto diffidente delle stanze d’albergo…non lo so perchè…mi danno un senso di precarietà…come se non fossi gradita…forse dipende dall’albergo…

    Solo una volta, a Monaco, mi è capitato di non volermene andare.
    Eravamo all’Ibis e la sala dove facevamo colazione era così, così…Ikea!
    ;D

  2. Lizzy

    Dimenticavo!

    Anche tu nippo entusiasta?
    Yeahhhhhh!
    Ho trovato un alleato!

    Un abbraccio

  3. Simone Cosimi

    Rimango convinto che le camere d’albergo possano avere un loro fascino.
    Certo, dipende DOPO quale giornata vi si arriva per riposare. Insomma, il fascino del dentro dipende da quanto c’è fuori.

    Tuttavia, quando viaggio, prediligo i B&B: se si sa scegliere con un minimo di occhio, ci si diverte e si spende poco. Acquistando una finta atmoosfera familiare che seda quell’irrequietudine di cui parli.
    Ad esempio, l’ho fatto la scorsa estate in Scozia.

  4. savo

    Ci sono macchie d’umido, sui muri di vecchi alberghi, che ci possono ricordare persone lontane.

    Ci sono saponette da portar via, in certi alberghi, che poi ci ritoveremo nel beauty case per anni.

    Ci sono lettoni, negli albergi “da lavoro”, in cui resta sempre troppo spazio libero, vuoto, in cui strisciare.

    Ci sono stanze, negli alberghi, con muri sottili che fanno condividere storie estranee come se fossero familiari.

  5. nu

    Gli alberghi mi fanno pensare ai romanzi di Murakami…
    Richiamano alla mente misteri e magia…
    ma personalmente quando mi è capitato non mi è piaciuto dormirci…
    Non mi sento a mio agio e mia fanno anche un po’ paura…
    Sarà stata anche l’esperienza in quel piccolo albergo nel quartiere malfamato di Parigi (che tu hai prenotato nell’ ultimo viaggio insieme) a traumatizzarmi?
    Scherzo…è stato un viaggio divertente…

  6. Il Barista

    Ciao Simone e ciao Savo, vi ringrazio per essere passati dal baretto.
    Quel che mi vien da dire, anche leggendo nunu, che le camere d’albergo custodiscono pezzi di vita. E li accumulano furtive.

    A.

  7. enza

    Potevi avvisarmi che venivi in Sicilia…:) Un caro saluto a te e a Laura

Leave a Reply

Looking for something?

Use the form below to search the site:

Still not finding what you're looking for? Drop a comment on a post or contact us so we can take care of it!