Al bar dello sport 4.0

Ballarò: Se potessi avere 1200 euro al mese

by Il Barista on Gen.31, 2007, under Prospettive & Politica

Sto guardando la replica notturna di Ballarò. Perchè. Perchè devo necessariamente ascoltare e non è cosa che durante il giorno mi riesce fare facilmente. Ascoltare è difficile e la televisione forse ha questo merito. Guardo, ascolto Ballarò e la discussione sulle buste paga si infervora a proposito delle conseguenze dell’ultima Finanziaria.
Le aliquote e le addizionali: come il primo bacio e il tradimento. In mezzo tutta una storia d’amore.
Cosa dicono, cosa. Non nomino gli interpreti questa volta. Ma li maschero. Una dottoressa bella per chi orbo rivendica l’occhio perduto al cielo continua insolente a infiammarmi lo stomaco: le tasse la spaventano, l’adirano, la spingono a parlare di Paese reale. Se le nomini il lavoro che non c’è si imbianca invece: che non è vero si può comprare, no, non è vero. E non proseguo nelle maschere, lei, un mostro, divora la scena.
Dinanzi, il Presidente della Regione Sardegna appare maestoso: e dio sa quanto mi paion piccini gli uomini, e mi perdoni la presunzione.
Non capisce, egregio, come si possa discutere di poche decine di euro in più, in meno di stramaledette tasse in busta paga quando è la busta paga a costituire croce, delizia, desiderio e morte. E la tassa sulla casa diventa più alta, misurata sul valore di mercato, adesso, e che mi si perdoni, questa volta, la presunzione di non vedervi scandalo, ben venga: io la casa non ce l’ho e non riesco a considerarmi, non ancora, l’ultimo incapace di questa malata terra. Io la casa non ce l’ho e sfido chiunque non abbia ricevuto in dono, dalla fortuna, dai genitori, dalla natura o da prodighi amici, io lo sfido a dismostrarmi come potrei mai avere una casa, una casa mia. Avere una casa, potersi comprare una casa è una ricchezza e un privilegio inestimabile.
Chi non ha una casa paga per qualcosa che non avrà mai: affitti sempre più esosi, perchè persino Pistoia, a 40 minuti in treno da Firenze, la zona vicino alla stazione è considerata meta prestigiosa per i lavoratori pendolari della così trapiantata periferia gigliata.

Io pago l’affitto e pago le tasse felice per ogni euro che il mio lavoro destina al bene comune. Come le case per chi non può neanche pagarsi un affitto.
Io pago le tasse e sono felice di farlo; altrettanto felicemente vorrei sapere per cosa sono spesi i soldi che investo nel mio essere sociale. Questo, questo vorrei mi fosse assicurato; e spero di vivere abbastanza per sentirmi dire che quel che fugge al mio reddito non va a rimpinguare un debito secolare contratto da padri degeneri, padri misconosciuti e vili.
Si paghino le tasse e si pretenda una politica che preceda, meglio, implichi la sana amministrizione: ridistribuire il bene sociale a vantaggio di chi ha meno è principio sacro, intoccabile, fondante lo stato sociale. Non riesco ad ascoltare, no, non ci riesco o bella per gli orbi, nonostante ora io non abbia modo di parlarle addosso per coprire le sue parole. Salvarmi. Dal fastidio di dovermi vergognare per lei e per me che la odio.
Grazie Presidente Soru, grazie per la tassa sul lusso e grazie per il suo profumato accento sardo: lei tremante di rigore e poco ammiccante questa sera era gigante, degno, integro uomo di Politica, nobile Politica.
Buonanotte.

A.

1 comment for this entry:
  1. Nurit Hailey

    cuz we both thought,that love last foreve. Nurit Hailey.

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