Al bar dello sport 4.0

L’assemblea

by Il Barista on Gen.09, 2007, under Racconti da Bar

Moltiplicando il corpo, si accese diverse sigarette: era solo lui ad aver ordinato di bruciare ogni cella ancora aperta nei suoi polmoni.
Svuotata una cassa di pomodori, divorandoli tutti, vi era salito su ancora trangugiante e aveva esposto la canottiera rossopetto come una verginità appena perduta.
Le sue parole erano perfetti taralli al finocchio, i suoi occhi intrisi di benzene, una mistura nauseante e allettante come ogni discorso che implica perdita e giudizio.
Si era scosso al primo cenno di applauso, no no, così perdo il filo ma non il vizio! E tirò fuori la lingua facendola vibrare come un serpente o un attore da film porno ma di quelli veri. Aveva riconquistato il silenzio e pure qualche donna infiammata nel seno, cominciò a pensare che non era poi così brutto e sì virtuoso.
Cospirazione! Era la parola cui voleva giungere. Ma doveva farlo con lentezza, conducendo, adducendo, producendo ansia e desiderio. E c’eran l’uno e c’eran l’altro, annodati come lacci di stivale d’un soldato.
Oramai altissimo procdeva tra ricostruzione di scenari storici e filosofiantica da pastori saggi. Roteava la mano in alto e in basso che mungeva latte e commozione e dosava le pause come il miele cola lento e appiccicoso in una danza d’oro di falso valore.
Nulla poteva fermare la sua avanzata verso l’epifania del reato sottointeso: cospirazione! avrebbe gridato scendendo dalla cassa di pomodori vomitando ancorpiù ogni singolo sanmarzano sulla folla.
Le ultime parole scelte si succedevono maestose, il vino della sua retorica bagnava e appestava scuri i piedi e i capelli di ogni presente.
Cospirazione! Era stato lì lì per dirlo. Sentiva la tracotanza del “co” cooperativo, il rigoglìo dello “spira” senza rimedi e infine l’”azione”, dio mio l’azione! Gli scoppiò la gola nel collo e in un attimo raggiunse col suo sangue le pareti del salone. In silenzio i lavoratori rimasero a guardare lo zampillìo di quell’estremo oratore squarciato, finchè non s’accasciò vuoto come una blusa smessa.
Poi, aggruppati e incerti, tornarono a casa e ognuno in cuor suo si chiedeva: dove, dove l’avrebbe portato quel lungo straordinario discorso incompiuto.

A.

:
No comments for this entry yet...

Leave a Reply

Looking for something?

Use the form below to search the site:

Still not finding what you're looking for? Drop a comment on a post or contact us so we can take care of it!