Prima della fine
Dic 29th, 2006 by Il Barista
Posted in Chiacchiere da Bar |
Bene, sono a Bari da un paio di giorni e il 2006 accinge a concludersi.
Il Bar dello sport ha un suo nuovo locale e la mia testa un taglio diverso.
Il mio braccio sinistro ha due segni in più, quello destro soltanto uno e piccino.
Accade.
Che in queste occasioni in cui rivedo i miei fratelli, i miei genitori, e fatico
non poco a dividere spazio e tempi con loro, mi rendo conto di quanto sia
importante non essere soli. È inestimabile ricchezza quella di poter condividere,
sentire insieme e contrastarsi fino allo sfinimento tra innamorati,
e innamorati senza condizioni. Perchè quando si diventa adulti, ed è persistente la sensazione
mia di essere in continua transizione, stupisce quanto si possa apparire inopinatamente
oggetti agli occhi estranei, pronti a capire e quindi a catturare e quindi a bloccare e uccidere
la libertà di rimanere soggetti in una prospettiva.
Accade che a riguardare la casa dove sono cresciuto io senta emergente una dolce
gratitudine perchè ora par piccola e intenerita, ancora ampia e confusa ma
piccola e intenerita dal mio ritorno. E il suo prodigarsi perchè ogni cosa sembri verosimilmente
uguale a se stessa - io non ho mai smesso di amarti - e non realmente uguale a se stessa - ma
non potrei mai ferirti - ha la delicata fragranza dei taralli buoni che fanno solo quaggiù.
Accade ancora che io guardi la terra dagli oblò di un aereo e lo faccia per poco,
per meno di un’ora. E che navigar l’aria mi procuri un’euforia pregiata,
un’ebbrezza d’oro zecchino. Rendersi conto che l’uomo sa fare anche questo.
Rendersi conto di quanto poco sono lontani da terra
i fuochi articiali di un paese che sta in un palmo.
Rendersi conto, infine, che qualcuno vede la terra della stessa misura e comunque
non è tanto lontano, non è assolutamente lontano se penso l’universo.
Bene, dicevo. Vedo mia nipote crescere, già declina il mio, intenso possessivo,
meno comprende il suo e il tuo, denso imperativo,
e rimane affascinata dal nostro, come non esserne sconvolti per tutto quello
che implica e comporta. Così complesso e contaminato nell’avversione al loro,
al vostro. È bella, parla tantissimo e ascolta pochino. Chissà forse anche
questo ha relazione con il mio così facile e così potente.
Ma rimane miracoloso il suo avanzare nel mondo e il senso che dona
alla vita di sua madre e suo padre. Noi abbiam fatto lo stesso. Ogni figlio
fa lo stesso.
A.
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