Rapporto di minoranza e altri racconti
by Elly on Dic.23, 2006, under Chiacchiere da Bar
The minority report di Philip K. Dick
Cosa ne è stato di Dick in mano a registi americani
Chi di voi non trema di terrore quando sente, durante il trailer di un nuovo film, “Basato su una storia di Philip K. Dick”? Non so come ci siano riusciti, ma la maggior parte degli sceneggiatori che hanno tratto pellicole dai racconti del geniale scrittore hanno sfornato inguardabili cazzate. Cazzate che, non so perchè, erano sempre ascrivibili al genere d’azione. Le opere di Dick sono cervellotiche e contorte, un crescendo di gestanti di teologie fantascientifiche che hanno dato forma al parto - forse mai avvenuto del tutto - della complessa filosofia dell’autore; vorrei pertanto capire cosa cazzo c’entrano sparatorie e inseguimenti con tutto quello che Dick ha detto. Concedendo una singola eccezione a “Blade Runner” (più che altro perchè da Dick ha preso solo il nome del protagonista), tutti i restanti film tratti dallo scrittore americano non hanno alcuna giustificazione logica. Bisogna essere dei veri trogloditi per fare quello che i vari registi hanno fatto delle meraviglie del povero Philip.
L’antologia di racconti edita da Fanucci (e ristampata con una tristissima sovraccopertina con la locandina di “Minority Report” all’uscita del film di Spielberg) sembra fatta apposta per porre l’attenzione proprio sull’inspiegabile abisso che c’è tra le opere cartacee di Philip K. Dick e le corrispondenti chiaviche su pellicola. All’inizio di ogni racconto sono accuratamente indicati anche titoli e registi - eccezion fatta naturalmente per l’ultimo scritto, “La formica elettrica”, su cui nessuno ha ancora allungato le zampe.
Ma analizziamo pure nel dettaglio.
1) “Rapporto di minoranza” è una sottile riflessione sul rapporto tra potere e informazione, l’analisi di un sistema politico di stampo utopico nel momento in cui si trova a dover eliminare quella stessa tecnologia che ne ha reso possibile l’esistenza. Cosa cazzo c’entra con tutto ciò Tom Cruise che scappa in lungo e in largo, la mette in culo ai detective del futuro e raccatta i propri bulbi oculari che rimbalzano qua e là?
2) “L’impostore” è il primo scritto di Dick sulla sua idea più originale, l’androide che non sa di essere un androide. “The Impostor ” è quella cagatona di Gary Fleder, ovviamente THRILLER e D’AZIONE. Poi, voglio dire… neanche gli alieni di Space Jam manderebbero sulla Terra una bomba umana con la faccia di Gary Sinise.
3) “Modello 2″ è una acuta parabola su come una creazione si ribella al proprio creatore fino a distruggerlo. “Screamers” è uno sparatutto del cavolo con ambientazioni da filmaccio sci-fi da due soldi.
4) “Ricordiamo per voi” pone cervellotici dubbi sulla differenza tra realtà e finzione in un mondo che permette agli umani di manipolare i propri ricordi. “Atto di forza”, con buona pace di chi, come me, a suo tempo lo trovò assai divertente, è una cazzatona fumettistica con Schwarzenegger (SCHWARZENEGGER, perdio) come protagonista.
L’antologia si chiude con un brano molto interessante, un’intervista a Dick a proposito di “Blade Runner”; tra un segreto e l’altro che il buon Philip spiffera allegramente sulla produzione del film (precisando, ogni volta, “Forse questo non lo potevo dire…”), sembra di capire che ’sta benedetta trasposizione su pellicola a lui sia piaciuta davvero. Fortunatamente - ma anche no - si è perso tutto quello che è venuto dopo.
La citazione:
“Dopo tutto un’illusione, non importa quanto convincente, rimaneva pur sempre un’illusione. Almeno da un punto di vista oggettivo. Ma soggettivamente… era tutto il contrario.”
Leave a Reply
Looking for something?
Use the form below to search the site:
Still not finding what you're looking for? Drop a comment on a post or contact us so we can take care of it!