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Domenica non sarò a Roma.
Giovedì mi opero, che beffa.
Ma oggi ho davvero tremato, le lacrime ghiacciate negli occhi.
Che bello amare la Roma, che bello essere noi a vivere la paura di un miracolo sportivo.
Andrà come andrà, ma essere lì a far paura ai colossi Padroni del calcio è un'emozione che sa di tante rivalse taciute.
Il calcio è anche questo. Sovvertire i pronostici, arrivare a un passo da un capovolgimento di valori fastidiosi e discutibili.
Tifo la Roma da sempre perchè per me è più facile vederci tutto questo.
Daje Roma daje!

 
A. 

Fansub: Kaiba

Nuovo fansub di animazione giapponese da Kiavik.
Sembra davvero affascinante!

L'autore Masaaki Yuasa (scheda di Animeclick) è lo stesso di Mind Game e Kemonozume, capace di sperimentazioni visionarie e rischiose, non semplicemente gestibile ma assolutamente stimolante.

A.

Digiarte 2008

Il sito della manifestazione.

Digistrobo.
Il video introduttivo della serata l'ho fatto io!!

A.

Dedicata agli amici con cui lavoro.

 

C'è rabbia al confine di questo quartiere, se esci di casa la puoi respirare; dicono tutti che non c'è ma io che l'ho visto so dov'è. Nato ai bordi di periferia dove i tram non vanno avanti più, c'era un ragazzo che come me, metteva l'amore sopra ogni cosa.
Così piccola e fragile, una rosa blu, la luna bussò alle porte del buio; là dove c'era l'erba ora c'è una città. E tu, fatta di sguardi tu, non amarmi per il gusto di qualcosa di diverso. La verità ti fa male lo sai, la verità mi fa male lo so.
"C'è da spostare una macchina!". Ho combattuto il silenzio parlandogli addosso. Dove vai quando poi resti sola? Sai dov'è l'isola di Whigt? Non restare chiuso qui, pensiero.
Sincerità: questo è il nome che vorrei io da te.
La solitudine tra noi, avvinta come l'edera. Gloria, manchi tu nell'aria.
Dietro la collina ci sta la notte crucca e assassina: il mare impetuoso al tramonto salì sulla luna.
Stringimi forte che nessuna notte è infinita, parlami d'amore, Mariù.
Tutto il resto è noia.

A.

Oggi vado in montagna per una di quelle cose aziendali che servono a fare gruppo.. Una specie di psicologo motivatore, il contesto bucolico, dei poveracci che normalmente stan dietro la scrivani. Tutti gli ingredienti per il luogo comune. Eppure mi avvio con grande divertimento. Prima di tutto perchè stimo molto i miei colleghi, e amici; secondo, ho abbastanza fiducia nel mio cervello per immaginare che la cosa porterà occasioni di ironia imprevedibile.
Infine ho appena finito di vedere un film splendido, esilerante horror-thriller che ha come contesto precisamente una cosa di questo tipo. Gli impiegati di una multinazionale delle armi sono diretti a un tranquillo convivio in cottage nei boschi ma si ritrovano a esser vittime di un gruppo di paramilitari.

 

 

Severance, il titolo di questo buon prodotto di Christopher Smith, mantiene un registro ai limiti del grottesco per tutta la sua durata, ottemperando alle migliori regole del b-movie splatter. Pregevole nella realizzazione, interpretato con credibilità, e in fin dei conti neanche tanto truculento, si presta a una piacevole visione (forse anche dato il destino che m'accomuna ai poveri protagonisti). Diretto bene, con qualche tocco di stile che non guasta -le visioni allucinate di uno degli impiegati o la variazione cinematografica dei racconti intorno al fuoco, per esempio. Lo script non difetta di scene precisamente comiche e la morale, telefonata, comunque è condivisibile, pur pretestuosa. Per una visione non troppo impegnata è consigliatissimo! Il trailer purtroppo dimostra la consueta ingenuità di distribuzione, facendo passare il film per un pistolotto sanguemmerda qualsiasi, privo di qualsivoglia dissacrazione:

A. 

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